Venezia 60 dalla A alla Z Percorso alfabetico della Mostra del Cinema 2003

Attese, previsioni, indiscrezioni, curiosità. Giunta alla 60° edizione, la Mostra di Venezia parte con un programma che, sulla carta, appare di alto livello. Proviamo a giocare un po' con i tormentoni del Festival...

A come Asia. Il cinema orientale appare, tranne poche eccezioni (Tsai Ming-liang, Takeshi Kitano) il grande assente della mostra. Il direttore De Hadeln, in conferenza stampa, ha spiegato che molti film hanno subito ritardi e sono stati interrotti (come 2046) di Wong Kar-Wai a causa della sindrome della SARS. Di un programma che sembra abbracciare molteplici cinematografie, forse la mancanza asiatica è quella più evidente. Il vento d'Oriente, protagonista di indimenticabili edizioni di Cannes, dovrebbe soffiare di più sul Lido

 

B come Bellocchio e Bertolucci. Alcune indiscrezioni del dopo-Cannes erano vere. Marco Bellocchio e Bernardo Bertolucci saranno presenti al Lido. Il primo in concorso con Buongiorno, notte il film sul terrorismo che ricompone l'accoppiata Luigi Lo Cascio-Maya Sansa già protagonisti del famigerato La meglio gioventù. L'altro fuori concorso con The Dreamers, in cui forse si riavvertirà nostalgicamente il respiro del '68 e l'odore degli sperimentalismi Nouvelle Vague dentro Parigi

 

C come Concorso. Appare, almeno potenzialmente, di alto livello. 3 italiani (oltre Bellocchio anche Paolo Benvenuti con Segreti di stato ed Edoardo Winspeare con Il miracolo), Tsai Ming-liang, Takeshi Kitano, il de Oliveira inspiegabilmente rifiutato da Cannes, Jacques Doillon, Amos Gitai, Bruno Dumont e il ritorno di Margarethe von Trotta. Winterbottom continua ad insinuarsi con pericolosa costanza dentro le competizioni ufficiali dei festival più importanti. Chi gli boicotterà il suo prossimo set avrà un premio speciale dalla redazione di Sentieri Selvaggi

 

D come De Hadeln. Battagliero, essenziale, sintetico. A domande inutili e a considerazioni vecchie e lagnose di alcuni giornalisti che, alla conferenza stampa tenutasi all'hotel Excelsior di Roma, ripetono con senile costanza le stesse domande con un'espressione sempre più triste, De Hadeln rispondeva invece in modo secco, veloce, polemico quando c'era bisogno, dispensando di informazioni necessarie.

 

E come Excelsior. Il celebre albergo del Lido, spesso viavai di giornalisti, attori, registi e produttori, ospiterà quest'anno i "Venice Screening", dove si terranno le proiezioni del "mercato" (spesso riservate agli addetti ai lavori a meno che qualcuno non riesca a imbucarsi) e dove ci saranno 500 metri quadrati di stand delle case di produzione e distribuzione. Rispetto a Cannes e Berlino è un inizio. Chissà come riesce l'esperimento

 

F come Film. Ecco i numeri completi dei film. 143 titoli presentati alla Mostra di cui 86 lungometraggi e 57 tra corto e mediometraggi. E ben 1.600 film visionati

 

G come Gossip. Piatto forte di ogni evento mondano, il pettegolezzo dovrebbe arricchire e accendere di più un luogo che di notte, tranne nei festini sulla spiaggia per i film o i ricevimenti mondani sembra spegnersi. Qualche bell'adulterio eclatante o qualche appariscente scazzottata non guasterebbero. G anche come Greenaway. Il cineasta inglese, oltre a farci sorbire due ore del suo nuovo lavoro, voleva fare una conferenza stampa con il titolo "Il cinema è morto!". Anche un nostro affermato redattore sostiene da tempo la stessa ipotesi

 

H come Horror. Quando vedremo mai un bell'horror in concorso a Venezia oltre le numerose mummie che popolano il Lido?

 

I come Internet. Sentieri Selvaggi darà anche quest'anno notizie dalla mostra in tempo reale. E per il Lido, stand e internet-point che si possono consultare. Si scappa nel momento in cui le zanzare cominciano a divorarci. E ciò avviene spesso molto presto.

 

L come Leone. Forse bisognerebbe ridare prestigio a un premio che, negli anni sembra aver perso consistenza. Magari con una cerimonia veloce come quella di Cannes ma meno spenta. Quindi L anche come Luce. La Mostra avrebbe bisogno di essere pi ù illuminata, scintillante. I film e gli ospiti ci sono. Il luogo un po' meno

 

M come Mangiare. Una delle note dolenti tipiche del Lido. Si spende troppo e si mangia spesso male. I ristoranti non vedono l'ora già di sbatterti fuori dal tavolo dopo 10 secondi che ti sei seduto, il cibo sembra ibernato nel congelatore da decenni e scongelato per l'occasione. Uno dei giochi tipici potrebbe essere: "Mangia l'hamburger e indovina l'anno e il Leone d'Oro". Quando va bene risale a Michael Collins (1996), quando va male si rischia di risalire ad Anni di piombo. E' meglio tenere nascosto l'anno.

 

N come Nuovi Territori. Le edizioni con Turigliatto curatore erano veramente occasioni di scoperta, come sezione che presentava le più piacevoli sorprese. Si è curiosi di vedere come sarà quella di Murri e Grosoli.

 

O come occhi. Stanno al buio circa dieci ore al giorno e quando escono fuori dalla sala non è proprio un bel vedere...

 

P come Pioggia. Quando piove, il terreno si allaga. Non si arriva a livelli di acqua alta della città, ma i disagi sono consistenti. Si arriva in sala spesso zuppi. Memorabile fu 2 anni fa alla proiezione notturna di Fantasmi da Marte di Carpenter quando molti videro il film  in mutande o si cambiavano la maglietta in sala

 

Q come Quaranta Euro. Questo è il prezzo del costo dell'accredito. A Berlino costa 25, a Cannes non costa nulla. Dai 26 dello scorso anno c'è stato un rincaro consistente. Cosa ci offrirà di più la Mostra quest'anno? Il catalogo? La bambola gonfiabile dentro il casellario?

 

R come Retrospettiva. Ci sarà un omaggio ai produttori del cinema italiano curato da Steve Della Casa. Tra questi ci saranno film prodotti da Cristaldi (Vaghe stelle dell'Orsa di Visconti), De Laurentiis (Riso amaro di de Santis e La grande guerra di Monicelli), Ponti (La ciociara), Cecchi Gori (L'armata brancaleone di Monicelli), Cicogna (La morte ha fatto l'uovo di Questi, Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Petri), Grimaldi (Ultimo tango a Parigi di Bertolucci)

 

S come Star. Quest'anno al Lido ne sono annunciate parecchie. Tra i nomi attesi ci sono Sean Penn, Antonio Banderas, Catherine Deneuve, Woody Allen, Danny De Vito, Nicole Kidman, Anthony Hopkins, George Clooney, Catherine Zeta-Jones, Glenn Close, Sean Connery, Johnny Depp, Nicolas Cage. S anche come Sky. La nuova pay-tv  sarà presente al Lido con le trasmissioni-fiume di Rai Sat Cinema World. Chissà se sarà possibile vedere anche la prima giornata del campionato di calcio in programma il 31 agosto?

 

T come Tessere. Le distinzioni sono meno classiste rispetto ai drastici colori di Cannes. Alcuni la mettono in vista, altri la nascondono, altri ancora (come il sottoscritto) la perdono spesso

 

U come Università. Gli studenti universitari costituiscono la popolazione vivace del festival. Se gran parte dei loro professori non gli imprimono quell'idea vecchia di cinema, di cercare solo cinema D'AUTORE, forse alcuni ragazzi possono indicarci strade nuove e forme nuove del 'guardare'

 

V come Venezia. Venezia di qua, il Lido di là. Come quando si va in vacanza al Club Med dove ogni villaggio è simile all'altro anche se si trovano in posizioni geografiche antitetiche. Così vicino così lontane. Forse Venezia città avrebbe più bisogno del Festival. E il festival di Venezia città. Ma in quali strutture? Inoltre Venezia come città protagonista di Tempo d'estate (1955) di David Lean con Katharine Hepburn e Rossano Brazzi. Il film sarà proiettato durante questa edizione. Per chi non l'ha visto è un'occasione per farlo

 

W come Winspeare. Uno dei cineasti italiani più interessanti, autore di Pizzicata e Sangue vivo, si presenta in concorso al Lido con Il miracolo. Dei cineasti italiani giovani, è con Tavarelli quello più atteso.

 

Z come Zapping. Si possono vedere tutti i film della Mostra. Si è possibile. Basta uscire da un film dopo 20 minuti ed entrare in un'altra sala a film iniziato. E così di seguito. Alcuni nostri affezionati conoscenti lo praticano sistematicamente. Si aggirano nelle sale buie come oscure ombre venendoci a cercare nei posti dove di solito ci sediamo

 

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