VENEZIA 60 - Buonanotte, sogni... "Buongiorno, notte", di Marco Bellocchio (Concorso)
Bellocchio ci regala l’ennesimo (per il Festival) film sui padri, padri mancati, padri dimenticati, padri amati, padri “necessari”. E Moro diventa suo padre, mio padre, nostro padre. Ma i sogni, così intrepidamente lanciati dal più “sognatore” dei registi italiani (Bertolucci) nel film di Marco Bellocchio trovano come un luogo di destinazione finale

Da un’appartamento all’altro, da una finta famiglia “a tre”, con tutto il mondo che resta al di fuori dei “sognatori” di Bertolucci, alla finta famiglia “a cinque (+ uno), del film di Bellocchio. E’ curioso come siano straordinariamente collegati i film dei due grandi cineasti italiani. L’inizio e la fine dei sogni. Sempre da un posto chiuso, concentrazionario, quasi asfissiante. Eppure in quel momento tale da sembrare “necessario”. La realtà stratificata sui corpi e gli sguardi dei giovani protagonisti, reinventata per dargli un valore aggiunto, quello del cinema. Sembrano davvero essere le case le vere protagoniste di questi due piccoligrandi capolavori, con i loro corridoi attraversati da corpi ancora pieni di speranze, di ideali, di sogni appunto. Ma i sogni, così intrepidamente lanciati ed aperti dal più “sognatore” dei registi italiani (e non solo, sempre più Bertolucci appare un cineasta apolidecosmopolitaextraterrestre…) nel film di Marco Bellocchio (umano, troppo umano…) trovano come un luogo di destinazione finale. Perché, forse, a pensarci bene, tutto Buongiorno notte puo’ essere un sogno, anzi un incubo, come quello in cui fu ricacciata un’intera generazione il 16 marzo del 1978. Quando, dopo aver gridato al mondo (sordo e cieco) la voglia di ridere scherzare ironizzare giocare, di vivere insomma l’infanzia-vita con più gioia e libertà possibile, si venne rinchiusi nel tunnel dell’orrore delle (logiche delle) armi. Ecco se c’è una cosa che non ho mai perdonato personalmente, e scusate l’inciso “in soggettiva”, ai brigatisti, fu proprio quello di aver cancellato con un colpo la voglia e il desiderio di immaginare una vita-mondo nuova, diversa. Se da venti e più anni a questa parte i giovani hanno perso la speranza nel futuro è anche per le sciagurate azioni di alcuni che, un giorno, si arrogarono il diritto di decidere ed agire “in nome degli altri”. Ma nessuno li aveva mai eletti o delegati a nulla, e quei tristi signori li vedevamo comparire (era il 1977, anno di sogni, del movimento dei “non garantiti” dell’arrivo del punk e di Incontri ravvicinati del terzo tipo…) sempre in maniera furtiva, nelle assemblee dove non parlavano mai, e lasciavano solo i loro comunicati farneticanti, e nelle manifestazioni, dove esibivano i loro “fallici” oggetti di piombo. Se c’e’ una cosa che Bellocchio sa raccontare meglio di tutti del terrorismo, e non so neppure quanto coscientemente, ma in questo sta ancor piu la grandezza artistica di Marco, è proprio questo silenzio dei brigatisti. Che non a caso fa da contrasto con le parole che sono venute dopo, con interviste racconti libri, ecc… Questi ragazzi non parlavano. Non erano in grado di farlo. Lanciavano proclami. Se avessero avuto la forza e il coraggio di parlare con gli altri, in mezzo a quelli che loro chiamavano “compagni”, non avrebbero mai agito così. Giovani disperati ragazzi muti e sordi degli anni settanta, che qualcuno avrebbe dovuto prendere per mano, disarmandone gli animi prima delle mani presto insanguinate. E il silenzio incombe nella casaprigione, e le uniche parole sono affidate al personaggio di Moro. E’ davvero un incubo il mondo che Buongiorno notte sembra raccontarci, un tunnel gelido e freddo come la “panchina di Lenin” del sogno di Chiara. Chiara che osserva, pensa, soffre, piange. Ma rispetto agli altri ragazzi del gruppo di terroristi ancora ha la capacità di sognare. “Ho smesso di sognare”, le dirà invece il suo compagno finto marito, in una lapidaria affermazione di autoocclusione dall’immaginazione. Ecco, se vogliamo, il rapimento Moro e, soprattutto, la sua uccisione (insieme alla scorta, non dimentichiamo che la parola “morte” era inscritta nella genesi del rapimento stesso), sembrano proprio rappresentare questa cesura, questa mannaia della storia contro l’immaginazione. E Bellocchio sembra raccontarci di fantasmi. Sembrano più fantasmi i cinque terroristi che si muovono furtivamente e silenziosamente nella casa, togliendosi e mettendosi le fedi della “finzione”, chiusi lì a interrogare e a guardare la televisione, oppure quei magnifici “sogni” di Chiara, con Moro-Roberto Herlitzka che cammina placidamente per i corridoi della casa? In questo straordinario gioco di ruolo dell’immaginario che è Buongiorno, notte, le realtà sono sempre due, la realtà e il sogno. Ma non sappiamo quale sia piu’ “vera”. E Bellocchio ci regala l’ennesimo (per il Festival, non per lui) film sui padri, padri mancati, padri dimenticati, padri amati, padri “necessari”. E Moro diventa suo padre, mio padre, nostro padre. Con la sua saggezza, la sua umanità, il suo dolore. E i terroristi possono, in un sogno di Chiara, forse il più folle e angosciante, ma anche il più tenero, farsi il segno della croce a tavola, prima di iniziare a mangiare, nel nome del padre… Padre che alla fine del film cammina tranquillo e sorridente per la strada, uomo finalmente libero, dai terroristi, dalla politica, dalla Storia. E quel Moro sorridente ci restituisce il senso di una possibile libertà che oggi più che mai solo i sogni (e l’immaginario liberato) possono darci.
Cerca nel sito

- leonardo di caprio
- david fincher
- documentario
- natalie portman
- clint eastwood
- brad pitt
- cinema giapponese
- cinema orientale
- 3D
- hbo
- george clooney
- torino 29
- serie tv
- venezia 68
- woody allen
- matt damon
- robert de niro
- cinema francese
- Sean Penn
- cannes 64
- Jafar Panahi
- olivier assayas
- michael fassbender
- terrence malick
- trailer
- ben affleck
- steven spielberg
- film tratti da libri
- casey affleck
- cannes 2011
- ryan gosling
- cinema americano
- horror
- Johnny Depp
- torino film festival 28
- oscar
- Martin Scorsese
- animazione
- Corso Salani
- nanni moretti
- venezia 67
- marco bellocchio
- joaquin phoenix
- jessica chastain
- Kate Winslet
- cinema italiano
- david cronenberg
- cinema indipendente
- festival di roma 2011
- james franco
News
- Annullati gli eventi del 10 febbraio di Sentieri
- Attraverso il bosco fuori e presentazione corsi primaverili rinviate al 17/02
- BERLINALE 62: La neve apre il Festival
- Come 2 anni fa
- Luck di Michael Mann, al via la seconda stagione
- 10 nuovi episodi, in prima visione da gennaio 2013
- A Simple Life in sala l'8 marzo
- Il film di Ann Hui in concorso a Venezia 68 finalmente in sala
- Tom Hanks e Catherine Keener per Paul Greengrass
- Nel nuovo thriller Captain Phillips
- Debutto USA per Joachim Trier
- Il regista scandinavo prepara Louder Than Bombs
- Isabelle Huppert e Hong Sang-Soo: In Another Country
- La prima foto, il film forse a Cannes
- John Lee Hancock adatta Grisham
- Ennesima trasposizione di un legal thriller dello scrittore
- In partenza il FilmForum Festival
- Tra gli ospiti Dominic Gagnon
- BERLINALE 62: "Les adieux à la reine" per la serata d'apertura
- Domani alle 19.30 al Berlinale Palast
- 'Corpo celeste' vince l'Ingmar Bergman International Debut Award
- La principale rassegna cinematografica dei paesi scandinavi a Goteborg
- Oscar: dal 2013 addio Kodak Theatre
- La Kodak ha dichiarato bancarotta.
- Cruise presentatore degli Academy Awards
- Al Kodak Theatre il 26 febbraio
- Presentazione del Box Cassavetes
- Martedì 7 Febbraio alla Casa del Cinema
- E' morto Bill Hinzman, il primo morto-vivente del cinema
- Lo ''zombie del cimitero'' nella sequenza iniziale del film di Romero
- Corso Salani racconta Nichi Vendola
- mercoledì 8 febbraio proiezione di C'è un posto in Italia
- Sentieri Selvaggi presenta i suoi corsi primaverili
- Venerdì 10 febbraio, ore 19,30 in Via Carlo Botta 19
- No Google per i Brangelina
- I figli non posso "googlare" i genitori
- I 60 anni di Vasco su "Film Tv"
- Alexander Payne, Glenn Close e Berlinale
- La neve blocca Muller
- Rimandato il cda del Festival di Roma per decidere la nomina
- Molte novità Minerva-Rarovideo in DVD
- Scorsese, Cassavetes, Ferrara, Loach
- Omaggio a Ben Gazzara
- Il Salento Finibus Terrae omaggia l'attore scomparso
- Operazione Paura a Serravezza
- Dal 24 al 27 maggio, il primo festival finanziato con il crowdfunding
- Doodle Truffaut
- Per gli 80 anni della nascita del cineasta
- MacLaine in "Downton Abbey"
- L'attrice sarà Martha Levinson





