"Boat trip", di Mort Nathan
Da "Road trip" a "Boat trip": come dire, dalla padella alla brace. Si prova un senso di spaesamento in mezzo a tutto questo mare di nulla pellicolare che è questa commedia demenziale, "affondata" da un'emancipazione di cartapesta verso le "sessualità alternative" che grida vendetta per quanto è viscidamente politically (e sentimentally) correct
Da Road trip a Boat trip: come dire, dalla padella alla brace. Si prova un senso di spaesamento, simile a quello di un naufrago, in mezzo a tutto questo mare di nulla pellicolare che è questa commedia demenziale, "affondata" da un'emancipazione di cartapesta verso le "sessualità alternative" che grida vendetta per quanto è viscidamente politically (e sentimentally) correct. Era allora più apprezzabile la sguaiatezza farcita di turpiloqui e libertariamente scorretta verso categorie protette quali anziani, neri, animali e disabili di una delle immediate filiazioni "post American pie" qual era Road Trip. Protagonista di questa zuppa insapore, purtroppo, un premio Oscar, Cuba Gooding Jr. che, coi muscoli in bella evidenza, si trova "sgonfiato" dal due di picche rifilatogli dalla fidanzata Felicia (Vivica A.Fox alias Vernita Green, la n°1 sulla lista di Uma Thurman in Kill Bill). Naturalmente non può mancare il migliore amico, Nick (Horatio Sanz, già in Road trip), che nella classica campagna di rinfrancamento lo vorrebbe trascinare in una crociera, notorio bacino d'utenza per bellezze mozzafiato da abbordare. Peccato che i due finiscano, invece, in una nave battente bandiera gay. Ma, ben presto, saliranno anche un manipolo di bikini-girls svedesi che faranno schizzare gli ormoni alle stelle. Non siamo dalle parti né dell'aurea mediocritas tv di Love boat né da quella edwardsiana farsescamente "tinta di rosa" e d'ironia sul mondo marinaresco del delizioso Operazione sottoveste. E neanche viene in soccorso qualche stilla della sublime demenzialità della (un tempo) rinomata fabbrica Zucker bros. & Abrahams con la sue caotiche, sgangherate gags sparate alla velocità della luce in faccia allo spettatore. O di quella dei loro unici eredi contemporanei: i sorprendenti fratelli Farrelly, per i quali il regista Mort Nathan aveva pur co-sceneggiato Kingpin. Occorre, poi, possedere dei bei peli sullo stomaco per assistere alla caduta più trash del film, quando un Roger Moore ben poco bondiano, nei panni di uno stagionato dandy gay multimiliardario, mima a Nick giochi vietati ai 18 con un salsicciotto. Altro che Boldi - De Sica sul tram targato Vanzina o Neri Parenti!
Titolo originale: Boat Trip
Regia: Mort Nathan
Soggetto e Sceneggiatura: Mort Nathan e William Bigelow
Fotografia: Shawn Maurer
Montaggio: John Axness
Musiche: Robert Folk e Brad Segal
Scenografia: Charles Breen
Costumi: Tim Chappel
Interpreti: Cuba Gooding Jr. (Jerry Robinson), Horatio Sanz (Nick Ragoni), Roselyn Sanchez (Gabriella), Vivica A. Fox (Felicia), Roger Moore (Lloyd Faversham), Victoria Silvstedt (Inga), Richard "Shaft" Roundtree (padre di Felicia)
Distribuzione: E.P. Production
Durata: 94'
Origine: Usa-Germania, 2002
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