"Kamchatka", di Marcelo Pineyro
L'impianto, di sobrio oscuramento dell'orrore di quei giorni, non nasconde però il panico costante, l'allucinata dimensione del giornaliero fremere per ogni soffio di vento appena un pò sopra le righe. Se questa realtà è assurda allora vale la pena andare fino in fondo e viverla il più irrelamente possibile

Giocare per imparare a resistere, ripiegando fino all'ultima propagine delle terre emerse e immaginare, mentre il preponderante nemico spadroneggia, all'ora della riscossa, armando il proprio sé fino a farlo diventare l'acciaio con cui scagliarsi per vincere, finalmente. Per il piccolo Harry, dieci anni, si tratta di sprofondare da un giorno all'altro in una vita completamente nuova. Siamo nei giorni successivi al colpo di stato dei generali nell'Argentina del 1976. Il padre avvocato è perseguitato come chiunque altro abbia osato manifestare il benchè minimo segno di perplessità nei confronti del nuovo ordine. Con la famiglia fuggono in una casa lontana da occhi indiscreti ed orecchie troppo vigili, ma la morsa intorno a lui è ormai stretta; si tratta solo di contare i giorni che lo separano dall'arresto, giorni che vengono utilizzati per addestrare il figlio alla più dura delle prove: costruirsi la propria corazza ed uscire indenne dalla tempesta. Ogni sera giocano insieme al TEG, un passatempo da tavolo in cui si mette alla prova la capacità strategica nell'elaborare tattiche in grado di ovviare all'avverso roteare della Fortuna.
L'impianto, di sobrio oscuramento dell'orrore di quei giorni, non nasconde però il panico costante, l'allucinata dimensione del giornaliero fremere per ogni soffio di vento appena un pò sopra le righe. Se questa realtà è assurda allora vale la pena andare fino in fondo e viverla il più irrelamente possibile, con nomi diversi, esercitandosi come Houdini, non un mago ripete più volte Harry, ma un illusionista capace di rischiare la vita per andare oltre i propri limiti.
L'assedio reale si riversa nell'ossessione fantastica di un bambino di dieci anni, fino al giorno fatidico, in cui ogni secondo utile per le mosse diversive è esaurito. Ora bisogna giocare davvero, per la vita, nella remota Kamchatka dove gli avevano insegnato a pazientare mentre il fiume della barbarie trionfante scorreva, sognando ancora quella macchina con cui i genitori un giorno partirono, incontro ai cattivi.
Titolo originale: id.
Regia: Marcelo Pineyro
Sceneggiatura: Marcelo Pineyro e Marcelo Figueras
Fotografia: Alfredo Mayo
Montaggio: Juan Carlos Macias
Musiche: Bingen Mendizabal
Scenografia: Jorge Ferrari, Juan Mario Roust
Costumi: Ana Markarian
Interpreti: Ricardo Darin (Papà), Cecilia Roth (Mamma), Fernanda Mistral (Nonna), Hector Alterio (Nonno), Matias Del Pozo (Harry), Tomas Fonzi (Lucas), Milton De La Canal (il nano), Evelyn Dominguez (ragazza)
Produzione: Oscar Kramer, Pablo Rossi, Francis Ramos per Patagonic Film Group, Oscar Kramer, Alquimia Cinema
Distribuzione: Mikado
Durata: 105'
Origine: Argentina/Spagna, 2002
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