"La spettatrice", di Paolo Franchi
I riverberi sottotestuali sono intrisi di energia metacinematografica, il triangolo non esiste perchè la su sostanzialità prevedeva la presenza, mentre Valeria è solo un occhio virtuale, ammaliante certo, ma senza contenuto, gestualità

Tre solitudini, diverse ma allo stesso modo irrimediabili, Valeria, giovane traduttrice istantanea per conferenze incontra Massimo, affascinante ricercatore di farmacologia. Sono divisi da un vetro, ma gli sguardi si incrociano affondando uno nelle ansie dell'altro. Lei se ne invaghisce, l'invisibile muro non la spaventa, bella e fragilissima creatura si ripara dalla vita scansandone l'impura pericolosità, le circonvenzioni operate dal caos, le epifanie del cuore. Si rincontrano maldestramente a Roma, dove lei lo ha rincorso. Lo trova insieme a Valeria, matura docente universitaria ancora segnata dalla scomparsa del marito. Ma il triangolo non prevede compromissioni, ma una rarefatta, innocua promiscuità. Valeria diventa l'assistente di Flavia per aiutarla a scrivere la biografia del marito. Un ennesimo giro di vite e le tensioni si aggiornano, Flavia rinuncia a Massimo, incapace di scegliere nuovamente l'uomo della sua vita lo lascia sgattaiolare via, forse presaga delle sue attenzioni per la più giovane ragazza. Valeria è però solo una spettatrice, ha visto consumarsi sotto i suoi occhi una passione che prima del suo arrivo sembrava bruciante di vitalità e coinvolgimento, mentre ora è solo un morto frammento spezzato. Con il suo sguardo ne ha eroso lentamente lo slancio, l'amore un pò patetico tra una donna di mezza età ed un giovane affascinante scienziato sembra ora solo un ridicolo fraintendimento. Creatura passiva, centro inoperoso di un film intriso della sua inappagata idealità, "sono entrata da spettatrice nella vostra vita" confessa all'uomo prima di abbandonarlo definitivamente.
I riverberi sottotestuali sono intrisi di energia metacinematografica, il triangolo non esiste perchè la su sostanzialità prevedeva la presenza, mentre Valeria è solo un occhio virtuale, ammaliante certo, ma senza contenuto, gestualità. Improvvisamente sparisce, così come si era presentata la prima volta, gli occhi negli occhi, trascinando con sé le ignare prede del crudele gioco impresso per sempre sulla loro carne.
Regia: Paolo Franchi
Sceneggiatura: Paolo Franchi, Heidrun Schleef, Daniela Ceselli, Diego Ribon, Rinaldo Rocco
Fotografia: Giuseppe Lanci
Montaggio: Alessio Doglione
Musiche: Carlo Crivelli
Scenografia: Maurizia Narducci
Costumi: Alessandro Lai
Interpreti: Barbara Bobulova (Valeria), Andrea Renzi (Massimo), Matteo Mussoni (Andrea), Chiara Picchi (Sonia), Brigitte Catillon
Produzione: Emme Produzioni e Ubu Film
Distribuzione: Istituto Luce
Durata: 98'
Origine: Italia, 2003
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