"Dentro la città", di Andrea Costantini
Che i sacri numi del poliziottesco difendano il coraggio di Costantini, che ha dato un po' d'aria a quei poliziotti visti, di recente, boccheggiare nel piccolo schermo, rinchiusi in asfittici primi piani da fotoromanzo.

Che tutti i numi del poliziottesco veglino dall'alto dei cieli per difendere il coraggio di Andrea Costantini, che per il suo lungometraggio d'esordio ha saputo riportare sullo schermo (quello grande) la vita grama del poliziotto: Maurizio Merli, dona al commissario Chessari un po' del tuo ardimento, ed aiutalo a lasciar perdere compromessi e carriere; Franco Gasparri, sorveglia Lattanzi ed impediscigli di tornare alle fiction, i fotoromanzi di oggi; Giampiero Albertini, insegna a Corsi che un conto è l'Accademia di Polizia ed un altro è l'accademia della strada...
Raccontare la trama non è indispensabile: giorni qualunque, in una città qualunque, uno scalcinato commissariato di periferia e la delinquenza che si cela, ma neanche troppo, nelle pieghe della metropoli. La polizia è immersa ed al tempo stesso è un corpo estraneo al fluire della quotidianità urbana; i suoi agenti, come nei film di Lenzi, di Girolami, di Massi, hanno profili psicologici caratteristici, idealtipici, che tendono però a sfumare, a confondersi tra loro ed a confondere i personaggi stessi; sarà perché gli anni '70 del commissario Mark erano l'apogeo della separazione tra buoni e cattivi, tra violenti per necessità e violenti per mestiere, mentre nei decenni successivi il malaffare vestiva sempre più in gessato grigio, non si faceva più inseguire dalle Giulia 1.3 Super, ma metteva alla prova esperti di corporate finance, di diritto societario, di contabilità creativa; niente nocche escoriate per fermarli, ma mani e cervelli affusolati, lesti a prevedere la successiva mossa legale del "delinquente".
Grazie, Costantini, per aver dato un po' d'aria a quei poliziotti che sullo schermo, quello piccolo, abbiamo visto di recente boccheggiare, rinchiusi in asfittici primi piani da fotoromanzo, appunto; grazie per averli mostrati piccoli ed umani, onesti ed infami, come tutti ce li aspettiamo; grazie per non aver ceduto troppo alla tentazione dei sociologismi e della macchietta facile, ed aver immerso niente affatto metaforicamente i poliziotti nello sporco che ci circonda. E per aver cercato di contribuire a colmare un po' il vuoto lasciato, nel nostro paese, dai film di genere.
Regia: Andrea Costantini
Sceneggiatura: Andrea Costantini
Fotografia: Daniele Massaccesi
Montaggio: Patrizia Ceresani
Musica: The Dining Room (Stefano Ghiottoni e Cesare Malfatti)
Scenografia: Alessandro Vannucci
Costumi: Sonoo Mishra
Interpreti: Edoardo Leo (vicecomm. Corsi), Luca Ward (Lattanzi), Elisabetta Cavallotti (Francesca), Giorgio Colangeli (comm. Chessari), Rolando Ravello (De Paolis), Simone Colombari (Stiffi), Andrea Rivera (Ben)
Produzione: Shooting Stars
Distribuzione: Pablo
Durata: 105'
Origine: Italia, 2004
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