"Il servo ungherese", di Massimo Piesco e Giorgio Molteni
Cinema in cui la fruizione empirica richiede sensibilità ma che si limita all'esercizio di soggettivismo e d'immedesimazione nell'opera di genio. L'arte come archetipo più segreto, elemento catartico che tramuta in rappresentazione estetizzante e convenzionale l'apparato scenico allestito per la tragedia dell'Olocausto.

Uno dei problemi che s'incontra nel riflettere sulla relazione tra memoria culturale e Olocausto deriva dal delicato rapporto tra i meccanismi di conservazione della memoria e l'efficacia con cui il tragico evento ha distrutto le pratiche per la conservazione della memoria stessa, perlomeno quelle in conflitto con la cultura egemone tedesca. Com'è allora possibile raccontare le memorie di quel periodo, messe al bando dalla teoria e dal dolore, soprattutto quando il racconto si carica di finzione? Il servo ungherese è una fruizione empirica che richiede sensibilità ma si limita all'esercizio di soggettivismo (vedi il personaggio di Chiara Conti e l'apparato scenico allestito) e d'immedesimazione nell'opera di genio. L'arte come archetipo più segreto, come elemento catartico che tramuta la narrazione di finzione, il corpus poetico, il racconto storico, le linee figurative, in rappresentazione estetizzante e assai convenzionale. Il servo s'insinua nella (f)rigidità totalitaria: figura retorica recitante che funziona da (pro)memoria ma sembra un elemento di negazione troppo elegante (declama poeti dell'antica Grecia, cita Brecht) rendendo commensurabile ciò che non lo è. Gli autori (Piesco è regista teatrale, Molteni è regista televisivo) sovraccaricano di valore aggiunto le dimensioni visive e verbali, soffocando narrazione e rappresentazione. L'interdizione dell'esercizio intellettuale e della libera espressione artistica e sociale per un popolo, una razza, forte del riscontro storico, non viola alcun cancello: i treni arrivano ai campi di concentramento e la macchina da presa riprende all'interno le comparse e mai i detriti, le rovine di quel passato. Mai si ha la sensazione che lo sguardo conduca dove è vietato entrare e sapere, dove l'ardore cinematico mostri piuttosto che dire. L'arte, che mostra l'esistenza di verità necessarie alla composizione della "forma", che riduce quella forma complessa a elementi costanti e universali, è chiusa nella morsa del citazionismo, della ridondanza "teatrante". È quella stessa arte, oggetto mitizzante del film, che contiene meno "esperienza" di una dichiarazione progettata. Il progetto "en plein air" degli interni che modifica i cromatismi, altera la messa a fuoco, è concentrato sull'atto del vedere anziché sull'oggetto osservato. L'atmosfera circostante, le conversioni in atto dei personaggi, che agli oggetti danno il loro vero valore, è questo che perseguono i registi: accanimento im(es)pressionista vagamente proiettato all'essenza delle cose se non attraverso il riflesso compiaciuto dei cambiamenti "forzati". Solo nella duplice concezione dell'espressione artistica (simboleggiata dal comandante e sua moglie) predomina il contrasto e un riuscito intreccio: l'arte si fa complice volontaria dell'inganno e testimone inconscia dei tormenti.
Regia: Massimo Piesco, Giorgio Molteni
Sceneggiatura: Massimo Piesco
Fotografia: Massimo Lupi
Montaggio: Carlo Fontana
Musiche: Davide Liuni
Scenografia: Emita Frigato
Costumi: Betti Bimbi
Interpreti: Andrea Renzi (Miklo's), Tomas Arana (August Dailermann), Chiara Conti (Franziska Dailermann), Edoardo Sala (Tenente Ross), Milica Djukic (Juliana), Cesare Bocci (figlio di Dailermann), Elena Paris (Irene Goldstein)
Produzione: Le Grand Bleu
Distribuzione: Medusa
Durata: 108'
Origine: Italia, 2003
Cerca nel sito

- Martin Scorsese
- Johnny Depp
- oscar
- woody allen
- james franco
- hbo
- robert de niro
- trailer
- Cannes 65
- cinema spagnolo
- clint eastwood
- DVD
- 3D
- cinema americano
- cinema UK
- nanni moretti
- serie tv
- venezia 67
- brad pitt
- cannes 64
- david cronenberg
- Sean Penn
- cinema francese
- cinema giapponese
- Corso Salani
- documentario
- george clooney
- Jafar Panahi
- michael fassbender
- film tratti da libri
- leonardo di caprio
- torino 29
- joaquin phoenix
- animazione
- cinema indipendente
- ben affleck
- marion cotillard
- matt damon
- terrence malick
- jessica chastain
- torino film festival 28
- horror
- cinema italiano
- Festival di Roma
- Kate Winslet
- cannes 2011
- steven spielberg
- venezia 68
- cinema orientale
- david fincher
News
- Tom Cruise in El Presidente?
- Corteggiati dalla Warner anche Downey jr e Jay Roach
- CANNES 65 - Le leggi di Nanni Moretti
- Quattro regole per la giuria
- CANNES 65 - Dejavu, un corto di Wong Kar-Wai
- Sarà proiettato il 18 maggio sulla Croisette
- CANNES 65: Pochi applausi per Wes Anderson
- Moonrise Kingdom ha inaugurato il concorso
- Ancora ipotesi sulla morte di Marilyn
- Tre studiosi italiani riaprono il caso
- È morto Donald Dunn
- Celebre bassista americano e guest star in The Blues Brothers
- Lo sceneggiatore di Prometheus in diretta su Twitter
- Il 15 maggio David Lindelof risponderà in diretta ai fan
- "Tutti i nostri desideri": aumentano le sale!
- Sono 48 i cinema in cui viene proiettato ora il film di Philippe Lioret
- Parker e Hudson a "Glee"
- Le attrici nella quarta stagione
- Cannes 65 - Completata la giuria di Un certain regard
- Tim Roth presidente di giuria della sezione
- Kristen Stewart su "Film Tv"
- Con lo speciale Cannes
- Lindsay Lohan tra Glee e Liz Taylor
- torna in tv come guest star nella serie di Murphy e protagonista di Liz & Dick
- Burton re del box office
- Dark Shadows primo nel weekend
- Diaz sbarca al Parlamento Europeo
- Il film verrà proiettato il 15 maggio
- Guillermo Del Toro dirigerà Pinocchio
- Primo progetto d'animazione, a quattro mani con Gustafson
- The Avengers è già un film da un miliardo di dollari!!
- Solo Avatar è stato più veloce del marvel-movie di Joss Whedon
- La Fox manda in pensione il 35mm
- In due anni solo film in digitale
- Gli invisibili di primavera - Levine ad Arezzo
- con il suo 50/50
- CANNES 65 - Polanski: Tess restaurato e un documentario
- il cineasta sulla Croisette
- Addio a Sabina Cangiano
- stroncata da malattia a 42 anni
- Castellitto raccontato in una monografia
- Dal 16 maggio in libreria, a cura di Enrico Magrelli
- Tutti i nostri desideri: indici di gradimento
- piccola indagine sulle sale di programmazione del film di Lioret
- Moretti: "Torino deve andare per la sua strada"
- il regista interviene sul dibattito
- Sesti direttore del TaorminaFilmFest
- Dal 23 giugno al via la 58° edizione
- Nuovo film per Francesca Comencini
- "Gina" basato sul romanzo di Claudio Bigagli





