"Pontormo - Un amore eretico", di Giovanni Fago
Il film di Fago non vuole essere una biografia del pittore rinascimentale, ma soffermarsi sui momenti conclusivi di un percorso artistico, tralasciando ogni discorso prettamente estetico per addentrarsi su un terreno morale e ideologico.
Il cinema è sempre stato, senza alcun dubbio, attratto da possibili legami con le arti figurative, in particolare con la pittura. Come dimenticare Martin Scorsese nei panni di Van Gogh in Sogni (1990) di Kurosawa o, in anni più recenti, le biografie di Basquiat (Julian Schnabel, 1996), Toulouse-Lautrec (Roger Planchon, 1998) e Jackson Pollock (Ed Harris, 2000)?
Giovanni Fago, collaudato regista italiano di scuola rosselliniana, ci ha provato con il Pontormo (Jacopo Crucci), artista rinascimentale vissuto alla corte dei Medici nel primo Cinquecento e interpretato da Joe Mantegna.
Il film, che raccontando gli ultimi anni di vita del Pontormo non vuole, programmaticamente, essere una biografia del pittore, ma soffermarsi sui momenti conclusivi di un percorso artistico, tralascia fin dall'inizio ogni discorso prettamente estetico, per addentrarsi invece sul terreno morale e ideologico. A Fago, pare, non interessa raccontare la vita del pittore, né analizzarne l'opera artistica, ma soprattutto metterne in evidenza la libertà espressiva e l'individualismo, che ben si esemplifica nella pervicacia con la quale il pittore difende le sue scelte artistiche di argomento cristiano di fronte al dogma imposto dalla Chiesa. Stretta tra le pressioni imposte dall'esterno al suo protettore Cosimo de' Medici e il fanatismo dell'Inquisizione, che lo costringerà a prendere le difese della donna amata, accusata ingiustamente di stregoneria, la figura del pittore, seguace di Michelangelo eppure sempre alla ricerca di un proprio personale stile, acquista quindi una sorprendente modernità, configurandosi come un paladino della libertà di espressione dell'artista di fronte a qualsiasi tentativo di imbavagliarne la creatività.
Spiace quindi constatare, in tal senso, il trattamento approssimativo dei tempi cinematografici e un uso della musica (seppur notevole) spesso poco conforme, anche storicamente, alle immagini. Difetti che non permettono alle sequenze principali di raggiungere il pathos espressivo di cui avrebbero bisogno, e che rendono il film di Giovanni Fago un'opera non pienamente riuscita.
Regia: Giovanni Fago
Sceneggiatura: Marilisa Calò, Massimo Felisatti, Giovanni Fago
Fotografia: Alessio Gelsini Torresi
Montaggio: Giancarlo Cerciosimo
Musiche: Pino Donaggio
Scenografia: Amedeo Fago
Costumi: Lia Francesca Morandini
Interpreti: Joe Mantegna (Pontormo [Jacopo Carucci]), Galatea Ranzi (Anna), Toni Bertorelli (Priore San Lorenzo), Laurent Terzieff (Inquisitore), Sandro Lombardi (Anselmo), Vernon Dobtcheff (Riccio)
Produzione: Carlo U. Quinterio
Distribuzione: Eagle Pictures
Durata: 102'
Origine: Italia 2003
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