"Jagoda: fragole al supermarket", di Dusan Milic
Universo caotico e irrequieto dove infatuazione fa rima con ribellione, i personaggi traslano nel loro vero "altro" mentre la vita rimane sempre troppo grande, ma si tirano schiaffi un po' a caso, senza la lucidità critica del nume-produttore-cammeo Kusturica, anche se rimane un abbastanza succoso "pomeriggio di un giorno da cani" in salsa balcanica

Jagoda ("fragola", appunto, in jugoslavo), impacciata e non più giovanissima commessa del primo supermercato statunitense di Belgrado, con la sua inaspettata grinta "incazzosa" (sic) si rivela "eroina" di segno opposto a quella sommessa di Jennifer Aniston in un'altra pellicola small come The Good Girl. L'esordio dietro la macchina da presa di Dusan Milic, in questa commedia col piede sull'accelleratore del grottesco, è una critica all'invadente consumismo che proviene dall'Ovest a stelle e striscie senza troppi affondi. Non si miscelano Fragole e sangue come nel curioso film Mgm d'eco sessantottino di Stuart Hagmann, ma ne viene ripreso il binomio amore-ribellione che avviluppa Jagoda e il falsamente terroristico Marko, impadronitosi del supermarket per scovare la dipendente che ha offeso e cacciato la dolce nonnina, preoccupata di comprargli delle fragole per fargli una torta. Il claudicare volutamente picaresco, colorito, esagitato di personaggi-formiche che si dibattono, mulinando nello spazio scenico riesce a far spirare una discreta "brezza", memore del suggerimento di Welles che "un buon attore ha la capacità di spostare l'aria" anche se la spudoratezza buffa e sconnessa non riesce a nascondere una certa dose di stereotipìa che cova insidiosa dietro la voglia di fare cinema diverso a tutti i costi, con vezzi quasi anti-narrativi, di stupire con percorsi alieni a quelli di uno sterile blockbuster hollywoodiano... ma che, talvolta, portano alla stessa strada senza uscita. Milic dà vita ad un universo caotico e irrequieto, ripreso con nervosa macchina a mano e sgranatura digitale, dove infatuazione fa rima con ribellione, i personaggi traslano nel loro vero "altro" mentre la vita rimane sempre troppo grande, ma tira schiaffi un po' a caso, senza la lucidità critica del nume-produttore-cammeo Kusturica (che appare nei panni di un generale), anche se rimane un abbastanza succoso "pomeriggio di un giorno da cani" in salsa balcanica in cui sono tutti da gustare il surreale vecchietto che "filosofeggia" sulla differenza tra un ovino kinder e un uovo e il tiratore scelto in pensione che viene richiamato alle armi e fallisce, evacuando nelle mutande per la tensione di premere il grilletto.
Titolo originale: Jagoda u supermarketu
Regia: Dusan Milic
Soggetto e Sceneggiatura: Dusan Milic
Fotografia: Petar Popovic
Montaggio: Svetolik Mica Zajc
Musiche: Nelle Karajlic, Dejan Sparavalo
Scenografia: Milenko Jeremic, Rade Mihalojlovic
Costumi: Zora Popovic
Interpreti: Branka Katic (Jagoda Dimitrijevic), Srdjan Todorovic (Marko Kraljevic), Dubravka Mijatovic (Ljubica), Goran Radakovic (l'ispettore Nebojsa), Mirijana Karanovic (Vlasnica), Nikola Simic (Kobac), Zorka Manojlovic (Bakica), Djordje Brankovich (Mladi), Stela Cetkovic (Draga), Marko Jeremic (Limun), Dimitrije Jovanovic (Mesar), Branko Cvejic (Dragan), Emir Kusturica (Generale)
Produzione: Emir Kusturica
Distribuzione: Fandango
Durata: 83'
Origine: Italia-Germania-Repubblica Federale di Jugoslavia, 2003
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