"The one & only", di Simon Cellan Jones

Rispolverando lo schema della pokeristica doppia-coppia con schegge amicali e impazzite che schizzano intorno e in mezzo ad esse, Cellan Jones dirige con mano sicura e di funzionale eleganza una commedia romantica "con un cervello" che spara a raffica dialoghi scoppiettanti al punto giusto per tenere sveglia l'attività neuronale

Sicuramente Neil (Richard Roxburgh, il Duca di Moulin Rouge) avrebbe fatto qualsiasi cosa per essere messo nella lista dei prescelti nel norvegese e surreale Kitchen Stories, esaminati da solerti ispettori governativi, appollaiati su verdognoli seggioloni da arbitro di tennis, per studiare le abitudini comportamentali delle persone nelle proprie cucine. Questo perché il protagonista di The one and only (rifacimento di The One and the Only della danese Susanne Bier) non solo è disegnatore e installatore dell'habitat degli chef ma, soprattutto, "misura" le persone guardandole in faccia e pensando a che tipo e marca di mobilio ed elettrodomestici possano riempire quella particolare e adorata stanza. Rispolverando lo schema della pokeristica doppia-coppia con schegge amicali e impazzite che schizzano intorno e in mezzo ad esse il regista Simon Cellan Jones dirige con mano sicura e di funzionale eleganza una commedia romantica con un cervello che spara dialoghi scoppiettanti al punto giusto per tenere sveglio il cervello assopito dalle prime calure estive. La prima è composta da Andreas Buffalino (Jonathan Cake, Il primo cavaliere con Sean Connery, Richard Gere e Julia Ormond), famoso calciatore spagnolo trasferitosi a Newcastle da 2 stagioni che guadagna 30.000 sterline a settimana nonostante abbia giocato solo 34 minuti per un infortunio inguinale, e la moglie-trofeo Stevie (Justine Waddell, Dracula's Legacy - Il Fascino del Male), a bagno in una vita artefatta e privilegiata sempre più minata dal romanticismo sovraccarico e dalla stupidità di Sonny (così "mascolinizza" il nome del marito in rude terra britannica), che biascica tutto il tempo in un maccheronico, smozzicato inglese spagnoleggiante e la mette incinta. Il secondo assortimento è formato da Neil, che s'innamora di Stevie quando si reca nella sua nuova villa per consegnarla una cucina assieme al collega-facchino-best friend Stan (Michael Hodgson, Prenditi un sogno di Mark Herman), e dall'acida moglie Jenny (Aisling O'Sullivan, Il ragazzo del macellaio e Michael Collins di Neil Jordan), già lanciata per adottare un bambino africano visto che Neil "spara a salve", sessualmente parlando. Così l'amore tra Neil e Stevie si profila fortemente melò e da questo trae linfa mentre la scatenata e scanzonata ninfomane amica di Stevie, Stella (Patsy Kensit), ha avuto un incontro ravvicinato con Stan in uno dei deserti supermercati aperti di notte che i due frequentano in preda alla nevrosi. I migliori "in campo" sono un melanconico Roxburgh e la pruriginosa accoppiata Patsy Kensit/Michael Hodgson che si rivela una perfetta risposta (appena appena ripulita e con una spruzzata di spleen baudelairiano) al travolgente, bestiale Spike del gallese Rhys Ifans (ora nelle sale con Piovuto dal cielo), esilarante, belushiano terremoto nordico che devasta l'appartamento di Hugh Grant in Notting Hill. E su le debolezze di tutti veglia il gigantesco, post-moderno angelo color rame e con le ali spiegate che richiama la statua del Cristo Redentore in cima al Corcovado di Rio de Janeiro e trova un dolcissimo alleato terreno in Mgala (Angel Thomas), muto e piccolo "cioccolatino" adottato dal Burkina Faso, che pronuncia in chiusura l'unica espressione imparata in inglese: "Oh shit!".

Regia: Simon Cellan Jones

Soggetto e Sceneggiatura: Peter Flannery

Fotografia: Remi Adefarasin

Montaggio: Pia Di Ciaula

Musiche: Gabriel Yared

Scenografia: Zoe Macleod

Costumi: Ill Taylor

Interpreti: Richard Roxburgh (Neil), Justine Waddell (Stevie), Jonathan Cake (Sonny), Patsy Kensit (Stella), Michael Hodgson (Stan), Aisling O'sullivan (Jenny), Kerry Rolfe (Sharon), Donna Air (Donna), Angel Thomas (Mgala)

Produzione: Assassin Films

Distribuzione: Fandango

Durata: 91'

Origine: Francia/Gran Bretagna, 2002

 



 

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