"Ripper, lettere dall'inferno", di John Eyres
Torna la leggenda di Jack lo squartatore, in un horror confusionario e noioso. Ripescato dalla neonata distributrice Moviemax da un fondo di deposito datato 2000/2001, "Ripper" è un'operazione è goffa e messa al servizio dell'ennesimo flop giovanilistico.
Sulla falsariga di altri prodotti destinati ad un pubblico under 20, riciclando spudoratamente dei temi e delle situazioni di pellicole più riuscite come Tesis (1996) di Alejandro Amenabar o Anatomy (2000) di Stefan Ruzowitzky, questo Ripper, lettere dall'inferno, come La vera storia di Jack lo squartatore - From hell dei fratelli Hughes del 2001, ci riporta direttamente nel 1888 alla ricerca del sanguinario Jack. Sembra proprio che la neonata casa di distribuzione Moviemax non abbia fatto una felicissima scelta nell'esordire sul mercato con questa pellicola.
Non è particolarmente fortunata la vicenda umana della giovane Molly Keller (A. J. Cook), infatti dopo essere scampata da un serial killer la ragazza decide di iscriversi ad un corso universitario di criminologia per diventare lei stessa una cacciatrice di serial killer e un giorno, se mai, riuscire a vendicarsi dell'uomo che tempo addietro ha cercato di ucciderla. Ma la fortuna non è dalla parte di Molly che a poco a poco vedrà morire i suoi compagni di corso sotto la lama di un killer che sembra essere la reincarnazione di Jack lo squartatore... il mistero è fitto ma Molly sembra decisa ad andare fino in fondo anche perché ha come un presagio: conosce sicuramente l'artefice di quei delitti.
Appartenete al sottogenere dell'horror denominato slasher (dal verbo inglese to slash: tagliuzzare) o body count (letterariamente conta dei corpi), Ripper è un film di sconcertante piattezza che non soddisfa assolutamente gli amanti del genere. Sembra che l'autore che aveva esordito con "Lucifer" (1987), John Eyres, abbia veramente realizzato un pasticcio nel tentativo di rievocare, direttamente dall'inferno, il buon vecchio Jack che non sarebbe stato contento di trovarsi a un'ochetta starnazzante come A.J. Cook (Il giardino delle vergini suicide, Wishmaster 4) o davanti a uno spento Jurgen Prochnow protagonista del must carpenteriano Il seme della follia (1995).
Tranne qualche buona sequenza "al sangue" il resto è noia. Speriamo che la politica distributiva della Moviemax si mantenga su queste qualità di marketing e promozione ma che scelga ben altre pellicole.
Titolo originale: Ripper, Letter from Hell
Regia: John Eyres
Sceneggiatura: Pat Bermel, John A. Curtis e Evan Tylor
Fotografia: Thomas Harting
Montaggio: Amanda I. Kirpaul
Musiche: Peter Allen
Scenografia: Nancy Mossop
Costumi: Ellen Bennet e Karen Levis
Interpreti: A.J. Cook (Molly Keller), Ryan Northcott (Jason Korda), Derek Hamilton (Eddie Sackman), Kelly Brook (Marisa Tavares), Claire Keim (Chantal Etienne), Jurgen Prochnow (Detective Kelso), Bruce Payne (Professor Kane).
Produzione: John A. Curtis, Evan Tylor e Jamie Brown
Distribuzione: Moviemax
Durata: 114'
Origine: Usa/Canada, 2001
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