"La moglie dell'avvocato" di Im Sang-Soo
Film che gioca su un doppio binario, commedia con sfondo funereo, pieno di sesso, che guarda all'occidente filmando la morte del desiderio all'interno di una "classica" coppia borghese, maschio in carriera e moglie frustrata
Il doppio binario di La moglie dell' avvocato, titolo con cui dovrebbe essere distribuito in Italia, è già nella proiezione unica e pudica di mezzanotte, che contrasta con il nome del distributore (lo statale Istituto Luce, mentre il grande Bu San di Tsai Ming-Liang ancora latita sul mercato) che appare subito sullo schermo. Ma la divisione netta è anche all'interno del film coreano del regista di Tears, che, girato come una commedia, con dialoghi spesso esilaranti, nasconde uno sfondo funereo annunciato nell'iniziale ritrovamento di una fossa comune risalente all'invasione giapponese durante la Seconda guerra mondiale. L'elemento temporale, dal significato politico, legato alla conclusione del conflitto che ha legato la Corea del sud all'economia americana, metaforizza nei teschi la regia di Sangsoo Im che mostra la morte del desiderio all'interno di una giovane coppia: avvocato di successo dedito all'alcol e alle segretarie lui, casalinga borghese, shopping e palestra, lei. Il percorso dissolutorio si articola attraverso la ricerca del piacere sessuale al di fuori del rapporto, con l'innamoramento, scontato, della moglie per un liceale. A ciò arriva, oltre che per l'alcolismo e le scappatelle del marito, grazie "all'illuminazione" della suocera, che a novant'anni capisce il senso della vita grazie alla relazione con un vecchio compagno delle elementari. La discesa (o salita) verso l'abbandono del tetto familiare si lega alla morte del figlio, adottato perché il marito è sterile, ucciso da un folle investito dall'avvocato durante un week-end. L'episodio toglie l'ultimo legame alla coppia, ma mentre la moglie si getta nell'iniziazione del giovane studente, il marito, colpito anche dalla morte del padre, si accorge troppo tardi di aver bisogno di un'altra vita. "Righerò dritto" dice alla fine, quando ormai è troppo tardi e la moglie scopa (spazza, ma in questo caso il termine meridionale rende il doppio senso) saltellante il pavimento, comunicandogli che è rimasta incinta nella sua relazione extraconiugale. Già nel soggetto Sngsoo Im sembra guardare all'occidente, sensazione confermata dall'unico riferimento politico che riguarda "quel bifolco e ignorante di George Bush II", nonostante ciò, La moglie dell'avvocato, dietro lo stordimento causato dalla reiterazione di coiti più o meno riusciti, ha una sua forza espressiva che si annacqua, comunque, nell'ovvietà del soggetto.
Titolo originale: Baramnan gajok
Regia: Im Sang-Soo
Sceneggiatura: Im Sang-Soo
Fotografia: Kim Woo-Hyeong
Montaggio: Lee Eun-Sun
Musiche: Kim Hong-Jib
Scenografia: Oh Jaw-Won
Costumi: Kim Yoojin
Interpreti: Moon So-Ri (Eun Ho-Jeong, la moglie), Hwang Jung-Min (Joo Youngjak, il marito), Yun Yeo-Jung (Hong Byeong-Han, la nonna), Kim In-Mun (Joo Changkeun, il nonno), Bong Tae-Kyu (Shin Ji-Woon, il ragazzo del liceo), Baek Jung-Rim (Kim Yeon, l'amante del marito), Jang Junyoung (Sooin, il figlio adottivo)
Produzione: Myung Film Company Ltd.
Distribuzione: Istituto Luce
Durata: 104'
Origine: Corea del Sud, 2003
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