TORINO 21 - Che il Festival abbia inizio...

Inaugurata nel corso della serata di ieri la ventunesima edizione del Torino Film Festival con il saluto dei due neodirettori - Giulia D'Agnolo Vallan e Roberto Turigliatto - e la proiezione dell'opera prima di Valeria Bruni Tedeschi, "Il est plus facile pour un chameau..."

Si è svolta ieri sera intorno alle 20.00 in una sala gremita e vestita di rosse poltrone l'inaugurazione della ventunesima edizione del Torino Film Festival, introdotta dai saluti ufficiali, dopo l'ormai immancabile minuto di silenzio per ricordare le vittime italiane della strage a Nassiriya, e da una breve ma efficace presentazione dei due neodirettori. Dopo lo scoppiettante inizio delle proiezioni avvenuto nel pomeriggio con la presentazione dei corti realizzati dai ragazzi della scuola di cinema di Sentieri Selvaggi, con la significativa presenza del nostro Bruno Schiavoni ad introdurre i lavori, il rarefatto pomeriggio torinese è scivolato tra le iniziali proiezioni fino ad accogliere in sala le prime star di questa edizione.

Per l'occasione Giulia D'Agnolo Vallan e Roberto Turigliatto hanno voluto ringraziare tutti coloro i quali: "Hanno contribuito con il proprio lavoro alla realizzazione del Festival", e hanno chiamato sul palco la protagonista della pellicola scelta per inaugurare la manifestazione, Valeria Bruni Tedeschi al suo esordio dietro la macchina da presa, perché: "Il film è frutto di un lavoro collettivo in cui si incrociano produzioni di varie nazionalità, sentimento affine al cosmopolitismo proprio di questo Festival".

E' infatti la neo-regista torinese a ricevere i primi flash dei fotografi in occasione della presentazione del suo primo lungometraggio "Il est plus facile pour un chameau..." dove l'attrice italiana naturalizzata francese ha raccontato in maniera grottesca e lievemente malinconica alcuni degli aspetti più intimi della propria vita avvalendosi di un valido cast in cui figurano, tra gli altri, un sempre notevole Roberto Herlitzka ed una nevrotica Chiara Mastroianni. La Bruni Tedeschi raggiunge i due direttori e si dichiara: "Molto felice che il film sia presentato qui a Torino perché il cuore della pellicola è l'infanzia ed io è proprio in questa città che ho passato la mia", quindi viene affiancata da alcuni componenti del cast quali Noèmie Lvovski, qui coautrice della sceneggiatura e già a Venezia 2003 in concorso con "Les Sentiments" e il produttore italiano Maurizio Antonimi. Il regista Mimmo Calopresti, vincitore del primo premio proprio qui a Torino nel 1985 con il video "A proposito di sbavature" e per l'occasione co-produttore, crede che sia importante: "Essere qui questa sera anche perché l'idea che Valeria ha del cinema sia come attrice che come regista credo sia molto vicina allo spirito che ha sempre animato questo Festival".

Quindi, prima di far partire la proiezione, Giulia D'Agnolo Vallan saluta e chiama sul palco Kenta Fukasaku, figlio del grande ed estremo regista nipponico Kinji Fukasaku, il quale dopo la recente scomparsa del padre ha portato a termine la seconda parte del sanguinolento e controverso "Battle Royal", la cui visione del film conclude la lunga serata inaugurale. 

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