L'urlo disperato del cinema italiano

Tra dispute locali/nazionali, polemiche e interventi censori, appelli per salvare Festival, settimanali di cinema, cineasti sperimentatori in gravi condizioni di salute e di vita, film pre-pagati dagli spettatori, il cinema italiano sembra sull'orlo di un'esplosione. Da dove cominciare per salvare il salvabile? Da "Una casa per Alberto Grifi"

E' uno strano momento per il cinema, in Italia. Lo dimostrano le news che pubblichiamo ogni giorno, tra dispute locali/nazionali, polemiche e interventi censori, appelli per salvare Festival, settimanali di cinema, cineasti sperimentatori in gravi condizioni di salute e di vita.

E' una sorta di urlo che proviene da tanti settori, comunque limitrofi, ma che in questo inizio di 2007 si ritrovano tutti ad avere a che fare con situazioni di crisi profonde, non certo nate ieri, ma che oggi si trovano in qualche modo ad esplodere.

Per noi di Sentieri selvaggi, abituati a convivere da anni (da sempre?) con il concetto di crisi, si tratta di giocare su un terreno che conosciamo bene... ma oggi sta diventando anche difficile riuscire a comunicare ai lettori cosa sta accadendo e quali priorità portare avanti. Resta il fatto che ormai non siamo più in gradi di "tenere" un home page stabile che per poche ore, perché subito arriva un pezzo nuovo che incombe e preme per essere pubblicato. Sarà anche una "crisi di crescita", di un giornale come il nostro che ormai viaggia tra i 20 e i 30 aggiornamenti quotidiani, ma il problema è anche, per certi aspetti, "politico". Cosa è più importante?

Intanto abbiamo iniziato con il Dibattito sullo stato del Fare Festival di cinema in Italia. Cominciamo da Roberto Silvestri, critico del manifesto nonché direttore di Alias e di quel piccolo ma combattivo e vitale Festival che si fa ogni anno a Sulmona. Nei prossimi giorni proseguiremo con altre interviste ed interventi, perché la questione non riguarda solo Venezia/Roma/Torino, ma tutto il panorama cinematografico italiano (e non solo).

Il resto è un vero caos. Dal ritorno "invocato" della censura (di solito la sinistra si batteva storicamente contro la censura di Stato e oggi che lo Stato non censura più la sinistra la invoca.... Come cambiano i tempi!), alla crisi di Film Tv, l'unico settimanale di cinema esistente nel nostro Paese, che nei suoi momenti migliori ha saputo raccogliere un pubblico abbastanza ampio per il panorama editoriale italiano ma che non è mai riuscito a trovare un corrispettivo forte in termini di promozione pubblicitaria. Al di là di alcuni errori che negli ultimi anni hanno indebolito il progetto editoriale, resta il fatto che oggi in Italia chi controlla la pubblicità controlla anche l'editoria e la televisione e che tra tante idee e proposte di legge che ci sono in giro non ce ne sta una che in qualche modo vada ad intaccare l'attuale situazione della Pubblicità, stretta tra due-tre grandi monopolisti che decidono quale pubblicazione deve esistere e quale no. Perché il paradosso di questo mondo finto liberista è che non basta avere lettori e target giusto per avere i finanziamenti della Pubblicità. No. La Pubblicità è oggi una sorta di "altro stato", che eroga i finanziamenti con le stesse procedure clientelari con le quali vengono distribuiti i fondi pubblici. E lo Stato non aiuta e sostiene abbastanza le testate libere e che promuovono la cultura (andate a leggere i finanziamenti ai giornali e scoprirete delle cose bellissime... tra finti giornali di partito e giornaletti fatti apposta per acchiappare finanziamenti) come non aiuta e sostiene i film italiani che non trovano spazio nelle sale costringendo chi realizza i film a inventarsi formule magiche di nuova distribuzione (vedi l'articolo su "L'estate di mio fratello"), e, infine non c'è un Ente che tiri fuori un centesimo per aiutare uno dei più grandi cineasti sperimentatori del nostro cinema, Alberto Grifi, che versa in condizioni di salute sempre più gravi senza una casa che lo possa ospitare.

Tra i tanti appelli di questi giorni, vogliamo sostenere in particolare quello che due artisti come Antonio Rezza e Flavia Mastrella stanno lanciando attraverso un loro spettacolo: l'appuntamento è per giovedì sera a Roma all'Apheus, per un loro spettacolo il cui incasso sarà devoluto al progetto "Una casa per Grifi". Con dieci euro ognuno di noi potrà dare il suo contributo a quello che in paesi più evoluti del nostro è compito delle Istituzioni: salvaguardare gli artisti dalle difficoltà della vita.

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