POLEMICHE (Nouvelle Vague)- Dai "giovani turchi" ai "giovani fringuelli", ma anche i Cahiers si sbagliavano...
Amo la Nouvelle Vague ma mi sento libero di sottolineare le cazzate 'critiche' che ha favorito con il suo furore iconoclasta. Ogni movimento rivoluzionario con l'acqua sporca ha spesso buttato via il bambino, ma nel nostro caso sono stati cancellati quindici anni di cinema francese. Una risposta di Mauro Gervasini alla polemica di Giona A. Nazzaro

Questa volta proprio non potevo restare in silenzio. Questa replica alla lettera di Giona te la scrivo di getto, nel solito ritaglio di tempo, ma spero serva ad alimentare una polemica che ritengo utilissima. Condivido molti dei passi della lettera, condivido assolutamente, in tutto e per tutto, la rabbia nei confronti di un certo tipo di critica (dai giovani turchi ai giovani fringuelli!) che non ha un minimo di umiltà. Non è un attacco rivolto a nessuno, detesto i personalismi, ma Giona coglie nel segno quando dice che non c'è passione! E la passione si costruisce anche con la gavetta, con l'approfondimento, facendosi un culo così (meglio se lontano dall'università, che in Italia continua a partorire mostri, salvo le solite eccezioni).
Detto questo, e fatta salva l'amicizia nei confronti di Giona, devo dire che però alcuni passi della sua lettera mi hanno fatto sobbalzare dalla sedia. Non entro nel merito del convegno fiorentino (non c'ero), ma si dà il caso che mi stia sfibrando da ormai un sacco di tempo sul polar francese, genere negletto (genere, non filone), e qualche simpatica scoperta sulla Nouvelle Vague mi è capitato di farla. Perché non dire che Truffaut, quando dà della "canaglia" a Jean Aurenche e Pierre Bost solo perché così gli girava quel dì, è un emerito cazzone? Perché temere accuse di "revisionismo" storico o cinematografico nel sostenere (e io lo sostengo!!) che non un film di Rohmer vale quanto Il bandito della Casbah di Duvivier, altro regista buttato a mare dai nostri amici? E vogliamo parlare dell'ambiguità dei Cahiers di monsieur Rivette nei confronti di Clouzot, unico cineasta francese a subire la stessa sorte dei colleghi americani della lista nera in una "caccia alle streghe" rossa (per la cronaca: disoccupato per due anni e trattato come un paria) a causa del suo Il corvo? Ebbene, ho rivisto Il corvo proprio in occasione di questo libro che sto scrivendo sul polar: è un capolavoro!! Un capolavoro!!!! Ma guardatelo, per favore, esegeti di Straub, che poi facciamo il gioco della torre!
Quanto a Tavernier, sarò onesto. Spesso il suo cinema mi fa incazzare di brutto, considero L'esca un film terrificante. Ma ho il sospetto che Giona Laissez-passer non l'abbia visto, o se lo ha visto è stato tradito da una pregiudiziale grossa come una casa. È un film sulla passione per il cinema, su un fatto storico, su una manciata di uomini che lavorarono di brutto affinché una 'certa tendenza del cinema francese' non venisse devastata dall'ideologia propagandistica dei nazisti. Ma qualcuno li ha visti i film della Continental? Vi sfido: guardate L'assassinio di Papà Natale di Christian-Jacque (per inciso: un¹altra canaglia) e cercate di sostenere davanti a me che era un film 'collaborazionista'. Infine: perché Jean Renoir, che scappò dalla Francia alle prime avvisaglie della disfatta, dovrebbe essere moralmente meglio di Jacques Becker o Clouzot che invece restarono a Parigi cercando di fare il loro lavoro senza scendere a compromessi con la propria coscienza?
Ultima cosa, perché non ci siano dubbi. François Truffaut è tra i miei registi preferiti, ha scritto il più bel libro di cinema della storia, ha firmato, con Adele H, uno dei film della mia vita. Considero Jean-Luc Godard un genio, ho visto una parte delle sue Histoires (al festival di Locarno) e credo che contengano spunti di riflessione sull'etica della visione sufficienti per i prossimi trent'anni. Molto del cinema di Chabrol mi appartiene totalmente, e nel 'mio' campo un film quasi sperimentale come Ascensore per il patibolo di Malle ha aperto la strada per una riscrittura strepitosa del polar. Proprio perché amo la Nouvelle Vague mi sento in totale libertà nel sottolineare le cazzate 'critiche' che ha favorito con il suo furore iconoclasta. Da che mondo e mondo, ogni movimento rivoluzionario con l'acqua sporca rischia di buttar via il bambino, ma nel nostro caso sono stati cancellati quindici anni di cinema francese.
Purtroppo erano quindici anni di cinema coi controcazzi!
Mauro Gervasini
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