EDITORIALE - Grey Zone e La banda degli onesti
La cenere è ormai nei nostri cieli (disastro economico superiore all'11 settembre), colpa dell'eruzione che ci impedisce di volare e di vederci chiaro. Certo non ci aiuta Paul Greengrass, con il suo bellissimo Green Zone (ancora in sala), che ci riconsegna una realtà sempre più indecifrabile e paurosamente destabilizzante. Emergency covo di terroristi e nascondiglio di armi di distruzione di massa, le stesse che cercava Bush con l'aiuto di Matt Damon...
Nella periferia di Torino, dove spesso ci si sente in un bicchiere di acqua e anice (come direbbe Paolo Conte), nasce Gipo Farassino. Chansonnier piemontese che ha espugnato il Carignano. Al suo ultimo spettacolo era presente tutta la delegazione della Lega, con Umberto Bossi e il neo governatore Roberto Cota in prima fila. Farassino però proprio non vuole essere considerato a forza un autonomista pur cantando delle case di ringhiera, dei “taba” e dei “barrieranti” e prevedendo che fra qualche anno, quando parleremo tutti inglese e l'italiano sarà morto, il piemontese risorgerà. Ormai se non hai radici, anzi “radicamento nel territorio”, rischi l'anonimato. L'identità è l'unica arma per combattere l'oscuramento, pur rischiando una cultura impoverita perchè la stessa identità riduce paradossalmente e troppo drasticamente la complessità. Ma per scongiurare l'oscuramento forse è il caso di riascoltare anche altri cantautori dialettali, come magari Bobo Rondelli, livornese sul quale Paolo Virzì ha girato un documentario che andrebbe assolutamente recuperato, dal titolo, L'uomo che aveva picchiato la testa. Musicista anche per il cinema, Rondelli nella zona grigia, quella di acqua, anice e cenere, per intenderci, ci sguazza, tra disperati, intellettuali e ubriaconi: “Noi amici ci troviamo, ci scoliamo mezzo bar poi ci parliamo delle cose incomprensibili; e i pensieri metafisici ci portano lontano, sopra i cieli in fondo al mare in mezzo al blu. Disperati intellettuali vitelloni, poi ci girano i coglioni, colpa della società”. La cenere è ormai nei nostri cieli (disastro economico superiore all'11 settembre), colpa dell'eruzione che ci impedisce di volare e di vederci chiaro. Certo non ci aiuta Paul Greengrass, con il suo bellissimo Green Zone (ancora in sala), che ci riconsegna una realtà sempre più indecifrabile e paurosamente destabilizzante. L'emergenza ci lascia per adesso a terra, privi ancora, chissà ancora per quanto, di radicamento, forse fino a quando uno come Gino Strada smetterà di farsi passare per il dirigente dell'unica banda degli onesti in guerra, che ha il coraggio di “schierarsi”, creando la sola anomalia all'interno di tutte le organizzazioni umanitarie, di facciata storicamente neutrali. Dicono gli esperti tuttologi, Emergency per forza di cosa si crea dei nemici perchè pecca di neutralità appunto, o forse, ancora una volta, di zone grigie. Allora quella zona grigia è inevitabile, qualcuno o qualcosa al mondo è pronto a fartici cadere, ancora di più se ti trovi in territori martoriati dalla guerra e secondo gli esperti di prima, ci si può sempre “perdere” e scegliere la strada terroristica. D'altronde Emergency ha origine da quei movimenti degli anni '70. I tre operatori bloccati a Kabul, con l'accusa di avere legami con Al Qaida, non sono stati ancora ripresi una
volta dalle telecamere e neanche ascoltati su alcun mass media, ma si parla di un arsenale bellico nascosto in uno degli ospedali gestiti dalla ong, le cosiddette armi di distruzione di massa, le stesse che Bush cercava con l'aiuto di Matt Damon. Il più mancino dei tiri alla banda degli onesti, richiama due uomini lontani: Edmondo Berselli e Totò. Il primo scomparso alcuni giorni fa, del secondo invece il 15 aprile ricorreva il 43° anniversario della morte. Berselli, grande giornalista, opinionista, scrittore, che ha scandagliato le ombre della nostra società, e del quale bisognerebbe recuperare il programma televisivo, Un paese chiamato Po, andato in onda lo scorso anno su Raidue, con la regia di Giuseppe Bertolucci e ispirato a Viaggio lungo la valle del Po, di Mario Soldati, realizzato circa 50 anni prima. I luoghi del Po, le grandi città, i piccoli centri, la campagna e i distretti industriali, la loro gente, la zona grigia di acqua e anice ancora, i processi di modernizzazione e cambiamento che tanto hanno influito sullo sviluppo dell’intero Paese Italia. Ancora insieme: Totò muore nello stesso giorno di Raimondo Vianello, o viceversa, il principe della risata e il galantuomo della commedia si incontrano dove la nebbia c'è ma non si vede (...e chi la vede?), in un abbraccio, come in Sua eccellenza si fermò a mangiare e soprattutto in Diabolicus: “Lei è un paziente che non ha pazienza, e che paziente è? Abbia pazienza!”.
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