Strange Days…(Forza Bellocchio!)
Dopo la vicenda SIAE arriva quella dell’Ordine dei Giornalisti, enti inutili che sembrano voler suicidarsi…mentre Baratta richiama Barbera alla Mostra di Venezia cacciando Marco Muller dopo le promesse (false?) di luglio. E la destra romana ne fa un improvviso salvatore del Festival di Roma, arringandone la venuta nella Capitale. In tutto questo la regione friulana censura preventivamente il film di Bellocchio bloccando i finanziamenti sul film su Eluana Englaro
Sono davvero dei giorni strani, questi di fine anno, dove le notizie si susseguono e accavallano senza soluzione di continuità. E si fa fatica, redazionalmente, a stare dietro alle tante piccole cose che accadono tra cinema, spettacolo, editoria, giornalismo, ecc…
Abbiamo da poco “dimenticato” la vicenda SIAE, che non è annullata ma sembra placata dalla volontà dell’industria cinematografica di non farsi ulteriormente del male – con un autogol di rara idiozia: via i trailer dai siti, meno promozione, meno pubblico, meno incassi, meno diritti per la SIAE... - dopo le batoste che sta prendendo al botteghino da agosto ad oggi, persino nel più classico dei periodi natalizi, che ecco spuntare quel decreto nascosto del Governo Monti che di colpo elimina la divisione tra “Giornalisti professionisti” e “giornalisti pubblicisti” non unificando questa insensata divisione, ma eliminando di fatto la categoria più “sfigata”, quella che paga e versa contributi e non riceve nulla…. Operazione, come quella della SIAE, assolutamente suicida, perché se dal carrozzone ODG togli le 80.000 quote dei pubblicisti e i loro versamenti INPGI (che fine faranno?) crolla tutto il baraccone, e forse non sarebbe un gran male… Che fine ha fatto il referendum che ne chiedeva la giusta abolizione? Abbiamo proprio bisogno di quest’Ordine di origine fascista nell’era dei news media? E intanto sembra che chiuda Liberazione e al Mucchio Selvaggio la guerra tra l’ex direttore Max Stefani e il gruppo redazionale che lo ha disarcionato continua, a suon di comunicati su Facebook….
E dopo questa triste diatriba di una rivista che un tempo è stata gloriosa, ecco arrivare la nomina improvvisa di Alberto Barbera, persona che abbiamo sempre stimato sin dai tempi del Torino Film Festival, a Direttore della Mostra di Venezia, per una “cacciata” di Marco Muller che appare davvero inspiegabile, visto che ad una mia precisa domanda, alla conferenza stampa dell’ultima Mostra del Cinema – “Confermiamo Muller per altri dieci anni?” – Baratta rispose che lo avrebbe fatto certamente se fosse stato confermato Presidente della Biennale. Passano pochi mesi e, cosa dobbiamo credere? Che Baratta ha di fatto cacciato Marco Muller, forse come dicono i maligni, perché voleva maggiore autonomia? Oppure sono venuti meno gli appoggi politico/istituzionali che avevano garantito quell’equilibrio assurdo (che a noi ricordava l’episodio de “Il dentone” di Alberto Sordi, quando alla fine veniva scelto lui “perché era il più bravo” mentre gli altri si bloccavano con veti reciproci…) che aveva regalato all’Italia la migliore Mostra del Cinema forse di sempre, invidiata da tutta la stampa del mondo? Ed ecco che “da destra” arrivano gli squilli di tromba di Polverini e Alemanno, che chiamano a gran voce Muller al, morente, Festival di Roma. Non osavamo sperare di meglio per un Festival che andrebbe abolito insieme a tutta la nomenclatura che lo circonda, ma che ormai sembra una creatura immortale che si riproduce da se. Forse Muller potrebbe farla diventare qualcos’altro, oppure condurla vero la sua naturale dissoluzione. Chissà? Vien da pensare che vogliano chiamare Muller come un’esorcista, perché il Festival di Roma è davvero diabolico…. Certo è che il cambio di Venezia lascia stupefatti, proprio perché viene da Baratta, e il ritorno di Barbera quasi un risarcimento per essere anche lui stato malamente cacciato via, a suo tempo, dal governo del centro destra che gli preferì De Hadeln (e la sua meravigliosa suoneria telefonica con l’internazionale socialista….). Destra, sinistra,…. Quanto ci manca Giorgio Gaber!
Infine, il peggio non è mai troppo. E in serata arriva la notizia che è di una gravità davvero inaudita: la Giunta Regionale del Friuli ha approvato un ordine del giorno dell’Udc che blocca il finanziamento al film di Marco Bellocchio “Bella addormentata”, sulla vicenda di Eluana Englaro - la donna morta a Udine nel febbraio del 2009 dopo 17 anni di coma vegetativo persistente - il cui primo ciak è programmato nel capoluogo friulano a gennaio. Siamo arrivati alla censura preventiva, in cui elementi delle istituzioni si permettono di intervenire nel merito dei contenuti di un film da finanziare di una grande cineasta, ammiratoci da tutto il mondo, come Marco Bellocchio. E’ l’ennesima vergogna nazionale, che speriamo venga ritrattata da una protesta popolare. Sono davvero degli strani giorni, viene voglia di urlare. Forse abbiamo proprio bisogno di una rivoluzione (scegliete voi il fiore…) e di una “nuova primavera” anche in Italia.
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Forza Bellocchio, resta sempre uno dei migliori. Ma basta con i finanziamenti pubblici. L'eccezione culturale (ovvero cittadini più attenti formano una società migliore) ha un suo fondamento ma chi lavora in altri settori non riceve alcun aliuto eppure muove ugualmente l'economia come librai, registi e marzullo. Per non dire dell'ingiustizia di vedere i nostri soldi nella mani dei figli di Steno, Tognazzi, Gifuni, nati fortunati e stramiliardari di loro. Massima solidarietà a Bellocchio che ha fatto il suo primo film con pochi mezzi, i mobili di casa sua e degli amici, e quel film resta uno dei èiù belli della storia del cinema. Il progetto del film su Englaro poi è destinato a suscitare polemiche quindi meglio tenersi le mani libere e farlo come si crede, dando conto solo a investitori puri o farlo coi propri mezzi.
Inviato da patrizio il 08/01/2012 -
Ho inviato il commento sotto riportato.Dimenticandomi di firmarlo
Inviato da Ernesto il 04/01/2012 -
Una vergogna tutta italica ,la censura attraverso il non finanziamento al film,che vede anche parte dei partiti che a parole si autoproclamano per la laicità dello stato(PD),ma nei fatti sono allo steso livello(sui temi della laicità) dei cattoleghistiberlusconiani.
Inviato da Anonimo il 04/01/2012
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