BIOGRAFIE di Giovanna Ferraresso

Biografie

di Giovanna Ferraresso

Claudia Tancredi

Nata a Padova. 32 anni. Padre d'origine siciliana, madre padovana. Figlia unica.

Da piccola era introversa e solitaria, ma non asociale. I suoi genitori erano attenti, ma non molto presenti. Il padre, brillante cardiologo (in seguito diventerà primario all'Ospedale di Mestre), era molto preso dalla propria carriera; la madre, avvocato civilista, era a sua volta molto impegnata sul piano professionale. Claudia, quindi, ha trascorso molto tempo con i nonni materni. E' stata una bambina malinconica, ossessionata dall'idea di perdere i nonni, ai quali era attaccatissima. I genitori cercano di tenerla impegnata, oltre che con la scuola, con varie attività artistiche e sportive. Claudia non si entusiasma per nessuno degli sport che pratica (tennis; basket; pallavolo; sci; nuoto), mentre avrebbe amato potersi dedicare all'equitazione, che le viene negata perché considerata dannosa per lo sviluppo fisico. Migliore successo ottengono la danza e lo studio del flauto.

A scuola Claudia è diligente, ma ha la tendenza ad approfondire solo ciò che la interessa. Consegue comunque risultati brillanti, perché dotata di fine senso critico e di ottima memoria.

Fisicamente è attraente, ma non vistosa. Ha una classe discreta e autentica, un bel portamento ed una naturale eleganza nelle movenze. Non è vanitosa, pur avendo molta cura della propria persona. E' piuttosto alta e longilinea, ha occhi grigio ferro e capelli biondo cenere. Da adolescente ha più successo con i ragazzi di quanto lei stessa sia disposta a credere. Lievemente sospettosa di natura, non concede mai troppa confidenza. Ha il costante timore di essere ferita negli affetti e nell'orgoglio. In realtà è una persona tanto disponibile da essere spesso preda di opportunisti di ogni sorta. Nel giro di pochi mesi, dopo il conseguimento del diploma classico,Claudia perde entrambi i nonni materni.

Dal momento in cui fa il suo ingresso alla facoltà di Medicina dell'Università di Padova, la sua vita si concentra sulla preparazione professionale. Studia con passione e scopre in se stessa una forza di carattere nell'affrontare casi di natura umana, oltre che scientifica, che nemmeno lei avrebbe sospettato. Questo le infonde una certa fiducia in se stessa e le dà una spinta in più nel superare le difficoltà dello studio. Si laurea in corso e,superato l'esame di stato, entra immediatamente alla scuola di specializzazione in Cardiologia. Vince il concorso che le consente di divenire assistente di suo padre. Deve faticare non poco per dimostrare di valere: è donna, è figlia del primario il quale, per giunta, è un "terrone" che ricopre un ruolo di potere in una città del nord ed è anche giovane ed attraente. I primi tempi da interna sono per lai molto duri; ma non si scoraggia, nemmeno quando viene a sapere che alcuni colleghi la chiamano "Miss Mafia". Con dedizione e molta umiltà, riesce a mettere a tacere tutte le malelingue. Durante un'assemblea del personale medico, conosce Armando Bruna, pediatra e rappresentante sindacale, più vecchio di lei di 18 anni. Tra loro nasce una relazione che sfocia nel matrimonio, malgrado lo scarso entusiasmo di genitori di Claudia, che non vedono troppo di buon occhio quel medico friulano piantagrane. Per la prima volta, da quando era bambina, Claudia si impunta e sposa Armando.

Benché lavorino entrambi a Mestre, vanno a vivere a Venezia, in Campo dei Gesuiti, nel sestiere di Cannaregio. La loro casa è accogliente e sobria. Claudia è ordinata, anche se non maniacale. Non ama cucinare, ma ha un palato piuttosto raffinato. Ad ogni modo, ha abitudini alimentari piuttosto sane, non è golosa e non eccede quasi mai.

Ama molto leggere, quando ne ha il tempo, e andare a teatro.

E' completamente disillusa sulla politica, anche se si appassiona quando si toccano argomenti inerenti al sociale. Dal punto di vista religioso è agnostica.

 

 

 

 

Sara Grecale

40 anni. Figlia di un sottufficiale dei Carabinieri e di una casalinga. Nata in un paese bianco del Salento, tra uliveti delimitati da bassi muretti di pietra a secco. Ha vissuto i primi anni in Puglia, poi il padre è stato trasferito prima a Napoli, poi a Roma e, infine, a Treviso. Seconda di 5 figli (tre maschi ed due femmine). A Napoli frequenta le Magistrali. Durante il soggiorno romano si laurea in Scienze Sociali e, contemporaneamente, lavora in un asilo per bambini "difficili". E'  impegnata anche politicamente: fa parte di un direttivo che organizza occupazioni e cortei, anche se non vi prende parte quasi mai, essendo assorbita dallo studio  e dal lavoro. Quando suo padre viene comandato a Treviso, decide di seguire la famiglia, perché la madre ha problemi di salute. A Treviso sua madre muore e Sara si occupa della famiglia quasi a tempo pieno, finché la sorella più piccola non si diploma. Trova impiego presso una ditta locale: si tratta di un lavoro amministrativo che odia, ma che le  consente, grazie alla buona retribuzione, di viaggiare. Economizza su tutto per potersi permettere un viaggio all'anno. Gira buona parte dell'Europa, poi scopre l'Africa e se ne innamora. Durante uno scalo all'aeroporto di Heathrow, conosce Alessandro, reduce da un viaggio d'affari a Londra. Uno sciopero li obbliga a trascorrere diverse ore insieme e Sara si innamora (quasi un colpo di fulmine) di quest'uomo così diverso da tutti quelli che conosce. Tornati  in patria, si frequentano con una certa assiduità. Sara viene licenziata dalla ditta, ufficialmente per problemi di riduzione del personale, in realtà perché considerata un personaggio scomodo, una sobillatrice. Sara cade in depressione, ma viene in suo aiuto Alessandro che, tramite una cliente radical-chic, la fa assumere presso un'organizzazione no-profit che si occupa di aiuti ai paesi martoriati dalle guerre civili. Sara è entusiasta: lo stipendio non è granché, ma il lavoro le piace moltissimo. Dovendo lavorare a Venezia, Sara decide di trasferirsi. In realtà questa è solo una scusa per stare più vicina ad Alessandro: ci sono solo 30 minuti di treno tra le due città. E' così che, a poco a poco, Sara inizia a traslocare nell'appartamento di Alessandro.

Sara è bella, di una bellezza un po' selvaggia. Capelli lunghi e neri, occhi scuri  da saracena, corporatura asciutta, ma molto femminile. Ha una straordinaria manualità, in parte innata, in parte frutto dell'esperienza maturata in famiglia. E' molto socievole e loquace. Si infiamma facilmente e indulge talvolta all'ira, ma sa anche placarsi con un semplice gesto conciliatorio. E' un'amante generosa ed infaticabile. Odia i pregiudizi, ma, naturalmente, ne è tutt'altro  che immune: la sua formazione politica la porta ad una certa mancanza di elasticità. Adora gli animali ed è vegetariana. Dice di essere atea, ma non ne è affatto  convinta. Si trucca poco, ma si veste in modo originale: ama i tessuti naturali e confeziona da sé alcuni capi. Dorme nuda. E' dotata di un ottimo appetito, ma non è golosa o, tanto meno, ingorda. Fuma e abusa un po' di caffè. Il suo amore per Alessandro è integrale e integralista. E' molto gelosa e non si preoccupa di nasconderlo.

 

 

Armando Bruna

50 anni. Nato  e cresciuto a Maniaco (PN). Proviene da una famiglia di artigiani (lamaioli) non ricca, ma sufficientemente benestante da consentire ai tre figli di studiare. Armando è inscritto al 3° anno di Medicina all'Università di Trieste, quando il terremoto di Gemona si porta via la casa paterna. Seguono difficoltà finanziarie che Armando, da parte sua, affronta lavorando in un'azienda vinicola di zona, pur proseguendo gli studi. Si laurea due anni fuori corso. Si specializza in Pediatria a Padova e, in seguito, viene assunto all'Ospedale di Mestre, dove si trasferisce definitivamente. Diventa rappresentante di un sindacato autonomo, ma, quando gli viene proposto di darsi alla politica, si rifiuta. La sua passione è, e resta, la Medicina. Fa parecchio volontariato, soprattutto per gli immigrati, ed è ad un passo dal partire per conto di "Medici senza frontiere", quando conosce Claudia e se ne innamora.

Armando è un uomo tendenzialmente taciturno, ma, quando parla, lo fa sempre a proposito. Con i bambini, invece, è  loquace e riesce sempre a conquistarne la fiducia. E' piuttosto introverso, ma sa essere socievole laddove l'ambiente non sia dispersivo. E'  un ottimo conoscitore di vini e distillati, ma non un forte bevitore, e fuma sigari pregiati: questi sono gli unici lussi che si concede; per il resto lo si potrebbe definire quasi spartano. E' un amante attento ed esperto, anche se molto silenzioso. Non si lamenta mai. Ha un'ottima resistenza al dolore fisico ed è capace di grandi rinunce. Autodidatta in molti sport, in cui riesce ad eccellere con grande naturalezza. Odia l'agonismo. Non sa cosa sia la vanità, al punto da faticare a riconoscerla nel suo prossimo. Ha un temperamento riflessivo, ma non malinconico. Di rado perde la pazienza: quando ciò accade, si chiude in un mutismo ostinato (molto friulano). Non teme la solitudine e non conosce la noia. Ha mani grandi e belle, molto forti.

 

 

 

Alessandro Fuga

43 anni. Nato e cresciuto a Venezia, nel sestiere Castello. Battezzato a San Giovanni in Bragora (come Vivaldi). Primo di due figli maschi. Il padre è uno squero, mestiere ormai praticato da pochissimi artigiani. La madre e casalinga e, a tempo perso, dà una mano nella pasticceria di sua sorella.

Da bambino, Alessandro è curiosissimo e vivace. A scuola non si applica molto, ma è benvoluto dagl'insegnanti perché intelligente e sensibile. Fin da piccolo dimostra di avere un olfatto fuori dal comune.

Frequenta il liceo scientifico e, conseguita la maturità, si iscrive alla facoltà di Chimica. Durante un viaggio a Parigi, scopre il mondo dei profumieri artigianali e capisce quale sia la sua strada. Conseguita la laurea, con una tesi sulla composizione dei profumi nell'antico Egitto, si dedica anima e corpo allo studio  delle essenze e dei vari modi per ricavarle. A tale scopo va spesso a Parigi e, talvolta, anche a Londra. Proprio di ritorno da una visita ai laboratori di Penhaligon's, nella capitale britannica, Alessandro conosce Sara, all'aeroporto di  Heathrow. Sara è reduce da un viaggio in Tanzania e sta aspettando il volo di coincidenza per Venezia. Uno sciopero selvaggio negli aeroporti italiani dà loro modo di passare diverse ore insieme. Alessandro è molto attratto da quella donna così vivace, entusiasta e meravigliosamente abbronzata. La corteggia con elegante nonchalance e approfitta di ogni occasione per studiare il profumo che la sua pelle emana. E' un aroma che promette voluttà alle sensibili narici di Alessandro il quale, man mano che le ore passano, se ne lascia letteralmente stordire.

In quel medesimo periodo Alessandro ha occasione di rilevare un'antica farmacia nei pressi di Rialto e, in società con un amico d'infanzia (Alfredo), crea una bottega di profumeria esclusiva, un po' come, a suo tempo, fece Roberts (l'inventore del borotalco) a Firenze. La bottega di Alessandro si afferma in minor tempo di quanto lui  stesso si aspettasse: sull'onda di un certo ritorno alla qualità delle  materie prime (non sempre realmente compreso dai clienti), i profumi di Alessandro Fuga diventano un must per tutti gli snob, radical-chic compresi, del Nord-Est. Alessandro è innamorato del suo lavoro e fiero dei risultati. E' terribilmente esigente e pignolo; non utilizza alcun prodotto di sintesi e arriva ad indicare la data di scadenza dei suoi profumi, poiché, superato un certo lasso di tempo, i preparati  di origine naturale iniziano ad alterarsi, sia pure impercettibilmente.

La sua casa, fino all'arrivo di Sara, era piuttosto essenziale, non perché Alessandro non ami le comodità, quanto, piuttosto, perché vi trascorre pochissimo tempo. In coincidenza con l'ingresso di Sara tra quelle mura, cominciano a comparire tappeti tessuti nelle più svariate fibre naturali,; paralumi in rattan, cuscini di ogni dimensione e tutta la casa acquista colore  e calore. La cucina viene attrezzata di tutto punto: Sara ama cucinare e Alessandro può dire addio ai suoi pasti frugali da scapolo. Nel giro di pochissimo tempo, insomma, la casa di Alessandro diventa la casa di Sara. Questo non sembra disturbarlo: continua a passare gran parte delle sue giornate in laboratorio.

Alessandro è fisicamente attraente, anche se non lo si potrebbe definire propriamente bello. Media statura, capelli castano scuro, occhi verdi. Ha ampie spalle e un'ossatura forte. Ciò che più  lo rende piacevole è l'espressività del suo viso. Ha un sorriso letteralmente disarmante, i denti regolari e bianchi. Gli occhi, oltre ad avere un bel colore, sono molto mobili e curiosi e sorridono prima ancora che si dischiudano le labbra. Alessandro ha anche una bellissima pelle, quasi femminile nella sua perfezione. Le mani, non grandi, ma forti, sono sempre curate. Malgrado lavori in un ambiente frequentato prevalentemente da persone eleganti, Alessandro non ama gli abiti formali. Predilige capi comodi, che possano passare inosservati. E' sospettoso di tutto quanto faccia "tendenza", pur essendo sempre curioso di ogni novità. Ama la birra fresca ed è un discreto consumatore di cioccolata.

 

 

 

Schede olfattive

 

Claudia Tancredi

Mughetto; Latte; Pesca; Citronella; Resina di pino; Timo; Menta; Magnolia; Acqua sulle pietre.

 

Sara Grecale

Cannella; Chiodi di garofano; Sangue; Uva fragola; Ambra; Farina; Zucchero di canna; Capperi; Acqua salmastra; Sole sulle pietre.

 

Armando Bruna

Cuoio; Tabacco; Legno di rovere; Corteccia di salice nero; Fieno; Cenere; Bergamotto; Carta; Ginepro; Mirtillo; Legno  di sandalo.

 

Alessandro Fuga

Muschio; Terra; Foglie di castagno, fico e vite; Alloro; Pepe nero; Muffe nobili; Tè nero; Eucalipto; Limone; Amarena.

 

 

 

 

 

 

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