CINE-GUINNESS - Bigger than life: la sala-culla dell'umanità

Dalla sala più grande della storia con i suoi 6214 posti alla più lunga proiezione ininterrotta di film lunga 250 ore per un totale di 136 pellicole: tanti record e bizzarrie al limite dell'incredibile del Tempio nel quale consumiamo le nostre esistenze e vorremmo finire i nostri giorni...

Cogliendo l'occasione di essere ancora invischiati nei postumi dell'appagante "sbronza" filmica di Venezia 61, perché non puntare l'obiettivo verso quella che per noi (e tanti altri) "malati" (ma portatori sani di questa patologia) di cinema è (per un motivo puramente cronologico) la nostra seconda casa: la sala? Un luogo fetale dove invece di stare rannicchiati e ricevere nutrimento da un tubicino che ci rifornisce quando decide lui, ci permette di stare comodamente seduti (o scomodamente, secondo la nota opinione della vecchia guardia di critici e cinefili che sulle poltroncine di duro legno di una volta "si sognava meglio..."), stendere quando possibile le gambe e soprattutto decidere autonomamente quando nutrirsi d'immagini. Anche l' "icononauta" Italo Calvino ebbe a scrivere: "ci sono stati anni in cui il cinema è stato per me il mondo". A noi piacerebbe che quegli anni non finissero mai perché in sala si vive, si nasce, si muore, si resuscita andando alla scoperta del mistero di sé stessi e del mondo, si misura la distanza e la vicinanza tra noi e gli altri, si odia, si ama, ci si sente parte di una collettività e ci si rispecchia nella propria amata-odiata solitudo, ci si addormenta, si viaggia, si fugge, si uccide persino in questa culla-scuola-casa-letto-arena. Se è arcinoto che il cosidetto salone indiano (un ex sala da biliardo) del Grand Café al n°14 del Boulevard des Capucines di Parigi, sede del Cinématographe Lumière, fu la prima sala cinematografica in quel 28 dicembre del 1895, a molti sfugge che non la cinecittà di Roma ma Milano, col cinema Silenzioso di corso Vittorio Emanuele 21, ospitò nel 1898 la prima sala in Italia e che il nostro Paese, assieme a Australia, Belgio, Brasile, Spagna è tra le uniche nazioni che reagirono prima del 1900 all'invenzione artistica destinata a cambiare, nel suo "piccolo", il corso dell'umanità. Discorso a parte per gli Stati Uniti che surclassarono tutti con uno scatto degno di un centometrista grazie all'inaugurazione dei 400 posti della Vitascope Hall il 26 giugno 1896, affermandosi profeticamente come il futuro polo della settima arte, anche se la Francia "rispose al fuoco" costruendo 10 anni dopo il primo cinema dotato di un pavimento inclinato, per una visibilità ottimale, nonché di uno schermo che coi suoi 7 metri per 4 era uno dei più grandi dell'epoca.

Le famosi lucine al neon che attiravano lo sguardo dei passanti sui titoli e facevano nascere col loro luccicore il termine "star" furono utilizzate la prima volta nel 1913 al londinese West End Cinema di Coventry Street, mentre il comfort dell'aria condizionata fu introdotto nel Central Park Theater di Chicago già nel 1917. La prima sala d'essai fu, invece, il Cinéma d'Avant Garde aperto a Parigi nel 1924. Il più grande cinema di tutti tempi fu il Roxy: edificato a New York nel 1927 (e chiuso nel 1960) contava 6214 posti, aveva impiegate circa 300 persone tra le quali 16 proiezionisti e 110 musicisti! Il Gaumont Palace, aperto a Parigi nel '31, è stato invece il più grande in Europa mentre il meno capiente del mondo fu il cubano Miramar di Colon che nel '26 dichiarava (non sappiamo quanto orgogliosamente) una capacità di 25 posti: sicuramente la saletta privata in casa di Sergio Leone ne possedeva di più! La Cina non è solo il paese col maggior numero di spettatori (nel 1990, ad esempio, si strapparono 16 miliardi e 200 milioni di biglietti), ma anche la nazione che ha il maggior numero di biglietti venduti pro-capite con una media di 14,8 a testa. Il popolo più allergico al cinema pare, invece, sia quello dei cileni capaci di recarsi solo in 1000 per ognuno degli 11 film distribuiti all'interno di una stagione. Se l'aria condizionata vi sembra il massimo del comfort in sala, allora vi siete persi i sedili con piano ribaltabile che all'Ahambra Paltz di Berlino ospitavano non i banali bicchieroni di Coca-Cola ma veri e propri boccali di birra procurando, così, una geniale "doppia ebbrezza" visivo-alcolica! Già negli anni 10 i cinema degli States erano dotati di nursery dove parcheggiare i pupi e godersi un po' di sano, immaginifico svago schermico e se il newyorkese cinema Strand riceveva telefonate per conto degli spettatori, resi reperibili dalla comunicazione del numero del loro posto, il londinese Cameo faceva ancora meglio offrendo negli anni Trenta telefonate gratis ai clienti, the e cartoline cinematografiche. Insomma una vera pacchia se si pensa che oggi andare al cinema e rifornirsi di qualcosa da sgranocchiare e da bere ormai costa come andare al ristorante!

Questi servizi magari vi sembrano un pò surreali ma allora che ne pensate del Capitol che, nella Grande Mela degli anni Venti, forniva agli spettatori un servizio di pedicure? Meglio non indagare se avveniva durante la proiezione! La nota scocciatura di trovare posti a sedere liberi, venne soppressa temporaneamente dal cinema Roxy con un tabellone occupato da file di dischi che s'illuminavano quando la poltrona corrispondente si liberava, mentre la Warner Bros. si prodigò per venire incontro all'handicap della cecità, dotando 3 suoi cinema newyorkesi di 50 posti con cuffie che trasmettevano un commento particolarmente esaustivo del film proiettato. 40/50 film ad un festival internazionale come Cannes, Venezia o Berlino sono normale amministrazione ma anche il festivaliero più accanito si troverebbe impotente di fronte alla più lunga proiezione ininterrotta di film: quella avvenuta non a Hollywood bensì a Montreal dalla mezzanotte dell'11 giugno 1992 all'alba del 22 giugno, per un totale di 250 ore e 136 film in occasione del 100° anniversario del festival cittadino e si dovrebbe pure inchinare, prostrare come misero "principiante della visione" davanti alla studentessa 21enne Laura Denison, l'unica sopravvissuta a tutte le visioni, che meritò ampiamente d'intascare il premio in palio di 2500 dollari! Se per (quasi) tutti andare al cinema è solo piacere e per i critici è strano miscuglio di piacere e dovere, esistette (strano ma vero) anche una terza categoria, quella per il quale fu solo un dovere (anche se per un'ottima ragione): nel 1960 il governo della Germania Ovest ordinò a tutti gli studenti maggiori di 11 anni di assistere al film svedese Il dittatore folle di Erwin Leiser, che documentava gli inenarrabili orrori e atrocità compiuti dai nazisti prima e durante la seconda guerra mondiale. Il record di permanenza nella sale di un singolo film è tuttora detenuto dal blockbuster soft-core Emmanuelle che rimase 10 anni e 8 mesi nel cartellone del parigino Paramount City e fu visto in questo cinema da ben 3.268.874 spettatori. Al polo opposto The super fight, lungometraggio staunitense del '70 sul pugilato, detiene il poco invidiabile guinness di essere stato proiettato solo il 20 gennaio di quell'anno, in base ad accordi col distributore che proiettò, ritirò e incenerì tutte le copie il giorno dopo?!

Lentielectroplasticromomimocoliserpentographe. No, non ci è caduta la mano a caso sulla tastiera e abbiamo dimenticato di cancellare, abbiamo semplicemente scritto il nome più lungo mai attribuito ad un cinema, quello itinerante dell'impresario spagnolo José Fessi Fernandez, mentre K è quello più breve, posseduto da un cinema aperto attivo nel '25 a Mattoon, Illinois. A New York nel 1913 c'era veramente l'imbarazzo della scelta: 986 cinema a disposizione. Un record imbattuto. E se la multisala sembra un'invenzione piuttosto recente la prima, Regal Twins, fu costruita invece già nel 1930 a Manchester. Più prevedibile, invece, intuire che il più settentrionale e il più meridionale dei cinema si trovino, rispettivamente, a Capo Nord e nella Terra del Fuoco. Se poi si vuole accennare a testimonianze di esclusività e consacrazione in sala quali migliori esempi del Cristal Hall di New York che per 9 anni (dal '14 al '23) programmò solo film di Chaplin o del Camera di Berlino e del Kolosseum Kino di Vienna che programmano solo film del ciclo di James Bond! E a proposito di sale non standard, il primo drive-in (che raggiunsero il boom, paradossalmente, con l'avvento della tv negli anni 50) fu il Camdem Automobile Thether aperto nel '33 nel New Jersey e il primo film proiettatovi Wife beware con Adolphe Menjou, mentre se foste saliti nel'aprile del '25 su un volo di linea della Imperial Airways avreste assistito al primo film mostrato su un aereo, Mondo perduto (tratto dall'omonimo romanzo di sir Arthur Conan Doyle). Imbarcandosi sul piroscafo italiano Patra avreste potuto avere accesso, invece, al primo cinema installato su un transatlantico, in acqua dal '14 e non poteva essere che la linea Transiberiana quella col primo treno dotato di saletta-cinema, predisposta l'anno prima dell'imbarcazione italica. E' proprio vero che il cinema può stare in ogni luogo... a partire dalla nostra mente.

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