Cannes 57 - Guerra (di immagini) fantasma

Cinema per ricordare le atrocità della guerra e cinema per fuoriuscire dal mondo in guerra. Prende il via il festival più atteso e famoso del mondo che ha rischiato di incepparsi per le proteste dei lavoratori dello spettacolo, tra i nomi spiccano Jean-Luc Godard, Michael Moore e Pedro Almodovar; ma anche tanta, tanta Asia

Guerra dentro e fuori dai cinemi per l'edizione numero 57 del Festival con la F maiuscola, quello che aspira a disegnare traiettorie tra lo schermo e il mondo, a dirci dove siamo e, forse, dove andiamo noi e il cinema, noi al cinema.

La guerra si annuncia in numerose pellicole da Fahrenheit 911 di Michael Moore, che torna a sondare l'America in armi dopo il passaggio epocale dell'11/9/01, a Life is a Miracle del redivivo Emir Kusturica, che ambienta nella Bosnia del 1992 la storia di una famiglia convinta di andare verso un futuro luminoso che invece si ritrova immersa nella lotta fratricida. Ai due autori radical in concorso fanno eco le voci solitarie di Jean Luc Godard che porta Dante a Sarajevo nel suo Notre Musique presentato fuori concorso e diviso in Inferno (immagini di battaglie, elicotteri, tanks, devastazione), Purgatorio (Sarajevo oggi), Paradiso (armonie utopiche di futuro "incarnate" in una donna), e la coppia Ricci Lucchi - Gianikian presente alla Quinzaine con Oh Uomo, che chiude la trilogia sulla Prima Guerra Mondiale con immagini di repertorio accompagnate dalla voce di Giovanna Marini. Ma si annuncia battaglia anche fuori dalle sale con i lavoratori dello spettacolo che protestano contro i tagli (30%) previsti da governo e industriali; la CGT annuncia manifestazioni che metteranno i bastoni tra le ruote alla macchina spettacolare e ha già ottenuto la mobilitazione di registi come Loach e Godard che hanno promesso fondi e Tavernier che ha abbracciato la causa e scenderà in strada per sensibilizzare il pubblico.

Tornando al cartellone, questa che dovrebbe essere un'annata grassa dopo la mediocrità dello scorso anno si presenta già snellita nel numero di film in concorso, 18 (due in meno dell'edizione precedente), che saranno sottoposti alla giuria guidata da Tarantino e che annovera tra le sue fila il maestro Tsui Hark. Meno nomi francesi con Agnès Joui e il suo Look at me accompagnati da due autori off come Toni Gatlif, che in Exils narra la storia di due giovani che ripercorrono a ritroso il cammino fatto anni fa dai loro genitori e cercano di arrivare in Algeria, e Olivier Assayas mente critica e apolide del cinema contemporaneo, snobbato solitamente dalla distribuzione italiana, che a Cannes 57 presenta Clean.

Tra le pellicole americane, oltre al già citato Moore, troviamo Walter Salles con The Motorcycle Diaries e l'immancabile chimica dei Coen, che dopo il film veneziano arrivano in Francia con The Ladykillers in cui Tom Hanks è un eccentrico professore di un college del sud; sempre in concorso c'è anche il secondo capitolo di Shrek.

Per il resto tanta Asia con l'atteso 2046 di Wong Kar-Way e il cartone Ghost in the Shell 2: Innocence del grande Oshii Mamoru, autore con la sua troupe della parte anime di Kill Bill vol.1 in prima fila e l'Argentina di Lucrecia Martel, già autrice de La Cienàga, con il suo ultimo film The Holy Girl. Per l'Italia ci sarà il solo Paolo Sorrentino con Le Conseguenze dell'amore interpretato da Toni Servillo mentre Non ti muovere di Castellitto è in lizza nell'altro concorso, Un Certain Regard. Qui spiccano i nomi di Kiarostami che presenta una sorta di making of del suo precedente Ten, 10 on Ten, secondo film in programma dell'autore iraniano che ha anche Five fuori concorso e di Youssef Chahine che in Alexandrie... New York Egypt ripercorre 50 anni del suo cinema e della sua vita.

In questo pullulare di nomi, attese, belle e grandi speranze, tralasciando la ormai nota apertura affidata a Pedro Almodovar che torna a parlare della Spagna franchista, segnaliamo il film che Asia Argento ha realizzato negli USA e che sarà presentato alla Quinzaine come L'Odore del sangue di Mario Martone. The Heart is Deceitful Above All Things questo il titolo del secondo film dell'attrice e già regista di Scarlet Diva, che in quest'occasione ha disegnato un cast folle con Ornella Muti accanto a Marilyn Manson, Peter Fonda e Winona Rider, che già da solo basta ad incuriosire su un festival che non manca di presentare in anteprima Troy, a sottolineare un ventaglio molto ampio di scelte e sguardi diversi. Staremo a vedere.

 

 

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