CANNES 57 - La storia delle culture attraverso il vino e le metamorfosi/ oscillazioni del cinema coreano

Presentati in concorso l'informe documentario "Mondovino" di Jacques Nossiter e il riuscito e coraggioso "Old Boy" di Park Chan-Wook. Freddo, ma essenziale "A tout de suite", uno dei film migliori di Jacquot proiettato in "Un certain regard"

Mentre le sezioni del concorso e di « Un certain regard » hanno aperto ufficialmente i battenti, sono partiti dalla giornata di giovedì anche la "Semaine de la Critique" e la "Quinzaine des réalisateurs". Il festival così, compresa la presenza del mercato, appare ora in piena marcia. Il numero delle presenze sulla Croisette appare aumentato rispetto le edizioni precedenti, così come i controlli prima di entrare in sala. Veri e propri disordini non sono scoppiati, anche se da quest'anno la polizia è anche dentro il Palais. Per la giornata di oggi, c'è attesa per la presentazione di due film italiani già presenti in sala: Non ti muovere (Un certain regard) di Sergio Castellitto e L'odore del sangue (Quinzaine) di Mario Martone. Il vero evento però appare quello rappresentato dal secondo lungometraggio realizzato da Asia Argento, anche questo presente alla Quinzaine, dal titolo The Heart Is Deceitful...Above All Things. Sempre oggi è anche prevista la presenza di Nanni Moretti per ritirare un premio che si chiama la "Carrosse d'or".

Dando uno sguardo invece dentro le competizioni, in concorso è stato proiettato Mondovino di Jonathan Nossiter, documentario sul vino, eletto a simbolo della civiltà occidentale. La macchina da presa di Nossiter entra nelle vigne, inquadra possidenti di diversi continenti, dai potenti californiani, alla rivalità tra due famiglie di aristocratici fiorentini, ai conflitti generazionali di una famiglia della Borgogna. Tutto sempre eseguito con una monotona meccanicità, dove la parola nel documentario non diventa forza interattiva, ma resta soltanto intrappolata tra gli interlocutori. Lo spettatore sembra essere tenuto fuori da questi dialoghi. Il problema è che ciò accade per oltre due ore e mezzo. Sempre nella competizione ufficiale, appare un'opera pienamente riuscita e coraggiosa Old Boy di Park Chan-Wook che conferma la vitalità del cinema coreano. Protagonista un uomo, imprigionato nel 1988 da deegli sconosciuti e tenuto prigioniero dentro una stanza per oltre 15 anni. Scopre nel fratempo che sua moglie è stata assassinata e che lui è il sospettato numero 1. Una volta uscito decide di vendicarsi. Dall'autore di Sympathy For Mr. Vengeance, un'autentica opera sulla mutazione del corpo, ma anche un lavoro considerevole sul tempo, dove i bagliori si contrappongono a violente oscurità, dove la memoria viene recuperata e nuovamente dispersa in flasback, proiezioni soggettive, fotografie, e figure del presente.

Per "Un certain regard" Benoit Jacquot, cineasta francese poco conosciuto in Italia (autore, tra gli altri, di una versione della Tosca, Sade, Le septième ciel), ha presentato A tout de suite, film in bianco e nero ambientato intorno alla metà degli anni Settanta che vede protagonista una ragazza di una famiglia borghese che si lega con un rapinatore di origini marocchine e decide di fuggire cobn lui. Se la parte ambientata in Francia appare contraddistinta da quel freddo didascalismo proprio dell'opera di Jacquot, dal momento del viaggio il film si libera improvvisamente soprattutto nei percorsi stazionari tra la Spagna, il Marocco e la Grecia e dove il cineasta francese si mantiene a una distanza - anche con un uso della voce fuori-campo dal suono oggettovo - che genera uno stato di nervosa tensione.

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