CANNES 57 - "Mean Creek" di Jacob Aaron Estes (Quinzaine des Réalisateurs)

Piccola grande storia di adolescenti che ha un grande protagonista nel giovane Rory Culkin, con l'esordiente regista americano, anche sceneggiatore, che mostra di essere pronto per l'industria di Hollywood.

Un gruppo di adolescenti di provincia nel verde stato dell'Oregon si ritrova a vivere una gita fuori porta che cambierà per sempre la loro vita. Questo il soggetto da cui è partito l'esordiente americano Estes, diplomato all'American Film Institute, che con la sceneggiatura di questo Mean Creek, accolto molto bene al Sundance Festival di quest'anno, aveva già vinto il premio Nicholl Fellowship. E anche alla prestigiosa Quinzaine di Cannes il pubblico ha applaudito a lungo il film diviso in modo ferreo secondo le regole di sceneggiatura insegnate oltreoceano, che ha il suo tyser nella lotta tra il piccolo e biondo Sam (Rory Culkin il bambino di Signs di Shymalan) e il suo amico obeso e maniaco della telecamera George. In seguito all'episodio Sam organizza con l'aiuto del fratello maggiore Rocky e l'amico di quest'ultimo Martini Blank una giornata nel magnifico paesaggio limitrofo con la falsa scusa del suo compleanno che in realtà dovrebbe punire l'offesa ricevuta.

Il passaggio tra la prima parte leggera, condita con birra e spinelli, discorsi e scherzi da caserma, a cui Estes aggiunge il sub-plot della fanciullesca love story tra Sam e la bionda e pura Millie, e una seconda tragica che si incupisce col calare del sole passa attraverso il sempreterno gioco della verità che smaschera tutto il disagio che l'America di tv e cyclette, villette a scheira e pistole si porta dentro.

Estes non va oltre l'ottimo apprendimento scolastico, segue le regole ma gestisce tempi e dialoghi con naturalezza; attraverso la gita in barca lungo il fiume in cui cadrà George lascia che il paesaggio faccia la sua parte ma non lo sfrutta in forme comunicative, anche perchè Mean Creek ha il suo punto di forza nei giovani protagonisti. Culkin, nato nel 1989, è straordinario riesce a trasmettere simpatia e dolcezza in momenti molto diversi e non a caso sono in post-produzione in questo in questo momento ben quattro film di cui uno lo vede accanto ad Edward Norton; gli altri non sono da meno anche perchè la loro natura è in corrispondenza diretta con la loro immagine. Un esordio promettente che scorre via come una canzone pop, lasciando che il pubblico si diverta e commuova.

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