CANNES 57 - "Proietto me stesso nei cani...perché vorrei essere un cane" - Incontro con Mamoru Oshii
La migliore conferenza stampa di questo Cannes 57! L'autore di "Avalon" e "Ghost in the Shell" parla di cinema e della sua visione filosofica del mondo, confermando la complessità della sua opera e una profondità di veduta estranea alla maggior parte dei film "reali".

La conferenza stampa di Mamoru Oshii è poco affollata, e molti dei presenti sono orientali, a conferma che l'arrivo già tardo dei cartoon nei concorsi principali "nostrani" non è stato ancora digerito da una stampa/critica ancora al comipitino, al riconoscibile. Peccato, perché l'autore giapponese ha parlato con sincerità andando a fondo sul suo cinema e confermandosi un punto fermo del panorama internazionale. A nove anni di distanza da Ghost in the Shell, Mamoru è tornato sui temi del rapporto uomo-macchina con il sequel Ghost in the Shell 2: Innocence, si presenta ai giornalisti con la solita profonda educazione giapponese, capelli nero e argento (è nato nel 1951) e giacca chiara, accompagnato dal produttore Mitsuhisa Ishikawa e dal bizzarro musicista biondo platino e occhiali da sole blu Kenji Kawai.
Nonostante le domande necessitassero di una doppia traduzione inglese(francese)/giapponese-giapponese/francese(inglese) la durata dell'incontro ha sforato di ben 15 minuti, cosa mai vista nei tempi serrati di Cannes, e le risposte del creatore di Avalon sono lunghe e dettagliate, cita Godard, i suoi studi filosofici e la sua visione/passione per il cane, specie in cui si riconosce nei film e a cui tende come "essere umano". Aggiungendo alla fine una postilla per il pubblico...
Innocence è il seguito, dopo nove anni, del precedente Ghost in the Shell, ma può essere visto anche separatamente: come si è sviluppato l'intero progetto?
Una decina di anni fa il produttore Mitsuhisa Ishikawa mi chiamò chiedendomi se avevo un progetto da proporgli, ci ho pensato e dopo due settimane ho deciso che volevo fare un'opera in cui proiettare la mia visione filosofica, politica e tecnologica del mondo. Riflettendo su quale sarebbe stata la forma migliore in cui concretizzare le mie idee trovai che il cartone animato era quella che mi permetteva maggiore libertà e così nacque Ghost in the Shell. Portare il mio soggetto nell'animazione ha rappresentato per me una sfida: riuscire a fare un film che potesse piacere al pubblico soddisfando contemporaneamente le mie esigenze, ma non mi era possibile dire tutto in un film solo così ho creato un seguito, frutto dell'evoluzione della mia tecnica di animazione che ho sviluppato in questi anni.

In questo festival abbiamo visto in concorso anche Shrek 2, quali sono per lei le differenze tra la tecnica di animazione americana e quella giapponese a cui evidente fa riferimento?
L'animazione americana che ho visto in Shrek e Toy Story è diretta verso il 3D, si basa sempre più sull'uso del computer mentre in Giappone resiste la tecnica tradizionale del "frame by frame", che si concentra sui dettagli e l'espressività dei volti. Da noi l'artista ha ancora una funzione importante perchè si parte dal foglio bianco e dalla matita, poi si passa al computer. Onestamente a me non interessa assolutamente la strada evolutiva intrapresa negli USA.
Innocence sembra meno politico e più concentrato sulla tecnica rispetto al primo Ghost...
Rispetto alla lavorazione di Ghost in the Shell ho avuto a disposizione un tempo quattro volte superiore e un budget di tre. Innocence è costato 2miliardi di Yen (18milioni di $) una grande produzione per gli standard giapponesi e ho deciso di sfruttare le ricchezze a disposizione per approfondire il discorso tecnico e curare le immagini in ogni dettaglio, dalle espressioni dei volti agli sfondi. Ho usato la tecnica e non il racconto per esprimere in profondità il mio pensiero, la storia è composta da pochi momenti, la profondità e nelle singole immagini..
Il film non esprime una visione del mondo centrata sugli esseri umani, ma una situazione in cui uomini, animali e robots sono uguali e devono trovare una via per coesistere.
Come mai il film è zeppo di citazioni, sia visive che nel testo?
Le immagini contengono una miriade di informazioni, l'animazione riesce a contenerne una quantità impossibile fino a qualche tempo fa, ma questo può essere arricchito con citazioni, forma che io adoro. Il testo è una componente importantissima del cinema, animato e reale, e va legato all'immagine, che ne resta la base assoluta pur essendo importanti i dialoghi e tutto il resto. Ho imparato questo da Godard insieme al fatto che ogni film deve essere sempre novità e non ripetizione di schemi.
Nei suoi film ricorrono spesso i cani anche in ruoli importanti: cosa rappresentano per lei?
Per me l'essere umano si caratterizza dalla volontà di volersi liberare dal vuoto che è il prorpio corpo, infatti credono e si identificano in esseri divini. Io attraverso i cani proietto me stesso mostrando che il mio corpo non è qui ma in quell'animale come altri si identificano nelle nuvole o in qualcos'altro.
I cani rappresentano per me una situazione contemporanea ben precisa, la volontà di addomesticare il proprio corpo, quindi liberarsene, che i giovani esprimono con piercing e tatuaggi, spesso senza interrogarsi. Io invece vorrei essere un cane, perchè mi sembra che è l'animale che prova di più a liberarsi della materia corporea, e non trovo più liberazione che quando gioco con i miei cani.

E' molto difficile penetrare nella sua visione filosofica attraverso il film, che è molto criptico. Cosa l'ha spinta a scegliere questo titolo?
Innanzitutto bisogna accettare che ciò che vediamo non è reale, in questo modo ci avvantaggiamo nel percorso verso la verità. Ho scelto innocence come titolo perché lo lego alle mie letture di molti filosofi, che ho studiato anche all'università, da cui ho capito che l'innocenza e il pensiero costituiscono la strada per farmi trovare me stesso.
Pensa che il cinema d'animazione possa prendere in futuro il posto del cinema fatto con attori reali?
Tra animazione e cinema "vivo" c'è una differenza che non può cambiare. Nel cinema piazzi la mdp ed hai davanti tutto l'universo, nell'animazione hai il foglio bianco e devi inventare tu tutto l'universo. Penso che abbiamo bisogno di entrambi perchè ci danno cose diverse, quindi continueranno ad esistere tutti e due.
Hai in progetto un Ghost in the Shell 3?
Per ora non ho nessun progetto, ho lavorato molto ultimamente e voglio prendermi un lungo periodo di vacanza per stare con mia moglie e i miei cani. Comincerò a pensare ad un nuovo progetto l'estate del prossimo anno.
La conferenza stampa termina ma Mamoru chiede di poter aggiungere un piccolo consiglio per gli spettatori...
Non perdete qualcosa per leggere i sottotitoli o ascoltare i dialoghi, nei miei film ciò che conta sono le immagini, in ognuna c'è una parte di vita.
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