TELEFILM - Autopsia di un successo

Dopo sei stagioni, due spin-off e imitazioni come se piovesse per C.S.I. è tempo di un primo bilancio: cosa si nasconde dietro il successo della serie? Un'anticipazione dal numero di aprile di Telefilmmagazine.

di Chiara Poli

 

6 ottobre 2000: il network CBS trasmette l'episodio pilota di una nuova serie, incentrata sulla polizia scientifica di Las Vegas.

Dietro le quinte dello show c'è Anthony E. Zuiker, che fino a poco prima guadagnava 8.50$ l'ora per guidare il tram-navetta dell'Hotel Mirage di Las Vegas e per occuparsi, in qualità di fattorino, dei bagagli dei clienti. Zuiker è finalmente riuscito ad ottenere una risposta positiva dal network della CBS riguardo un'idea scaturita dalla serie di documentari The New Detectives su Discovery Channel. Nato e cresciuto a Las Vegas, Zuiker seguì infatti diversi episodi dello show perché la moglie ne era un'appassionata ammiratrice. Ben presto anche Anthony si lasciò coinvolgere dall'avventuroso racconto dei metodi di indagine applicati dagli investigatori e dai tecnici forensi. «Così ho alzato il telefono, ho chiamato la scientifica di Las Vegas e ho chiesto al responsabile se potevo... fare un salto da quelle parti e seguire il lavoro dei suoi uomini per qualche giorno. Appena arrivato, nel giro di un solo giorno mi sono trovato davanti un omicidio plurimo, un sospetto che si nascondeva sotto un letto e un incendio doloso. E ho capito di aver avuto un'idea che non si sarebbe mai esaurita»

Dopo la messa in onda del pilot bastarono poche settimane perché si scatenasse la "C.S.I. mania" e perché il nuova serie scalasse in un batter d'occhio le vette della classifica degli ascolti americani. E proprio da quando C.S.I. ha toccato le vette dei Nielsen Ratings (l'Auditel americano), i critici televisivi hanno scritto fiumi di parole per cercare di ricostruire le ragioni di un così grande successo. Psicologi e sociologi hanno puntato il dito contro "il morboso gusto del macabro", che ci spingerebbe a soddisfare la curiosità e a lasciarci attrarre dal lato oscuro della nostra natura. Ma la componente voyeuristica che molti hanno rimproverato a C.S.I. in realtà è costruita su una pura illusione: l'illusione di prendere parte alle indagini, di comprendere i meccanismi che regolano le forze dell'ordine e di partecipare all'avventurosa vita di poliziotti e detective.

 

Il "trucco" della scienza

L'aspetto scientifico, in C.S.I., deve necessariamente lasciare spazio alle esigenze narrative: le conclusioni sono dunque spesso affrettate, molti passaggi obbligati vengono saltati in laboratorio e spesso gli stessi protagonisti commettono errori fatali (dimenticandosi, per esempio, di indossare i guanti prima di toccare un oggetto sulla scena del crimine). Ma tutte le "licenze poetiche" che la serie si prende vengono perdonate grazie alla forza dei personaggi, allo stile accattivante, alla fotografia realistica e all'ambientazione che meglio si presta agli ingredienti della formula: Las Vegas.

La "città delle luci" è da sempre uno dei luoghi più affascinanti e misteriosi, in parte grazie alla convinzione che a Las Vegas non esistano regole e tutto sia concesso. In parte a causa dell'idea che è impossibile trovare una città più divertente per una vacanza "diversa" dal solito. E infine perché Las Vegas, immersa nel deserto del Nevada, offre una vasta gamma di ambientazioni diverse: dalle montagne ai laghi, dal casinò del gioco d'azzardo ai night club in cui splendide donne eseguono sinuosi striptease, dalle principesche ville dei benestanti allo squallore della periferia.

Gli agenti della scientifica non hanno però una vita privata: chi più, chi meno... vivono di lavoro. Fanno esperimenti disgustosi, sezionano cadaveri, esaminano macabri dettagli. Non fanno altro che studiare corpi esanimi. Sempre. Nessuno perciò avrebbe scommesso che la gente sarebbe rimasta incollata al piccolo schermo: i personaggi non hanno "tresche" in ufficio, la raccolta delle prove prevede spesso momenti di silenzio scanditi solo da un sottofondo musicale che lo spettatore avrebbe potuto trovare noioso e poi... Non c'è sesso: se ne parla solo relativamente ai casi, e in questo senso non è certo un argomento piacevole o intrigante. Eppure i primi test col pubblico (un campione selezionato in base a sesso, età, istruzione e provenienza per verificare la reazione dello spettatore "medio") dimostrarono un esito positivo. E, cosa strana, la serie piaceva soprattutto alle donne, che notoriamente non prediligono il genere poliziesco, soprattutto quando indugia su dettagli raccapriccianti. Il mistero venne presto spiegato: gli uomini nei polizieschi apprezzano l'azione mentre le donne sono irrefrenabilmente attratte dagli enigmi. C.S.I. è come un puzzle, in cui ogni tassello è rappresentato da una prova e dalle conclusioni che gli agenti della scientifica ne traggono per avvicinarsi sempre più alla cattura del responsabile del crimine. Nel corso di ciascun episodio lo spettatore può provare a mettere insieme i pezzi del puzzle, proprio come i protagonisti.

In C.S.I. la tv si spinge spesso oltre i confini cui siamo abituati: ci sono cadaveri di neonati, bambini vittime di atroci molestie, donne  sepolte vive, corpi mutilati... Eppure tutto questo diventa sopportabile perché lo spettatore si concentra sull'aspetto scientifico, tecnico delle storie. Il pubblico pensa di guardare davvero la scena del crimine con l'occhio attento e non-emotivo dell'investigatore e si convince di poter sfruttare lo show per imparare qualcosa sulla natura umana e sugli uomini che la ricostruiscono per garantire la nostra sicurezza. Il trucco è tutto qui, in realtà: e quello che percepiamo come "effetto incidente" è già dimenticato.

 

Box

C.S.I. in televisione:

Al momento in cui leggerete queste righe gli appassionati di Grissom e soci potranno godersi due prime visioni: da un lato FoxCrime (la rete tematica satellitare incentrata sui noir, gli investigativi, i polizieschi) in  prima visione assoluta la sesta stagione mentre Italia1 lancia in prima visione in chiaro il quinto ciclo. Il tutto mentre abbiamo ancora nella memoria l'ultimo arrivato dei C.S.I., quel C.S.I. New York che al suo primo anno in Italia si è prontamente collocato al top delle preferenze dei telespettatori. E il tutto in attesa del prossimo spin-off...

 

 

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