TELEFILM - "La morale per Jack Bauer in 24 come per tutti nel mondo reale è che ogni scelta comporta un prezzo da pagare". Intervista a Kiefer Sutherland

Con la messa in onda della quarta stagione, su Fox è sempre più tempo di "24". Intervista al coraggiosissimo Jack Bauer al secolo l'attore Kiefer Sutherland, fresco vincitore del premio Emmy. Che racconta di cosa significa interpretare Jack e del film tratto dalla serie. Un'anticipazione dal numero di novembre di Telefilmagazine

Intervista di Antonio Visca

Mentre in Italia abbiamo cominciato a gustarci in anteprima gli episodi della quarta stagione, in America pubblico e critica attendono con impazienza l'esordio del sesto ciclo della serie che ha trionfato ai recenti Emmy awards portandosi a casa le statuette come miglior serie drammatica e quello come miglior attore. Un riconoscimento francamente dovuto per la serie che forse più di ogni altra ha saputo tenere insieme innovazione, sperimentazione e gusto mainstream. Almeno in America, dove 24 raccoglie una audience media di oltre 15 milioni di spettatori. Diverso è il caso italiano dove le adrenaliniche avventure di Jack Bauer e del CTU sono sempre state sacrificate sull'altare di una mai troppo chiara strategia aziendale.. In effetti la serie che ha conquistato, durante i suoi 6 anni di permanenza sui teleschermi, i premi più importanti , "generato" una serie per cellulari (mentre un film per il grande schermo è in fase di arrivo), catturato l'attenzione di scrittori ed intellettuali (Stephen King, Mario Vargas Losa) affascinati dalle storie, dal ritmo e dalla bravura degli attori, non ha forse avuto le attenzioni che avrebbe meritato, attenzioni che però adesso Fox le sta garantendo, almeno per tutti gli abbonati Sky. Ragione in più per andare ad intervistare Kiefer Sutherland, il protagonista della serie.

Come ti sei trovato a recitare nei panni dello stesso personaggio per così tanto tempo?

K.F.: Diciamo bene, anche se ormai c'è tantissima pressione su di noi. 

In che senso esattamente?

K.F.: Nel senso che anno dopo anno è cresciuto il pubblico e sono cresciute le aspettative del pubblico. È incredibile ogni volta su Internet vedere le decine e decine di fans club e scoprire tutto quello che sanno su di te e sulla serie... Ovviamente questo interesse ha un prezzo e questo prezzo lo pagano per i primi gli sceneggiatori e gli scrittori che hanno il dovere, stagione dopo stagione, di venirsene fuori con idee sempre nuove e sempre entusiasmanti. Una cosa che non è facile per nessuno. Come attori anche noi sentiamo la pressione, anche se ad un livello inferiore. Personalmente, non potendo radicalmente cambiare il personaggio, ho voluto concentrarmi su alcune minuzie di Jack perché fosse comunque chiaro a tutti il senso del cambiamento e come gli eventi e i fatti abbiano influito sul personaggio.

Il produttore esecutivo ci ha detto che la parola fine a 24 ci potrà essere solo dopo la morte di Jack Bauer. Sei d'accordo anche tu?

K.F.: Sono d'accordo nel senso che sarebbe la fine di una fase importante della serie ma non necessariamente la fine della serie. Mi spiego meglio. La star di 24, checchè se ne dica, non è Kiefer Sutherland o qualcun altro ma il format, l'idea cioè di girare gli episodi in tempo reale. L'idea che solo un attore possa girare una serie con un simile format è ridicola. Detto questo non voglio certo perdere il mio lavoro...

Cosa puoi dirci delle scelte del tuo personaggio? Pensi che la situazione politica internazionale abbia influito sui gusti e le preferenze del pubblico rendendoci tutti più compiacenti verso una figura come Jack Bauer? 

K.F.: Non scomoderei la situazione politica internazionale per spiegare il crescente successo di 24 in America come all'estero. A mio giudizio quello che piace di Jack è che non è il classico eroe senza macchia a senza paura ma è un uomo che commette degli sbagli, anche importanti. Certo, è un uomo che ha salvato la vita al Presidente, ha salvato sua figlia ma ha anche perso sua moglie. La morale per lui come per tutti nel mondo reale è che ogni scelta comporta un prezzo da pagare. Comunque ci andrei piano a tratteggiare delle analogie e delle similitudini tra quello che accade nel mondo reale e quello che accade in 24. Quest'ultimo è solo ed unicamente un prodotto di fantasia

Quanto in anticipo sapete voi attori quello che accadrà nella serie?

K.F.: Non molto di norma, sappiamo solo dove il telefilm andrà a parare a grandi linee. E anche le linee generali possono essere modificate. Normalmente ad inizio stagione, quando iniziamo a girare le puntate, facciamo un meeting con gli scrittori per capire la trama della stagione, ma non è inconsueto che a metà stagione, visto il feedback del pubblico, tutto possa cambiare.

Per finire cosa puoi dirci del film di 24? Quando incomincerete a girare?

K.F.: Intanto posso dire che si farà. Anzi in teoria avremmo dovuto incominciare a lavorare la scorsa primavera ma poi tutto è stato rimandato. L'inizio delle riprese è ora programmato per il prossimo aprile. In secondo luogo sarà diverso dal telefilm e diverso dagli altri esempi di pellicole tratte da serie tv (penso ad esempio al film di X-Files). Sarà diverso dalla serie tv perché solo in parte sarà girato in tempo reale. Inoltre se la serie è girata sempre a Los Angeles (principalmente per questioni di clima visto che in L.A. il clima è piuttosto stabile durante ogni stagione dell'anno), il film avrà diverse location. A questo proposito posso dirti che non è escluso che ci sia uno sconfinamento in Europa. Sarà diverso dagli altri spin-off di telefilm perché il film non uscirà dopo la chiusura della serie ma i due coesisteranno. A scanso di equivoci e per tranquillizzare gli appassionati di 24, il protagonista sarà sempre e solo Jack Bauer...

www.telefilmmagazine.com
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