TELEFILM - Una bionda per avvocato
Rai Due mostra di non temere nessuno sul fronte polizieschi & co e rinforza la sua offerta con le vicende di ordinaria criminalità di "Close to Home". Un telefilm nuovo di zecca dove incontreremo un'affascinante e capace avvocato e rivedremo un indimenticabile protagonista delle serie tv... Un'anticipazione dal numero di aprile di TelefilmMagazine

di Giorgio Baracco
Belle, bionde e, almeno in parte, dure come l'acciaio! Questo potrebbe essere in breve l'identikit delle protagoniste del sabato sera di Rai Due che da questo mese di aprile affianca alle indagini, spesso cupe e scabrose della detective Lilly Rush (l'attrice Kathryn Morris) di Cold Case, quelle della procuratrice Annabelle Chase di Close to Home. Se non avete mai sentito Close to Home, non c'è da stupirsi, visto che si tratta di una primissima visione a stelle e strisce che ha fatto il suo esordio nell'ottobre 2005 sugli schermi di CBS prodotta dal grande Jerry Bruckheimer (il deus ex machina dei vari C.S.I. sul piccolo schermo e di blockbuster come Top Gun e I Pirati dei Caraibi al cinema). Ma di cosa parla Close to Home? Si tratta a tutti gli effetti di una solida serie legal dove la protagonista è, appunto, Annabelle Chase, una giovane neo mamma (l'attrice Jennifer Finnigan volto noto agli aficionados di Beautiful per aver interpretato per anni Bridget Forrester), che ai doveri professionali accompagna i doveri domestici di buona madre e buona moglie. O almeno tenta di farlo. Lo farebbe certamente meglio se non dovesse indagare, per esempio, su un duplice caso di omicidio a prima vista travisato da semplice goliardata da teenager con il consueto corollario di pasticche e droga di varia natura. Ma si sa il lavoro è lavoro e sotto l'attenta guida del procuratore capo ed accompagnata da un'ambiziosa e gelida collega, Maureen, la nostra non si tira certo indietro, lasciando alla madre di lei (una queen drama ipocondriaca per usare le parole della figlia) il compito di accompagnare il suo pargolo dal pediatra. Ma non lasciatevi ingannare. Il cuore, il focus della serie rimane il tribunale e l'ufficio del procuratore dove si studiano le migliori strategie per mettere al gabbio i criminali, dove si discutono, si sviscerano i pro e i contro delle varie opzioni e dove si passa al setaccio il materiale probatorio comunque e dovunque raccolto. Ad aggiungere poi un po' di pepe ad un plot solido ma tutt'altro che innovativo c'è anche il fatto che i crimini di cui si occupa la dolce Annabelle non sono opera di criminali efferati o rifiuti della società, ma avvengono in contesti e ad opera di soggetti apparentemente al di sopra di ogni sospetto: avvengono cioè tra le case, tra le mura della middleclass bianca e benestante, in quella suburbia che le casalinghe disperate di Wisteria Lane, nel modo che ben conosciamo, ci hanno insegnato essere un qualcosa di ben diverso da quello che sembra... Da qui il titolo della serie che nient'altro significa che "vicino a casa".

Non è finita qui...
Se a questo punto pensate di non esservi imbattuti nella serie più sorprendente ed originale degli ultimi anni, beh non avete tutti i torti. Non che sia poi tanto male, anzi tutt'altro, ma di certo in un panorama telefilmico sempre più competitivo e sempre più attento alle novità Close to Home sembra arrancare. Lo devono aver pensato gli stessi produttori della serie che, ad un certo punto, hanno deciso di dare una svolta ad una narrazione che rischiava di accartocciarsi su stessa. Una svolta che toccherà profondamente la vita di Annabelle sconvolgendo il suo tranquillo (si fa per dire..) tran tran. Una svolta di cui non vogliamo e non possiamo dirvi di più (se no ci dite che spoileriamo!), ma che segnerà un punto di non ritorno nel telefilm. E non è finita qui. Se è vero che per fare un buon telefilm è necessaria, anzi indispensabile, una buona storia è altrettanto vero che un buon interprete riesce sempre a fare la differenza e magari a trasformare ciò che è semplicemente discreto in qualcosa di decisamente buono. Certo, l'attore in questione dovrebbe essere un qualcuno con una forte personalità, qualcuno con una certa esperienza nel settore e che, vera e propria ciliegina sulla torta, possa già vantare di per sé una nutrita schiera di fan... Qualcuno come David James Elliot per esempio. Sì proprio l'ex Harmon di JAG sul finire della prima stagione entrerà nel cast di Close to Home nei panni di un ambizioso e per certi versi spregiudicato procuratore di nome James Conlon. Si tratta, notate bene, del ritorno ufficiale di Elliot alle serie tv dopo il decennale impegno presso i marines e nei pressi (come dargli torto!) della bella Mac. Un impegno che lo vedrà ancora una volta nei panni di un avvocato dunque, anche se calato in un contesto e in un ambiente lontano anni luce da JAG. A precisa domanda sul motivo per cui abbia scelto proprio Close to Home (visto che le offerte di certo non gli mancavano) per tornare alla tv, il bel James ha risposto che quello che lo ha interessato nel progetto era il ruolo ed il peso dei personaggi all'interno della storia. Una risposta che lascia supporre che puntata dopo puntata scopriremo sempre più del vissuto dei diversi protagonisti, che potrebbero non mancare le storyline orizzontali e che magari potrebbe nascere qualcosa di più di una semplice stima professionale tra James e Annabelle. Troppo banale? Chi ha detto che per fare buoni telefilm bisogna essere per forza originali?
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