TELEFILM - "Sliding" Lost
Chi ha detto che il passato non si può modificare? Quando si ha a che fare con una certa Isola, tutto è possibile. Con quest'ultima stagione J.J. Abrams ci regala un'altra straordinaria rivoluzione narrativa e Lost diventa sempre più cult! Dal numero di marzo di TelefilmMagazine
di Chiara Gera
Finalmente ci siamo: l'attesissima sesta e ultima stagione di Lost ha preso il via e ci prepariamo a dare una risposta a tutte (o quasi) le domande che da anni ci tormentano. Quello che ormai abbiamo imparato, intanto, è che con l'Isola non c'è mai un attimo di pace e che la parola “routine” è qualcosa che va assolutamente cancellata dal nostro vocabolario quando si ha a che fare con i naufraghi più famosi della tv. Quando abbiamo fatto per la prima volta la conoscenza dei passeggeri del volo Oceanic 815, del resto, mai avremmo pensato che un manipolo di superstiti su un'Isola tanto piccola, senza possibilità di contatti con il mondo esterno, potesse riservarci così tante possibilità di sviluppi narrativi. Il risultato è un vero e proprio universo, una “Lostpedìa” che ha saputo scomodare filosofia, Sacre Scritture e ogni sorta di Simbolismo per potersi arricchire, puntata dopo puntata, di tasselli sempre nuovi ed inaspettati. Come se non bastasse, i diabolici J.J. Abrams, Damon Lindelof e Carlton Cuse hanno sviluppato costantemente nuove tecniche capaci di ovviare all'inevitabile rischio di monotonia legato al racconto di avventure sempre ambientate nello stesso arco spazio-temporale: prima i flash back, dal taglio fortemente verticale e improntati ogni puntata su un personaggio diverso, poi i flash forward, che seguivano le vicende dei personaggi questa volta dalla prospettiva del futuro, presentandoci i nostri eroi alle prese con vite decisamente diverse da quelle che ci saremmo aspettati da loro.
What if...
Dopo l'esplosione della bomba però, anche il capitolo flash forward sembra destinato a concludersi, passando il testimone ad un qualcosa di ancora più inaspettato: i flash sideways, come sono stati definiti dagli stessi autori. Ecco così che, mentre sull'isola continuano le peripezie di Jack e soci, troviamo i nostri amici anche sull'ormai celeberrimo volo Sidney-Los Angeles. Una scena che abbiamo visto spesso, nel corso di queste 5 stagioni, ma questa volta succede qualcosa di sconvolgente: l'aereo non cade. Quello che si sviluppa allora è una sorta di realtà parallela alla Sliding Doors, un mondo possibile in cui i passeggeri dell'Oceanic non hanno mai messo piede sull'Isola e la loro vita ha avuto sviluppi completamente diversi da quelli che ci saremmo immaginati. Se il Jack sull'Isola è sempre più sfiduciato, ad esempio, quello all'aeroporto di Los Angeles è invece ben più sicuro di sé e dichiara con fermezza ad uno sconsolato Locke su sedia a rotelle che «Niente è irreversibile», mentre per quanto riguarda il personaggio di Ben è il suo stesso interprete, Michael Emerson, ad annunciare: «Vedrete un uomo che è solo lontanamente
riconducibile al Ben che conosciamo. Cosa sarebbe successo se Ben fosse nato e avesse vissuto in circostanze straordinarie? Come potrebbe essere?». Ma non finisce qui: Hurley, dopo aver vinto alla lotteria, è ricco e fortunatissimo, Boone è sull'aereo ma non c'è nessuna traccia di Shannon, mentre inspiegabilmente ci troviamo, almeno per un certo momento, un insospettabile Desmond... Cosa sta succedendo? Carlton Cuse ci avvisa: «Questo è il nostro modo per dirvi: Tenete gli occhi aperti per le differenze che non vi aspettereste!».. Ai microfoni di Entertainment Weekly, Damon Lindelof ha spiegato che l'idea di questa nuova forma narrativa era già in ballo da un paio di anni: la stagione dei viaggi nel tempo avrebbe portato inevitabilmente alla ricerca di un modo per cambiare gli eventi e secondo gli autori era giusto mostrarci entrambe le possibilità: da una parte la bomba ha funzionato, dall'altra no. «Mostrarvi solo una delle possibilità non sarebbe stato soddisfacente – ha aggiunto Cuse - Dall'inizio dello show i personaggi hanno cominciato a incrociarsi nelle storie degli altri. Parte del nostro scopo per la sesta stagione è farvi capire che questi personaggi avrebbero influito reciprocamente sulle vite degli altri indipendentemente dall'evento del crash sull'isola. Ovviamente, la grande domanda della stagione sarà: come si riconcilieranno queste due linee temporali?»
Caccia all'erede
Insomma, ancora una volta Lost ha saputo stupirci tirando in ballo teoremi della fisica e concetti filosofici e mettendo nuovamente in moto i nostri neuroni alla ricerca di connessione e spiegazioni plausibili. Ma quando, ahinoi, la serie finirà, ci sarà qualcuno in grado di raccogliere la pesante eredità di una serie che ha saputo, tra le altre cose, rilanciare il genere della fantascienza ed aprire le porte a tematiche che mai prima d'ora erano state trattate con così tanta attenzione? Due sembrano essere, fino a questo momento, le serie che hanno raccolto la sfida: FlashForward e Fringe. La prima dichiara apertamente la sua connessione con Lost fin dal titolo, per poi riprendere tra i suoi personaggi principali due attori amatissimi dai fan dei losties, Sonya Walger (Penny) e Dominic Monaghan (Charlie), mentre la seconda, non a caso ancora opera di J.J. Abrams, sviluppa un ricco universo di anomalie scientifiche che portano in ultima analisi a focalizzare l'attenzione su un tema che è ormai diventato di prim'ordine in Lost, quello di realtà (o dimensione, se preferite) parallela. Dimensioni destinate a non incontrarsi mai? Non resta che continuare a seguire i nostri naufraghi preferiti per scoprirlo.
A cura di www.telefilmmagazine.com
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