BERLINO 56 Al bosniaco "Grbavica" un Orso d'Oro nel segno della denuncia e della riconciliazione

Il festival s'è chiuso con un palmarès che ha premiato un cinema di stampo sociale e politico. Miglior film l'opera prima della regista bosniaca Jasmila Zbanic. Migliori registi Winterbottom e il suo assistente Whitecross per "The Road to Guantanamo". Gran Premio della Giuria ex-aequo a "Offside" di Panahi e "En soap" della danese Pernille Fisher

BERLINO - La strada è ormai tracciata e la Berlinale 56 non ha mancato di batterla: qui a Berlino il cinema deve anche parlare un linguaggio impegnato sul piano del sociale, sicché bisogna mettere da parte tutte le previsioni della vigilia che vorrebbero tradizionalmente premiati i film più forti e significativi del Concorso. Né Robert Altman, né Chabrol, né Lumet, né tanto meno outsider come il thai Ratanaruang (autore di uno dei migliori film della competizione: Invisible Waves) sono saliti sul palco a ritirare uno dei premi: l'Orso d'Oro per il miglior film è andato invece al film bosniaco Grbavica, opera prima della trentaduenne regista di Sarajevo Jasmila Zbanic, molto amata dal pubblico berlinese e tutto sommato apprezzata dalla critica internazionale. Un film tradizionalmente più forte nelle tematiche e determinante nella dimensione umana e sociale, che innovativo sul piano formale, in cui la giovane regista bosniaca racconta una storia intima e dolorosa, giocata sul rapporto tra una madre coraggio di un quartiere di Sarajevo (quello di Grbavica, appunto, che dà il titolo al film) e la sua figlia adolescente, frutto di uno stupro etnico subito dalla donna ad opera dei soldati serbi. La difficile vita quotidiana, il segreto tenuto di fronte alla figlia (che crede di essere orfana di un padre eroe di guerra), i tanti lavori per crescere una ragazza che cerca la sua identità più nel confronto con la falsa memoria del padre che nel rapporto con una madre i cui turbamenti e i cui silenzi le appaiono incomprensibili, sono gli elementi di forza di questo lavoro. Il dramma si cela nel diritto alla comprensione reciproca e il finale si spinge nel segno del coraggio e della speranza, al culmine di un'opera caratterizzata da uno stile drammatico uniforme ma anche da una discreta sensibilità nel rendere gli spazi urbani di una città evidentemente ancora in cerca di se stessa.

L'unica aspettativa della vigilia rispettata dalla giuria presieduta da Charlotte Rampling è stata quella di vedere sul palco gli inglesi Michael Winterbottom e Mat Whitecross, autori di uno dei film più direttamente politici della competizione, The Road To Guantanamo.  Ai due è infatti andato l'Orso d'Argento per la regia di questo discusso lavoro, in cui ricostruiscono la tragica prigionia nella base americana a Cuba di tre giovani londinesi di origine pakistana, ingiustamente accusati di appartenere a Al-Qaeda e liberati dopo due linghi anni. Un docudrama che ha l'unico merito di sollevare una questione vergognosa che l'attualità del dopo 11 settembre si porta dentro come una ferita, ma anche un'opera la cui dimensione politica è meramente cronachistica e indagativa, priva cioè di qualsiasi capacità di riflettere teoricamente e spiritualmente su ciò che racconta (come dimostra il pessimo finale degno di un programma della De Filippi...).

Altro film dato per favorito alla vigilia e segnalato dalla giuria è l'iraniano Offside, nuovo lavoro di Jafar Panahi, che stigmatizza la situazione femminile in Iran attraverso la vicenda di un gruppo di ragazze fernate dai militari per aver cercato di assistere, traversite da uomo, alla partita della nazionale per la qualificazione agli imminenti mondiali di calcio. Panahi ha trovato una leggerezza tra commedia e dramma sociale piuttosto inedita e gradevole, elaborando un'opera che si segnala per la fraschezza ma anche per il tema che tratta. Offside ha ricevuto il Gran Premio della Giuria (Orso d'Argento) ex-aequo con il danese En Soap di Pernille Fisher-Christensen, dramma in bilico sul rapporto tra una donna in crisi matrimoniale e il travestito della porta accanto, che elabora una struttura da soap-opera  (come suggerisce il titolo) nel descrivere l'improprio contatto umano e sentimentale tra una donna e un uomo in cerca di una identità psicologica e sociale.

Forte di ben quattro film nella competizione di quest'anno (tutti di buon livello, a onor del vero), il cinema tedesco s'è preso la sua parte di palmarès nel segno degli attori. La Giuria ha infatti assegnato gli Orsi d'Argento per le migliori interpretazioni alla brava Sandra Huller, interprete di Requiem di Hans-Christian Schmid nel ruolo della giovane epilettica morta sotto esorcismo nella più cattolica provincia tedesca (la vicenda, realmente accaduta, alla quale s'era ispirato il recente The Exorcism of Emily Rose); e a Moritz Bleibtreu, protagonista di uno dei due fratellastri di The Elementary Particles di Oskar Roehler, commedia dolceamara molto amata dal pubblico del festival e già acquistata anche per il mercato italiano. Batte bandiera tedesca anche l'Orso d'Argento per il contributo artistico, assegnato in maniera trasversale a Jurgen Vogel, interprete ma anche coautore e coproduttore del controverso Der Freie Wille di Matthias Glasner, dramma psicologico che racconta l'incontro tra uno stupratore in libertà vigilata e la figlia del suo datore di lavoro, pronta a stringere con lui una relazione al limite della follia. L'Orso d'Argento per la colonna sonora è stato assegnato all'honkonghese Peter Kam per Isabella di Pang Ho-Cheung (uno dei film meno amati del concorso), mentre il Premio Alfred Bauer riservato alla migliore promessa rivelata dalla competizione ha segnalato il deludente El Custodio, opera prima dell'argentino Rodrigo Moreno.

Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

"Future? Next Exit" alla Scuola Sentieri Selvaggi
venerdì 25 maggio, per scoprire quale cinema sia possibile oggi
Isabelle Huppert nel remake di Suspiria
Diretta da David Gordon Green
Duncan Jones racconta la vita di Ian Fleming
Un biopic sul creatore di James Bond
CANNES 65 - Rupert Everett presidente del Queer Palm?
Possibile successione l'anno prossimo in giuria
Nuovo thriller per Atom Egoyan
Colin Firth e R. Witherspoon nel cast
"La bellezza" di Sorrentino
Annunciato il nuovo film, Servillo protagonista
La Sacher su Twitter
Aperto un canale su progetti e notizie
Le vie del cinema da Cannes a Roma
Dall'8 al 14 giugno nei cinema Eden, Adriano e Giulio Cesare
Addio a Robin Gibb
Se ne va un altro pezzo dei Bee Gees
Concorso Uno spot per Sentieri Selvaggi
per tutti gli ex allievi della scuola di cinema
L'appello di Friuli Film Commission
"Lo scopo, malcelato, è quello di non finanziare il film di Marco Bellocchio"
CANNES 65 - Haneke è in testa
Amour, del regista austriaco, ad oggi, è il film più meritevole secondo la critica
CANNES 65 - Diversi fischi per Kiarostami
Il suo Like Someone In Love in concorso
Il Friuli Venezia Giulia blocca il Fondo Cinema
A rischio il film di Bellocchio
Blanchett e Wasikowska regine del noir
Le attrici in Carol da Highsmith
Centenario nascita Gene Kelly, omaggio Academy
Doppio evento per celebrare l'artista
CANNES 65 - Ufficiale il remake di Suspiria
In estate partono le riprese con la regia di David Gordon Green
CANNES 65 - Tsai Ming-Liang e João Pedro Rodrigues chiudono la Semaine
Con i corti Walker e Manhã de Santo António. VIDEO
CANNES 65 - Tutto esaurito alla Lumiere
Sembrano esserci molte piu' presenze quest'anno
CANNES 65 - Il Cinema Italiano contro l'orrore di Brindisi
Bertolucci, Argento, Barbera, Müller, Comencini e altri firmano una lettera comune
CANNES 65 - Trintignant e il metodo Haneke
Mancava sul grande schermo da 14 anni
CANNES 65 - Master Class dei Cronenberg
Padre e figlio terranno un incontro al festival aperto al pubblico
CANNES 65 - Ripetuti applausi per "Amour" alla Lumiere
Alla proiezione stampa di questa mattina
CANNES 65 - Sean Penn raccoglie 1,3 milioni
Per la causa di Haiti, risposta positiva dei benefattori
CANNES 65 - Falsa partenza di Dracula 3D
Il film evento di Dario Argento, è stato bloccato dopo qualche minuto per problemi tecnici