CANNES 65 - Quinzaine: L'ultimo Raúl Ruíz, Michel Gondry nel Bronx, talenti latinoamericani
Uno sguardo ai film della 44° Quinzaine des Réalisateurs a Cannes 65: The We and the I di Michel Gondry in apertura, l'ultimo film di Raúl Ruíz, No di Pablo Larraín, forte presenza di film francesi e latinoamericani, più Dangerous Liasons, diretto dal coreano Hur Jin-ho

The We and the I di Michel Gondry è il film di apertura della 44° Quinzaine des Réalisateurs a Cannes 65.
Un film-workshop definito dal regista francese "uno studio sulle dinamiche del gruppo e su come incidono sul singolo", girato tra gli studenti delle scuole superiori del South Bronx, che hanno partecipato attivamente al progetto, collaborando anche alla sceneggiatura.
The We and the I è l'unico film americano presente in selezione insieme al documentario Room 237 di Rodney Ascher (già presentato al Sundance, raccoglie le tante teorie sorte in questi anni sui significati nascosti di uno dei capolavori kubrickiani, Shining).
Una scelta che il direttore artistico Edouard Waintrop spiega così (video): "Non è stata premeditata: il fatto è che molti film provenienti dagli Stati Uniti erano già nella selezione ufficiale" così come la forte presenza cilena "in parte è casuale, anche se quest'anno, in tutte le sezioni, le pellicole latinoamericane si sono imposte a causa della notevole esplosione di talenti da questi paesi".
"Dall'Argentina al Messico, il cinema latino-americano è fondamentale" ha aggiunto Thierry Frémaux.
Sono rappresentati infatti l'Uruguay, con 3 di Pablo Stoll Ward, "commedia su tre persone condannate allo stesso assurdo destino: essere una famiglia" (trailer), l'Argentina, con Infancia clandestina di Benjamin Ávila, ispirato a fatti reali e ambientato nel 1979, con protagonista un ragazzino dodicenne costretto a vivere da clandestino, con un nome diverso dal suo. Fino all'incontro con una ragazza (trailer).
A rappresentare la Colombia, La Sirga, di William Vega (trailer) storia dell'incontro tra una donna in fuga dalla guerra e il suo unico parente, anziano, asociale e solitario, sulla catena montuosa delle Ande; primo lungometraggio, in coproduzione con Francia e Messico, del regista già autore di Simiente, cortometraggio che è a tutti gli effetti parte del processo di realizzazione del film.
Per il Messico (in coproduzione con il Canada) Yulene Olaizola, già promettente regista del duro Paraísos artificiales, presenta Fogo, storia di una piccola comunità che lotta per sopravvivere, un progetto girato con attori non professionisti e legato alla residenza artistica offerta alla Olaizola presso la Fogo Island Arts Corporation. Splendide le prime immagini.
Una segnalazione speciale merita La noche de enfrente, ultimo film di un maestro recentemente scomparso, Raúl Ruíz, basato su tre racconti di Hernán del Solar e primo film interamente finanziato in Cile dai tempi di Palomita Blanca (1973).
Interpretato da Sergio Hernández, Christian Vadim (figlio di Catherine Deneuve) e Valentina Vargas, è il sogno-incubo di un anziano pensionato sulla soglia della morte, che cammina in una città onirica, rivivendo le scene della sua infanzia, a volte reali, a volte immaginate.
"Questo film è la quintessenza del cinema di Ruíz, il meglio del suo stile, con il rapporto tra la sua vita in Francia e la sua infanzia in Cile" ha detto Waintrop.
"Un film bello, tenero, malinconico. Credo che Ruíz fosse molto consapevole del suo stato al momento di girare". La noche de enfrente ha rappresentato anche una nuova sfida per il grande regista: l'uso del croma key, per inserire i personaggi in alcune scene di esterno girate ad Antofagasta, sull'oceano.
Dal Cile viene anche No, il nuovo film del bravo regista Pablo Larraín, con Gael García Bernal.
Ispirato a fatti realmente accaduti, come i precedenti Tony Manero e Post Mortem, scritto da Pedro Peirano (La nana) a partire da una pièce inedita di Antonio Skármeta (Il postino) No si svolge alle soglie del referendum del 1988, che segnò la fine della dittatura Pinochet. Bernal interpreta un pubblicitario che cambierà il corso della storia, l'uomo che trovò la formula giusta per combattere la propaganda politica del dittatore.
In Sueño y silencio lo spagnolo Jaime Rosales racconta "una storia di emozioni e spiritualità" partendo da un incidente d'auto che distrugge la vacanza di una famiglia, uccidendo la figlia e lasciando il padre in coma. Interpreti, Maria de Medeiros e Sergi López.
Quanto al britannico Ben Wheatley, conosciuto per Down Terrace e Kill List, definisce così la sua black comedy Sightseers: "una commedia divertente, più di Down Terrace, ma sempre un film carico di morte".
Sono numerosi i francesi, segnati dal filo rosso dI un tema interessante: il rapporto tra passato, presente e futuro, la possibilità di avere una seconda occasione.
Camille redouble (video dal set) diretto da Noémie Lvovsky, storia di una donna che ripercorre la sua esistenza, con Denis Podalydès, Mathieu Amalric, Yolande Moreau e Jean-Pierre Léaud tra gli altri, è il film di chiusura; in Adieu Berthe - l’enterrement de mémé, il regista/attore Bruno Podalydès dirige se stesso nei panni di un uomo di mezza età in conflitto tra il mestiere di farmacista e la passione per la magia e incastrato tra le pretese della moglie e dell'amante (la Valérie Lemercier di Vendredi Soir); Alyah di Elie Wajeman, interpretato da Pio Marmai, Cédric Kahn e Adèle Haenel, racconta di uno spacciatore ventisettenne parigino che cerca di cambiare vita e ricominciare da zero a Tel Aviv.
Rengaine, con Slimane Dazi (Un Prophète), diretto da Rachid Djaidani, si concentra su una comunità di donne franco-arabe, il franco-svizzero Opération Libertad (trailer) di Nicolas Wadimoff si sofferma su un gruppo di rivoluzionari della Ginevra degli anni '70 e il lungometraggio Ernest et Célestine di Stéphane Aubier, Vincent Patar e Benjamin Renner rappresenta
l'animazione.
Tra gli orientali della Quinzaine, un nuovo adattamento del classico di Pierre Choderlos de Laclos: Dangerous Liasons, diretto dal coreano Hur Jin-ho, già regista di April Snow e Five Senses of Eros, produzione cinese ambientata a Shangai e interpretata da Zhang Ziyi, Jang Dong-gun, Cecilia Cheung. Il film era in preparazione da diversi anni, ma si è interrotto per il tragico suicidio dell'attore hongkonghese Leslie Cheung, inizialmente tra i protagonisti.
Il sudocoreano Yeun Sang-Ho presenta un interessante film d'animazione che affronta il tema del bullismo, Dae gi eui wang (The King of Pigs, trailer) già presentato al Busan International Film Festival nel 2011, mentre Il regista indiano Anurag Kashyap narra una storia di criminalità, Gangs of Wasseypur.
El Taaib (Repenti) di Merzak Allouache esplora la società algerina, mentre Une famille respectable di Massoud Bakhshi è un dramma familiare ambientato nel cuore dell'Iran dopo la rivoluzione, all'inizio della guerra tra Iran e Iraq, attraverso lo sguardo del protagonista, partito per la Francia per studiare.
Tra i cortometraggi, infine, segnaliamo Os mortos-vivos della brasiliana Anita Rocha da Silveira, Wrong Cops di Quentin Dupieux (Rubber, Wrong) 13 minuti con Marilyn Manson tra gli interpreti, e Os Vivos Também Choram (Anche gli esseri viventi piangono) coproduzione tra Svizzera e Portogallo, diretto da Basil da Cunha (già nella Quinzaine dello scorso anno con Nuvem). Protagonista, uno scaricatore del porto di Lisbona sogna una vita diversa.
Tutte le foto dei film della Quinzaine des Réalisateurs sono nella nostra gallery.
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