SCONFINAMENTI - Da "Gli Incredibili" a Watchmen - Il darwinismo applicato ai supereroi
Qual è l’etica del supereroe? Se ne Gli Incredibili i supereroi ci liberano dalla minaccia e ci riaffidano il nostro futuro, Alan Moore ci libera anche di questo fardello affidandolo una volta per tutte ai supereroi mettendoli di fronte alle loro responsabilità

Grazie alle sue qualità intellettuali l’uomo ha superato moltissimi dei limiti fisici che gli derivano dalla sua natura umana. Il supereroe li oltrepassa invece proprio grazie alle sue caratteristiche fisiche, creando di fatto una nuova specie per la quale questi limiti non valgono più. Da ciò deriva innanzitutto un problema di tipo “razziale” tra umani e superumani, tema centrale nelle storie degli X-Men al cinema e soprattutto nei fumetti.
Quindi, se dal punto di vista fisico è evidente che nel passaggio dall’uomo al superuomo si realizza un processo evolutivo, c’è da chiedersi se ad esso si accompagni una diversa visione del mondo. Bisogna cioè cercare di capire “l’etica del supereroe”.
La maggior parte di loro, attraverso dolorose esperienze personali, arriva ad avere quasi paura dei propri poteri, ad usarli sempre e solo per neutralizzare delle minacce, ansiosi di rituffarsi nella normalità umana datagli dalle provvidenziali identità segrete. L’esempio più eclatante è, naturalmente, quello dell’Uomo Ragno che vede la sua vita privata andare a rotoli non per colpa dei suoi super poteri, ma per l’enorme senso di responsabilità che lui ne fa derivare. Lo stesso Mr. Incredibile nell’intervista all’inizio del film ammette: “certo che ho un’identità segreta, tutti ce l’hanno, chi riuscirebbe ad essere sempre super?”. Fino al sacrificio più grande che è quello del supereroe per eccellenza, Superman, che (come ci ricorda Tarantino) si nasconde dietro una maschera di mediocrità solo per essere accettato, sceglie di essere amato, non adorato.
Per i supercriminali il discorso è un po’ diverso. Innanzitutto non utilizzano quasi mai identità segrete, non hanno alcuna remora nell’utilizzare i loro poteri e si pongono sempre obiettivi grandiosi il cui fallimento non è dovuto ad oggettiva impossibilità ma alla difficoltà di contenere il loro “super-ego”. Anche qui gli esempi sarebbero numerosi ma basta citare ancora Gli Incredibili quando Siberius racconta di come riuscì a salvarsi dalle grinfie di un supercriminale solo perché questo, invece di ucciderlo, indugiò in un monologo autocelebrativo dandogli la possibilità di reagire.

In entrambi i casi, dunque, l’approccio ai super poteri è mediato da una sensibilità umana; si conserva cioè un punto di vista personale e soggettivo.
Ma cosa accadrebbe se un supereroe si ponesse “obiettivi politici” e decidesse di cambiare prospettiva, guardando il mondo con gli occhi di un dio? Questo è ciò che accade in Watchmen di Alan Moore, vera pietra miliare del fumetto americano di metà anni ’80, nel quale un supereroe elabora un piano che prevede prima l’omicidio di alcuni suoi “colleghi” e poi la quasi distruzione di New York (con milioni di vittime). Sacrifici che per lui, all’interno della sua ottica divina, sono accettabili per ottenere la fine della guerra fredda e l’inizio di un’era di pace. La sorpresa maggiore arriva, però, quando anche gli altri supereroi (Moore infatti ipotizza un futuro dove i supereroi sono numerosi e con poteri estremamente variegati, un po’ come avviene negli X-Men) pur scoprendo il piano (senza riuscire a fermarlo) lo avallano decidendo di non rivelarlo.
Che i creatori de Gli Incredibili abbiano avuto sempre presente Watchmen è più di un sospetto fin dall’inizio. Come in Wacthmen anche ne Gli Incredibili i supereroi sono stati messi da parte da un misto di invidia e paura, anche qui si sono dovuti rassegnare alla mediocrità. Nel finale l’omaggio diviene evidente quando ci accorgiamo che il piano di Sindrome ricalca fedelmente quello di Ozymandias.
Ma se ne Gli Incredibili i supereroi (ancora una volta) ci liberano dalla minaccia e ci riaffidano il nostro futuro, Alan Moore ci libera anche di questo fardello affidandolo una volta per tutte ai supereroi mettendoli di fronte alle loro responsabilità e portando a termine, finalmente, la loro evoluzione anche dal punto di vista etico.
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