"La casa del diavolo" di Rob Zombie
Forse non esageriamo a dire che "La casa del diavolo" è uno dei musical più belli e divertenti di questi ultimi anni, una magnifica allucinazione audio/visiva dove alle fine di trovi a "schizzare" lungo le strade blu di un'America sola e desolata accanto a questi personaggi cattivi e maledetti.

È sempre più brutto sporco e cattivo il Texas raccontato dal leader del gruppo rock degli White Zombie: dopo l'orgia di corpi e sangue messa in scena in La casa dei 1000 corpi, Rob Zombie torna a narrare le storie di ordinaria follia della famiglia Firefly dedita a riti satanici e violenze di ogni sorta. Fra ralenti, uso continui di immagini in "stop motion", una dose di tagliente umorismo e una manciata di intelligenti e puntuali citazioni cinematografiche, La casa del diavolo conferma tutto il talento visionario del rocker regista, bravissimo a rivitalizzare frammenti e schegge di un horror anni '70 in bilico fra satira di costume e critica politica, analisi sociale e paura artigianale. Tutto accompagnato da una colonna sonora di grande potenza "visiva" e da una serie di personaggi che sembrano sbucati dei fumetti di Alan Moore o Frank Miller.
Un cocktail devastante che, in questa seconda lisergica puntata, diventa ancora più saporito e alcolico. Non tanto per la adrenalinica sequenza del motel che incolla gli occhi allo schermo nella prima mezz'ora, quanto per l'assurdo girotondo di corpi e musica che Zombie riesce ad orchestrare con lucida ed impassibile follia. Più scorrono le inquadrature e più ti accorgi che questo film non è solo un horror ma finisce per assomigliare ad uno straordinario carnevale (Carnival of Souls?) di carne esibita, di note alterate e di sangue "godardiano" che spruzza un po' ovunque; un vero e proprio circo di celluloide (non a caso il Capitano Spaulding è travestito da clown ...ed omaggia i fratelli Marx!) che costruisce straordinarie allegorie sull'America dei nostri giorni, che si diverte a massacrare il mito della frontiera e quello della provincia yankee. Rob Zombie impugna la macchina da presa come fosse una Gibson od una Stratocaster e il ritmo delle sequenze inizia a correre lungo il perimetro di corpi flaccidi e sgraziati, come ispirato dalla furia di brani musicali che si incastrano in un ideale montaggio sonoro. Forse non esageriamo a dire che La casa del diavolo è uno dei musical più belli e divertenti di questi ultimi anni, una magnifica allucinazione audio/visiva dove alle fine di trovi a "schizzare" lungo le strade blu di un'America sola e desolata accanto a questi personaggi cattivi e maledetti. Sperando che oltre il cordone di auto della polizia vi siano nuovi corpi da frantumare e nuovi miti da polverizzare...
Titolo originale: The Devil's Reject
Regia: Rob Zombie
Interpreti: William Forsythe, Bill Moseley, Sid Haig, Sheri Moon
Distribuzione: Eagle Pictures
Durata: 101'
Origine: Stati Uniti d'America, 2005
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