MOVIEWEB - Workingman's blues, Bob Dylan

Una pellicola che ne consacra la leggenda, la possibilità di vincere il Nobel per la letteratura, e un nuovo disco in uscita. La leggenda, senza fine, di Bob Dylan raccontata dal web

Bob DylanIl Premio Nobel per la letteratura a Bob Dylan? Perché no. Se il nome del cantautore statunitense, comparso tra i possibili vincitori sulla stampa svedese affianco al nostro Roberto Benigni, fosse confermato ai primi d’ottobre dall’Accademia svedese davvero saremmo stupiti o indignati? Gli stessi che non disdegnarono critiche al Nobel assegnato a Dario Fo forse si, ma chi, anche solo per un attimo ha avuto l’occasione di ascoltare le liriche composte da Dylan lungo tutta la sua carriera forse approverebbe la scelta. D'altronde Robert Allen Zimmerman, questo il vero nome del folksinger, è da ben sei anni inserito nella preziosa lista svedese con un tifo non poco sciovinista viste le molte università che in patria l’hanno osannato. Niente scandalo allora.  Soprattutto dopo che il Festival di Cannes ha decretato il successo di I’m not here (Io non sono qui) di Todd Haynes con il Gran Premio della Giuria e la coppa Volpi. Una pellicola biografica fuori dagli schemi, un film che “riguarda” Dylan ma ne decentra il flusso degli anni attraverso l’alternanza delle tante facce degli attori che ne interpretano le fasi della vita. Accanto allo sguardo sperimentale di Haynes va annotato anche il prezioso lavoro di ricerca e ricostruzione di Martin Scorsese nel No direction home: Bob Dylan. Documentario che racconta gli anni tra il 1961 e 1966, quelli del cambiamento e della consapevolezza di essere la voce di una generazione. Accennare solo minimante all’influenza della musica di Bob Dylan, i suoi versi o le sue ballate, sull’immaginario di intere generazione sarebbe un’impresa immane, basta pensare a quante sue canzoni sono state utilizzate per sostenere anche intere colonne sonore, pensiamo solo film di Sam Peckinpah Pat Garrett & Bilyl The Kid, Il numero è sterminato, per ora 193. L’america on the road che Bob Dylan ha attraversato, vissuto, e cantato, riuscendo sempre a ritagliare il proprio sguardo sulla contemporaneità al di là delle cicatrici più o meno sanguinanti della società, lo celebra sul web. Senza perdersi nel boomerang autoriale diventato icona o nel personaggio che sopravvive a se stesso.

BobDylan.comLa rete ospita il sito BobDylan.com summa dell’universo del cantante, parliamo pur sempre di 40 anni di storia del rock. All’interno di questo immenso archivio, curato in ogni particolare finanche nei singoli testi di ogni canzone, ci si può imbattere nelle variegate copertine dei vecchi LP o nei recenti video musicali. In apertura, e non poteva essere altrimenti l’uscita dell’imminente nuovo album, Dylan  Una possibilità infinita per chi vuole anche solo avvicinarsi o ripercorrere la lunga carriera del cantante, spulciando nei titoli, nelle liriche o anche solo riascoltando, brevemente, alcuni brani. La sezione dei link è un formidabile aiuto per non perder di vista le pagine meno ufficiali, ma ricche di notizie, che animano i cultori del menestrello americano. Unica, strana, pecca la mancanza di una corposa biografia dell’autore, a questa lacuna rimedia la bibbia del rock, Rolling Stones.  Ma pensandoci bene la miglior biografia di Bob Dylan è semplicemente la sua musica, e questa non manca di certo all’interno del sito.

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