VIDEOCLIP - "The sound of violence", Cassius

Incredibile viaggio attraverso l’arte e il suo potere creativo per arrivare alla decostruzione della realtà teorizzata dal cubismo. Ordine e caos, musica e colori, un’esplorazione di quei territori che si nascondono dietro la logica e la razionalità, luoghi meravigliosi in cui forse risiede la vera libertà dell’uomo. Quella di potersi muovere nella sterminata grandezza del suo pensiero - VIDEO

The Sound of Violence Scriveva Apollinaire nel 1913 in Les peintres cubistes: “Il Cubismo si differenzia dall’antica pittura perché non è arte di imitazione, ma di pensiero, che tende ad elevarsi fino alla creazione. Rappresentando la realtà concepita o la realtà-creata, il pittore può dare l’apparenza delle tre dimensioni, può, in un certo modo, cubicizzare.”
Bianco (una tela? uno schermo?). Strisce di colore che iniziano a muoversi. Dissolvenza. La realtà si mostra nella sua rappresentazione mimetica. Una macchina da presa vola sopra prati e alberi, attraversa boschi e distese d’acqua, affronta i misteri della notte e le illusioni dell’alba. Alcuni elementi che anticipano il passaggio successivo. Dall’imitazione alla creazione. Colline colorate. Prati lisergici.
Cielo e nuvole a segnare un confine, il momento della trasformazione.
Enormi pietre che galleggiano nell’aria (“Le stesse pietre sono fatte d’aria. Ciò che esse hanno il potere di schiacciare non è mai esistito” – Cormac McCarthy) e ci ricordano Magritte, un enorme cubo rosso sospeso a poca distanza dal suolo (ci stiamo avvicinando a quanto sostiene Apollinaire), sfere impazzite che rimbalzano, buchi nella terra da cui escono coloratissime figure, prima allungate, poi di tutte le forme (ci fanno pensare ad alcune opere plastiche e sculture di Mirò) per arrivare all’essenza stessa della creazione, quella in cui un nuovo mondo (o un nuovo modo di guardare le cose) si manifesta, in questo caso la scomposizione della realtà in cubi, fino ad una dimensione in cui la geometria e i flussi di colori si sganciano da qualsiasi logica per diventare pensiero creativo, ormai libero dalle limitazioni della mimesis e capace di esplorare tutte quelle dimensioni (sconosciute, impossibili, ancora da inventare) che si nascondono dietro l’apparente ordine del mondo.
“Il cubismo non fu concepito come arte astratta: per quanto difficile da decifrare, i dipinti cubisti rappresentano sempre qualcosa, in quanto riproducono un aspetto del mondo reale. In secondo luogo, sia Braque sia Picasso respinsero l’assunto tradizionale secondo cui la pittura deve intendersi come mimesi della realtà. Essi non intendevano proporre pure raffigurazioni degli oggetti, come potrebbe fare un fotografo, ma rappresentazioni meno letterali e più concettuali della realtà”.
Nel video dei Cassius si può leggere un percorso artistico che supera i limiti imposti dalle rappresentazioni mimetiche attraverso una distruzione e ricostruzione della realtà in chiave cubista. Il suono della violenza è quello della creazione come momento in cui un l’ordine si disintegra per far posto al caos. Di colori e forme. Viaggi indimenticabili in territori inesplorati.


IL VIDEO

 

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