VIDEOCLIP - TV on the Radio
La musica come trasformazione e rituale, danza e gioia. Attraverso di essa il corpo può esprimersi ed espandersi, diventare altro da sé e creare un senso di comunione con le altri corpi. The Golden Age dei TV on the Radio è un video dalle forti influenze psichedeliche che mostra la potenza visionaria dei suoni e la loro magia. VIDEO
Una montagna magica, cromatismi tenui, il bianco che predomina, musica funk a cogliere le sfumature dell’anima, cinque monaci entrano in scena (There are no monks in my band/ There are no saint in this land – cantavano i Red Hot Chili Peppers), in fila, uno dopo l’altro. Il montaggio struttura tempo e spazio, alternando in serie varie tipologie di campi (medi e totali) e di piani (medi e primissimi), portando lo spettatore a fare esperienza di una visione che continuamente si allontana e si avvicina al proprio oggetto scopico, un po' come avviene in alcune situazioni psichedeliche. Paradossalmente l’uso del primissimo piano, in questo caso, nega la sua stessa funzione espressiva (il volto è coperto da un cappuccio) per diventare ulteriore spazio di questo onirico rituale.
I cinque monaci iniziano a battere le mani e a far confluire l’energia della musica dentro i loro corpi. Colonna sonora e immagini diventano un’unica dimensione, strumenti musicali appaiono tra le loro mani. Il rituale continua e lo spazio della visione si amplia. Altre montagne, pianeti appena visibili nella luce del giorno, nuvole a riempire lo sguardo. Un nuovo gruppo di persone appare, quattro uomini e una donna vestiti da poliziotti, rimandi a un certo tipo di iconografia gay degli anni ottanta. La musica diventa danza. Il passaggio è dal battito della mani (il ritmo) al movimento del corpo. La musica, come energia è capace di infinite trasformazioni, viaggia nello spazio e nel tempo, fluida, in grado di penetrare nel cuore delle persone, fino a colmarlo. E’ infatti un rituale mistico e gioioso quello a cui stiamo assistendo. Scrive Richard Schechner – “Con effetti permanenti come nei riti di iniziazione o temporanei come nel teatro estetico e nella danza in trance, i performer subiscono un cambiamento a causa dell’attività perf
ormativa.” Ed è infatti quello che accade ai monaci, che non sono altro che i componenti dei TV on the Radio, tra i quali si può riconoscere Tunde Adebimpe, che ultimamente ha partecipato al meraviglioso film di Jonathan Demme, Rachel get married. La trasformazione, questa volta, è visiva. Le immagini sembrano aver assunto un misto di LSD e MDMA, colori e allucinazioni si confondono e si palesa la presenza di entità sconosciute. Le metamorfosi non sembrano fermarsi, aumentando con il crescendo della musica, fino alla fusione dei cinque uomini in un essere superiore, simbolo di quell’insieme che è una band, in cui persone diverse trovano un’unità grazie alle note e agli strumenti, per poi trasmettere melodie e suoni a chiunque voglia ascoltarli e che li trasformerà a sua volta in emozioni, ricordi, danza, canto, compagnia. Scrive ancora Schechner – “Un performer non smette di essere se stesso o se stessa quando diventa un altro o un’altra: sé multipli coesistono in una tensione dialettica irrisolta.” In The Golden Age, in maniera psichedelica, vengono spiegati proprio questi concetti. E la gioia dell’unione nella musica e delle trasformazioni che essa rende possibili (personali e sensoriali) si manifesta attraverso dolci visioni, che come tanti arcobaleni colorano il cielo della nostra immaginazione.
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davvero un bel video... effettivamente regala molti spunti interessanti
Inviato da Bill il 23/01/2009
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