VIDEOCLIP - "Sabotage", Beastie Boys
Spike Jonze costruisce il video dei Beastie Boys attraverso un recupero filologico della scrittura televisiva di vecchie serie poliziesche americane degli anni settanta aggiornandola alla sintassi audiovisva degli anni novanta, che nei format di MTV ha trovato la sua più conosciuta forma espressiva.
Come Quentin Tarantino, Spike Jonze non omaggia nessuno, ma ruba. A piene mani. Dalle serie televisive americane degli anni settanta. Quelle poliziesche. Titoli come: Hawaii Five-O, Streets of San Francisco, S.W.A.T., Baretta e Starsky and Hutch. Il cortocircuito creativo, rispetto al metodo di Tarantino, è nell’effetto straniante che nasce dalla presenza dei Beastie Boys. Non attori che (ri)vivono in un mondo di pura finzione derivato dal cinema (o dalla televisione o dalla cultura pop americana), ma musicisti nei panni di personaggi che prendono in giro gli stereotipi di un genere televisivo, con i suoi codici e le sue regole. Ci si sposta nel terreno della parodia, dell’esibita falsificazione dell’originale, in un gioco di rimandi tra i Beastie Boys e il proprio pubblico. I tre ragazzi infatti sono palesemente travestiti ma anche riconoscibili. Rispettano tutte le caratteristiche fisiche dei personaggi di quegli anni. Occhiali a specchio, capelli lunghi, basette, vestiti d’epoca, rimanendo però loro stessi come viene esplicitato nei momenti in cui su un fermo-immagine appaiono i loro nomi e quelli dei rispettivi ruoli che interpretano.
Anche ad un livello stilistico l’operazione compiuta da Jonze è leggermente diversa da quella portata avanti da Tarantino nei suoi film, in cui di solito c’è una rielaborazione di quanti più generi possibili. Nel lavoro di Jonze si può notare invece un’alternanza tra alcuni elementi propri dell’estetica televisiva (poliziesca, quindi di genere e seriale) degli anni settanta e altri di quella commerciale degli anni novanta, in un discorso che può essere letto anche come una riflessione sul linguaggio televisivo. Tra i primi c’è l’uso della macchina a mano e del teleobiettivo, mentre il montaggio iperveloce e frammentato è legato ai ritmi catodici dei prodotti di MTV (non più un genere, ma un format) degli anni novanta insieme all’utilizzo dell’effetto ottico fish-eye, che lo stesso Jonze ha ampiamente sperimentato nei suoi molti video sullo skateboard. Jonze costruisce così il suo lavoro su un recupero filologico della scrittura televisiva di vecchie serie aggiornandola alla sintassi audiovisva degli anni novanta.
Sabotage è uno scherzo ben riuscito, pieno di adrenalina (grazie anche ai riff di chitarra elettrica) e grinta, che non dimentica però la lezione fondamentale dei Ragazzi Bestia: non prendersi mai troppo sul serio e soprattutto divertirsi.
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