"Non aver paura", di Angelo Longoni
Stereotipìa ed emozioni di cartapesta. Ecco le due pecche che gambizzano il film di Longoni, smarrito in un inusuale (quanto mancato) tentativo di miscelare dramma e thriller.

In un limbo tra il Muccino di Ricordati di me e lo Spike Lee di Girl 6 - Sesso in linea. Ecco la fossa nella quale affonda questa pellicola, infiacchita nell'indecisione di raccontarci la storia di Laura, madre separata che "clandestinamente" arrotonda gli alimenti prestando la sua voce ad un hot-line, di Franco, marito che tenta di rifarsi una vita ma il cui odio verso la ex-moglie tradisce non solo la sofferenza per il fatto che la legge affidi sempre e comunque la custodia dei figli alla madre ma anche la permanenza di qualche briciola d'amore per lei e di Luca, figlio sballottato tra le rintronanti litigate dei genitori e le loro bugie "protettive", che si rifugia in un problematico dialogo col clone cattivo di sé stesso, inscenando una mini-piéce interna che ha lo spessore fumettistico dei ben più deliziosi angelo e diavoletto disegnati da Guareschi per illustrare alcuni bivi morali dei personaggi del ciclo di Don Camillo. E in questo barcollamento registico e scritturale (oltre a cedimenti degni della peggior approssimazione tv, come la scena in cui Franco minaccia vie legali senza lasciare minimamente a Laura la possibilità di rassicurarlo su dove si trovi il figlio e se stia bene) Longoni finisce per stringere un pugno di mosche: stereotipìa ed emozioni di cartapesta, finiscono così per essere le due pecche che gambizzano il suo film, smarrito in un inusuale (quanto mancato) tentativo di miscelare dramma e thriller. Al risultato piuttosto desolante certo contribuiscono le anti-performance di una Morante tremante ma non vibrante, alla quale non reca nessun aiuto l'autobiografismo del personaggio, come pure Stanislavskij o Strasberg, o di Alessio Boni, tanto a disagio nel ruolo quanto magnificamente era dentro il Matteo de La meglio gioventù. C'è, insomma, di che aver paura di un cinema così televisivamente non-cinema che si stampiglia sul grande schermo con incosciente sfacciataggine.
Regia: Angelo Longoni
Interpreti: Alessio Boni, Laura Morante, Marco e Andrea Ragno, Cesare Adolfo Bocci, Valeria Milillo, Eleonora Ivone
Distribuzione: Italian International Film
Durata: 104'
Origine: Italia, 2005
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