"Tartarughe sul dorso", di Stefano Pasetto
La solitudine di un Lui e di una Lei i cui destini si sfiorano, si intrecciano, si avvicinano e si allontanano in una serie di combinazioni casuali in cui la memoria fa i conti con il destino in un clima malinconico, ma non greve.

Si respira aria d'Europa in questa opera prima di Stefano Pasetto, che ha ben poco in comune con la carineria di tanto cinema italiano contemporaneo e in cui Trieste, città crocevia di gente e di culture diverse, non è soltanto lo sfondo in cui si muovono i protagonisti, ma diventa simbolo del confine non tanto geografico quanto esistenziale nel quale sono sospesi i personaggi continuamente in bilico tra l'andare e il restare, tra il passato e il presente, tra la rabbia e la ragione. Si respira aria d'Europa per i riferimenti a Kieslowski (con il caso che scandisce il delinearsi della storia) e ai Dardenne (dai quali il regista "prende in prestito" Fabrizio Rongione, l'amico-innamorato-rivale di Rosetta) che appaiono veri atti d'amore più che omaggi pretestuosi nei confronti di un cinema che scandaglia l'animo umano con uno stile asciutto e privo di retorica. Lo sguardo di Pasetto mette in scena la solitudine di un Lui e di una Lei i cui destini si sfiorano, si intrecciano, si avvicinano e si allontanano in una serie di combinazioni casuali, quasi come fossero le lettere dello Scarabeo con cui i protagonisti giocano dall'inizio alla fine del film componendo le parole chiavi della loro esistenza. È dalle parole incastrate sulla griglia del gioco che prende il via il flusso dei ricordi, il ricordo delle prime immagini che l'uno ha dell'altra. Così a poco a poco scopriamo che Lui e Lei si sono conosciuti da bambini al mare, le loro vite si sono unite lì quando Lui le ha regalato una tartaruga per poter avere il privilegio di guardarle la schiena. Molti anni più tardi, sempre a Trieste dove lei è tornata per occuparsi di una zia malata e lui lavora come pasticcere dopo essere uscito di prigione, si incrociano, si guardano da lontano senza però trovarsi. Ma il valore del film, più che in ciò che racconta sta nel come lo racconta, nella capacità di una sceneggiatura-intelaiatura che sostiene la narrazione senza diventare invasiva, una sceneggiatura che non si sovrappone alle immagini e non le prevarica, ma le lascia libere di determinare il senso del film che sta tutto nei corpi dei personaggi, nei loro sguardi (quello di Lui trova un naturale prolungamento nella sua passione per la fotografia), nelle inquadrature ricorrenti che scandiscono le tappe del loro ritrovarsi, nel montaggio che alterna passato e presente in un raffinato incastro temporale in cui la memoria fa i conti con il caso in un clima malinconico ma non greve che solo nel finale lascia il passo al melodramma che per tutto il film il regista riesce ad arginare ed a nascondere con più morbide nuances.
Regia: Stefano Pasetto
Interpreti: Fabrizio Rongione, Barbora Bobulova, Gordana Miletic,
Luigi Diberti, Vittorio Amandola, Antonio Manzini
Distribuzione: Istituto Luce
Durata: 92'
Cerca nel sito

- marion cotillard
- george clooney
- cinema italiano
- cinema spagnolo
- documentario
- jessica chastain
- ben affleck
- david fincher
- Johnny Depp
- cinema francese
- film tratti da libri
- james franco
- cinema orientale
- cannes 64
- cannes 2011
- steven spielberg
- Cannes 65
- michael fassbender
- cinema giapponese
- joaquin phoenix
- cinema UK
- leonardo di caprio
- Jafar Panahi
- Festival di Roma
- venezia 68
- venezia 67
- 3D
- robert de niro
- animazione
- Corso Salani
- hbo
- Martin Scorsese
- torino 29
- woody allen
- oscar
- cinema indipendente
- serie tv
- nanni moretti
- horror
- Sean Penn
- matt damon
- Isabelle Huppert
- DVD
- cinema americano
- trailer
- clint eastwood
- david cronenberg
- torino film festival 28
- brad pitt
- Kate Winslet
News
- Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
- Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
- CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
- Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
- CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
- Applausi a ritmo sui titoli di testa
- CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
- Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova
- CANNES 65 - Ovazione in Un Certain Regard
- il film di Benoit Delépine e Gustave Kervern accolto da un tripudio
- CANNES 65 - John Hillcoat annuncia un nuovo progetto
- Triple Nine, poliziesco con Shia LaBeouf
- "Men in Black 3 3D" su "Film Tv"
- Cannes, Max von Sydow, Erland Josephson e La guerra e' dichiarata
- "Future? Next Exit" alla Scuola Sentieri Selvaggi
- venerdì 25 maggio, per scoprire quale cinema sia possibile oggi
- Isabelle Huppert nel remake di Suspiria
- Diretta da David Gordon Green
- Duncan Jones racconta la vita di Ian Fleming
- Un biopic sul creatore di James Bond
- CANNES 65 - Rupert Everett presidente del Queer Palm?
- Possibile successione l'anno prossimo in giuria
- Nuovo thriller per Atom Egoyan
- Colin Firth e R. Witherspoon nel cast
- "La bellezza" di Sorrentino
- Annunciato il nuovo film, Servillo protagonista
- La Sacher su Twitter
- Aperto un canale su progetti e notizie
- Le vie del cinema da Cannes a Roma
- Dall'8 al 14 giugno nei cinema Eden, Adriano e Giulio Cesare
- Addio a Robin Gibb
- Se ne va un altro pezzo dei Bee Gees
- Concorso Uno spot per Sentieri Selvaggi
- per tutti gli ex allievi della scuola di cinema
- L'appello di Friuli Film Commission
- "Lo scopo, malcelato, è quello di non finanziare il film di Marco Bellocchio"
- CANNES 65 - Haneke è in testa
- Amour, del regista austriaco, ad oggi, è il film più meritevole secondo la critica
- CANNES 65 - Diversi fischi per Kiarostami
- Il suo Like Someone In Love in concorso
- Il Friuli Venezia Giulia blocca il Fondo Cinema
- A rischio il film di Bellocchio
- Blanchett e Wasikowska regine del noir
- Le attrici in Carol da Highsmith
- Centenario nascita Gene Kelly, omaggio Academy
- Doppio evento per celebrare l'artista
- CANNES 65 - Ufficiale il remake di Suspiria
- In estate partono le riprese con la regia di David Gordon Green
- CANNES 65 - Tsai Ming-Liang e João Pedro Rodrigues chiudono la Semaine
- Con i corti Walker e Manhã de Santo António. VIDEO





