"La stella di Laura", di Piet De Rycker e Thilo Graf Rothkirch
Cartoon del nord Europa sul quale spira un dolce e caldo alito di vento, che accarezza morbide forme e carezzevoli cromatismi pastello lontani parecchi colpi di pennello (e di mouse) dall'animazione disneyana, spielberghiana, pixariana e del Sol Levante.

Cosa può aiutare una bambina di sette anni ad accettare il trasferimento in una grande città, ovvero la perdita di amici, luoghi carichi di memorie e familiari mura domestiche? Beh una stellina cadente che si è spezzata una punta e le piomba sul terrazzo dove si è accampata come gesto di rifiuto della nuova abitazione/vita è sicuramente un segno dal cielo, carico d'inattesa avventura, che tutti i bambini vorrebbero ricevere per risollevarsi. Così nasce la fiaba tratta dal libro illustrato di Klaus Baumgart, venduto in oltre 2 milioni di copie in tutto il mondo e tradotto in 25 lingue. E questa trasposizione libro-film è un cartoon del nord Europa sul quale spira un dolce e caldo alito di vento, che accarezza morbide forme e carezzevoli cromatismi pastello lontani parecchi colpi di pennello (e di mouse) dall'animazione disneyana, spielberghiana, pixariana e del Sol Levante. Tutto nel segno di una semplicità non scevra da qualche stilla di magici, incantati momenti condensati ad esempio in alcune zampate registiche: la ripresa aerea di Laura che aggrappata alla stellina sorvola la città "universale" (plasmata dagli animatori con un accattivante look centro-europeista) per riportare alla madre concertista l'amato archetto o i movimenti che avvicinano Laura disperata per la perdita dell' "amica stellare" e il piccolo vicino di casa Max, che ha recuperato la punta "scollatasi". Altri aspetti positivi che concorrono al buon risultato globale sono l'intuitiva emotività della musica del premio Oscar Hans Zimmer e il doppiaggio che ben aderisce alla delicatezza dell'operazione e contribuisce non poco alla piacevolezza della visione. Una delicatezza ed un'economia di mezzi che richiamano in qualche modo (anche se in chiave minore) un grande film d'animazione quale Il gigante di ferro. E la bontà della pellicola ben si soppesa se si pensa alla sana leggerezza con la quale scivolano via gli 80 minuti di proiezione. Non pochi davvero per un prodotto d'animazione.
Titolo originale: Lauras stern
Regia: Piet De Rycker e Thilo Graf Rothkirch
Distribuzione: Warner Bros. Italia
Durata: 80'
Origine: Germania/Bulgaria/Belgio, 2004
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