"Le ricamatrici" di Éléonore Faucher
Si ha il sospetto che la struttura formale tiene a freno un film che invece potrebbe lasciar esplodere il dolore come se la Faucher abbia un certo timore di perdere il controllo. Eppure "Le ricamatrici", quando esce fuori le traiettorie di quei compositi quadretti formali, si avvicina in maniera più spontanea alle due protagoniste
Vincitore del Grand Prix de la Semaine a Cannes 2004 e del Grand Prix della scorsa edizione di France Cinéma, Le ricamatrici filma in maniera particolare l'adolescenza inquieta, tema più volte portato sullo schermo dal recente cinema francese. Nel film di Éléonore Faucher, al suo primo lungometraggio dopo aver diretto due corti come Les toilettes de Belleville (1993) e Ne prends pas le large (1998), non c'è però quella rabbia stilistica di registi come Rochant, quell'ansia opprimente dove la macchina da presa sta attaccata ai corpi di Assayas o quella malinconia di Téchiné. Le ricamatrici è invece un film dallo stile trattenuto, quasi rigoroso nella sua precisione formale e sembra che dietro possa esserci un'opera letteraria preesistente. È invece la sceneggiatura scritta da Gaëlle Macé e dalla stessa Faucher ad essere estremamente attenta nell'evidenziare la descrizione ambientale, la presenza degli oggetti (come il filo, elemento necessario per fare il ricamo) e le sfumature dei comportamenti dei personaggi. Le ricamatrici narra la vicenda di una ragazza di 17 anni, Claire (Lola Naymark), che si accorge di essere al quinto mese di gravidanza e decide di tenere il bambino. Trova un lavoro presso una donna, M.me Melikian (Ariane Ascaride) che ricama a domicilio per l'alta moda e che vive nel ricordo del figlio morto. Insieme, riscoprono motivazioni esistenziali che sembravano perdute. Forse l'opera risulta eccessivamente raggelata nella descrizione ambientale e in alcuni personaggi secondari (la madre e l'amica di Claire) che emergono a fatica e la composizione figurativa dove la luce assume un'importanza fondamentale nel lasciare le due protagoniste in una situazione di provvisoria penombra. Si ha l'impressione che la struttura formale tiene a freno un film che avrebbe tutti i presupposti per lasciar invece esplodere il dolore come se la Faucher abbia un certo timore di perdere il controllo. Eppure Le ricamatrici, quando esce fuori le traiettorie di quei compositi quadretti formali, si avvicina in maniera più spontanea alle due protagoniste; risulta infatti particolarmente riuscita la descrizione della graduale complicità tra Claire e M.me Melikian in un film che oltre a confermare il talento della Ascaride, scopre anche quello della giovanissima Lola Naymark.
Titolo originale: Brodeuses
Regia: Éléonore Faucher
Interpreti: Ariane Ascaride, Lola Naymark, Marie Felix, Thomas Laroppe, Arthur Quehen, Jacky Berryer
Distribuzione: Bim
Durata: 88'
Origine: Francia, 2004
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