"I fatti della banda della Magliana", di Daniele Costantini
A metà tra fiction e dossier, girato in HD con assoluta sobrietà in una Roma sinistra fatta di tetri quartieri periferici e malavita. Scritto tenendo alla destra gli atti originali della procura, è un lavoro senza infamia nè lode che assurge al realismo nella misura in cui vorrebbe dissimulare l'impegno civile.

Film indipendente, realizzato tenendo conto di un particolare stile di regia che vede nella fotografia la sua croce e delizia, questo di Costantini è davvero un lavoro ben curato, che mantenendosi a galla sul basso profilo da fiction tv è capace di farsi guardare e di creare un particolare feeling tra gli spettatori e i personaggi. Dappertutto aleggia una strana ironia di fondo, di quella particolare tipologia "nervosa/isterica", che nasce dalle farsesche situazioni che si vengono a creare durante gli interrogatori o nella camere dei palazzi di giustizia, in cui sono coinvolti una serie di facce grottesche . La storia della terribile banda è descritta al dettaglio. Tutto sembra realizzato nella migliore tradizione nostrana del cinema d'impegno civile, ed è proprio questo il limite assoluto di I Fatti della banda della Magliana: un lavoro senza infamia nè lode che assurge al realismo nella misura in cui vorrebbe dissimulare appunto l'impegno civile, attraverso la costruzione dei suoi personaggi talvolta degni della miglior parodia noir. Specialmente quando messi davanti alla farraginosa macchina della giustizia. Specialmente quando fanno venire a galla in atti e dichiarazioni una pecoreccia romanità che vorrebbe essere ridanciana. In definitiva il film di Costantini va ad allungare la lista di quei lavori che dovrebbero passare in tv in prima serata anziché al cinema. Ne guadagnerebbero in visibilità e ritorno economico; ma da un po' di tempo a questa parte la linea di demarcazione tra trasmissione tv e distribuzione cinematografica, specialmente per le "opere sociali", si è fatta sempre più pericolosamente sottile.
Regia: Daniele Costantini
Interpreti: Leo Gullotta, Roberto Brunetti, Francesco Pannofino, Fabio Grossi, Francesco Dominedò
Durata: 95'
Distribuzione: Istituto Luce
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