"Fratella e sorello", di Sergio Citti

Il cinema di Citti brucia nei raccordi falliti tra un blocco e l'altro, divampando nelle flebili giunture di un organismo primordiale e accendendo bagliori nuovi, fiamme e forme insinuanti nella loro formidabile semplicità.

C'è ancora voglia di vita, di movimento, di amore nel cinema di Sergio Citti. Fratella e sorello allora, semplice e geniale rivisitazione linguistica di un sentimento a fior di pelle, energia tonificante e rada che attraversa i corpi, decomponendoli e poi riassemblandoli, come con le parole, come con gli infiniti scivolamenti  in un universo magico e primitivo. Per poterlo vedere il cinema di Citti, oggi, non basta guardare, bisogna dimenticare e lasciarsi affondare nel ventre molle di immagini semplici e radiose che racchiudono un mondo, anzi, un modo di stare al mondo, una posizione da cui distrarre la realtà e assiderarla nella liturgia di un atto sempre mancante. E sì perché Citti non riempie (anche quando sembrerebbe farlo, come nei tremolii convulsi dei corpo di Vipera, come nei banchetti preistorici di Ostia), ma toglie, costruendo mirabili sequenze sospese improvvisamente nel vuoto, private di soggetto, di luce, di movente. Fratella e Sorello rappresenta in questo senso lo sfarsi di un'immagine annichilita, la rarefazione portentosa di uno sguardo che dipinge i corpi (meravigliosamente ambiguo quello di Amendola, sublime e distratto quello di Ravello) trasformandoli in arazzi postmoderni e antichissimi affioranti come crepe, slabbrature progressive di celluloide, scontornature polverose di carne. Dagli spogliarelli di Amendola, alle ricognizioni necessarie e dolorose sui tempi del cinema passato (l'affabulazione evanescente di Storie scellerate, l'avventatezza ancestrale di Il minestrone, la corporeità quasi mitologica di Casotto), il cinema di Citti brucia nei raccordi falliti tra un blocco e l'altro, divampando nelle flebili giunture di un organismo primordiale e accendendo bagliori nuovi, fiamme e forme insinuanti nella loro formidabile semplicità. E poi, come in una lunga ombra proiettata ai margini di una parete scoscesa di roccia, tornano figure eteree e leggerissime (Laura Betti, la prigione di Ostia), impalcature fragili di un universo fanciullesco e poetico, il luogo di un immaginario naif in cui sopravvivono pulsioni e desideri, amore e morte, scivolando veloci tra il verde di una foresta e il blu del mare e finendo nel biancore pallido e allucinato di una nuvola...Sogna tra cielo e terra Citti (come i barboni zavattiniani di Cartoni Animati, in attesa di un miracolo senza nome e senza età), confondendo il cinema di oggi, spiazzandolo e superandolo infine, perché in fin dei conti Fratella e sorello è una di quelle opere di cui sentiamo sempre di più il bisogno, un cinema terminale allo stato puro che non smette di indicare, di sbagliare e di riprovare a vedere e a sognare, un cinema che ci piace immaginare con gli occhi rivolti ad un puntino perso nell'orizzonte, forse un nuovo mondo che attende di essere raccontato e ancora una volta guardato.

Regia: Sergio Citti

Interpreti: Claudio Amendola, Rolando Ravello, Ida Di Benedetto, Laura Betti, Yuma Daikite

Distribuzione: Istituto Luce

Durata: 98'

Origine: Italia, 2002

Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
Applausi a ritmo sui titoli di testa
CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova
CANNES 65 - Ovazione in Un Certain Regard
il film di Benoit Delépine e Gustave Kervern accolto da un tripudio
CANNES 65 - John Hillcoat annuncia un nuovo progetto
Triple Nine, poliziesco con Shia LaBeouf  
"Men in Black 3 3D" su "Film Tv"
Cannes, Max von Sydow, Erland Josephson e La guerra e' dichiarata
"Future? Next Exit" alla Scuola Sentieri Selvaggi
venerdì 25 maggio, per scoprire quale cinema sia possibile oggi
Isabelle Huppert nel remake di Suspiria
Diretta da David Gordon Green
Duncan Jones racconta la vita di Ian Fleming
Un biopic sul creatore di James Bond
CANNES 65 - Rupert Everett presidente del Queer Palm?
Possibile successione l'anno prossimo in giuria
Nuovo thriller per Atom Egoyan
Colin Firth e R. Witherspoon nel cast
"La bellezza" di Sorrentino
Annunciato il nuovo film, Servillo protagonista
La Sacher su Twitter
Aperto un canale su progetti e notizie
Le vie del cinema da Cannes a Roma
Dall'8 al 14 giugno nei cinema Eden, Adriano e Giulio Cesare
Addio a Robin Gibb
Se ne va un altro pezzo dei Bee Gees
Concorso Uno spot per Sentieri Selvaggi
per tutti gli ex allievi della scuola di cinema
L'appello di Friuli Film Commission
"Lo scopo, malcelato, è quello di non finanziare il film di Marco Bellocchio"
CANNES 65 - Haneke è in testa
Amour, del regista austriaco, ad oggi, è il film più meritevole secondo la critica
CANNES 65 - Diversi fischi per Kiarostami
Il suo Like Someone In Love in concorso
Il Friuli Venezia Giulia blocca il Fondo Cinema
A rischio il film di Bellocchio
Blanchett e Wasikowska regine del noir
Le attrici in Carol da Highsmith
Centenario nascita Gene Kelly, omaggio Academy
Doppio evento per celebrare l'artista
CANNES 65 - Ufficiale il remake di Suspiria
In estate partono le riprese con la regia di David Gordon Green
CANNES 65 - Tsai Ming-Liang e João Pedro Rodrigues chiudono la Semaine
Con i corti Walker e Manhã de Santo António. VIDEO