"Coach Carter", di Thomas Carter

Biopic sportivo e cinema didattico, dalla sceneggiatura robusta ed efficace visivamente soprattutto nelle scene dellle partite di basket. Eppure alla fine il film appare troppo impermeabile nel suo drastico realismo tanto da tenere a distanza il carattere leggendario, mitico, dell'impresa. E probabilmente questo è un limite.

Da L'idolo delle folle di Sam Wood al recente Miracle di Gavin O'Connor, il biopic sportivo è diventato un filone ricorrente nel cinema statunitense. Di solito la figura che si porta sullo schermo porta qualcosa di leggendario che va oltre la narrazione della sua stessa esistenza. Coach Carter al contrario resta un'opera anche troppo prosciugata limitandosi a rappresentare una vicenda realmente accaduta nel 1999 quando Ken Carter, un ex-campione di basket ha accettato di allenare la squadra di pallacanestro di una scuola di Richmond, uno dei quartieri più poveri di Los Angeles, trasformando i suoi giocatori sia da un punto di vista sportivo sia da quello umano. Certamente dentro il film di Thomas Carter - il regista di Save the Last Dance - sono presenti anche quei frammenti di quel cinema educativo che ha spesso il suo modello esplicito in Il seme della violenza di Richard Brooks ma Coach Carter, al di là della sua eccessiva freddezza, da l'idea di funzionare sia da un punto di vista narrativo grazie alla robusta sceneggiatura di John Gatin e Mark Schwahn, sia soprattutto al modo con cui vengono mostrati gli allenamenti e le partite di basket. Il film di Carter è essenzialmente incentrato sulla figura del coach del Richmond, interpretato con esemplare professionalità da Samuel L. Jackson, ma riesce ad essere al tempo stesso anche un film corale, tratteggiando efficacemente i caratteri dei giocatori più rappresentativi. Forse alcuni momenti - le reazioni della squadra durante le partite o l'atteggiamento di Carter che sorveglia anche sul rendimento scolastico della sua squadra - tendono a replicarsi e ciò si rispecchia nell'eccessiva durata del film. Inoltre l'opera sembra troppo aderente alla storia vera e non se ne distanzia mai creando un'atmosfera mitica alle imprese della squadra di basket del Richmond. L'unico momento di astrazione è presente nella scena dei giocatori che decidono di studiare dentro la palestra seguendo le disposizioni del loro coach e non quello di gran parte degli insegnanti della scuola e dei genitori dei ragazzi, momento peraltro che appare costruito emozionalmente in maniera simile a L'attimo fuggente. Altrimenti Coach Carter accumula i fatti e non li depura. Alla fine è un esempio di cinema ben fatto, di solido mestiere, ma troppo impermeabile nel suo drastico realismo. E probabilmente questo è un limite.

 

Titolo originale: id.

Regia: Thomas Carter

Interpreti: Samuel L. Jackson, Rob Brown, Robert Richard, Rick Gonzalez, Nana Gbewonyo, Antwon Tanner, Channing Tatum, Ashanti

Distribuzione: U.I.P.

Durata: 136'

Origine: Usa, 2005

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