"Ice Princess - Un sogno sul ghiaccio", di Tim Fywell

Classica commedia adolescenziale Disney, sulle orme di "Flashdance" o "Ragazze nel Pallone", con l'aggiunta di alcuni tratti distintivi che sfociano nel fiabesco. La fisica del pattinaggio artistico: pista di confinamento in cui più veloce è l'agitazione del corpo, anche se questo cinema si limita a generare la sensazione del coinvolgimento.

Classica commedia adolescenziale Disney, piena di sentimento e imbellettata della consueta dinamica storia sullo sport in grado di mostrare l'eleganza, il glamour e gesti atletici del pattinaggio artistico, non così distante per appassionati e praticanti dagli sport più ricchi e mediatici degli Stati Uniti. Girato da un autore per la televione (e si vede), l'inglese Tim Fywell, il film assume la struttura di una favola, in cui una Cenerentola dei nostri giorni, goffa e appassionata di scienza, subisce un'intima trasformazione che la porterà a seguire il suo sogno, contro la volontà della madre che spinge per un futuro ad Harvard. Sulle orme di Flashdance o Ragazze nel Pallone, ma con l'aggiunta di alcuni tratti distintivi che sfociano nel fiabesco. Nulla è lasciato intentato: dal connubio ovviamente sensibilizzante tra sport e cinema, dai climax puntualmente ricamati e rimarcati, dalla scoperta dei propri sogni attraverso il conflitto parietale. Il pattinaggio artistico, fatto di cerchi sul ghiaccio, di piroette in aria, di assoluta precisione combinata alla grazia e alla magia del movimento, si presta totalmente a rappresentare quella forma di sottocultura giovanile che fatica ad emergere in superficie, dove per coltivare le proprie passioni non basta avere talento e il Sistema che spinge (vedi per il Basket, l'Hockey o il Football), ma  bisogna sacrificare tempo, spazio e soldi propri. Casey (Michelle Trachtenberg, tra vulnerabilità reale e affascinante innocenza) è a un passo dal raggiungere una borsa di studio del college più prestigioso: deve soltanto realizzare una ricerca da presentare alla commissione, che sia personale e convincente. La via che l'avvicinerà "pericolosamente" alla pista è quella della fisica e dello studio del movimento attraverso le teorie scientifiche. Poco a poco, la ricerca prende corpo e contemporaneamente anche il trasporto per lo sport che sta filmando con la sua piccola telecamera non potrà più essere controllato. La via della fisica, può essere una via con un cuore, una via rivolta alla conoscenza spirituale e alla realizzazione di sé. Il regista scende in pista, girando vicino agli atleti e segnando tracciati empatici tra spettatori sulle gradinate e in poltrona al di là dello schermo, senza opporsi al flusso della vita, seguendo il movimento. Più piccola è la regione di confinamento, più veloce è l'agitazione del corpo, anche quando il cinema si limita solo a generare la sensazione del coinvolgimento.     

 

Titolo originale: Id.

Regia: Tim Fywell

Interpreti: Joan Cusack, Kim Cattrall, Micelle Trachtenberg, Hayden Panettiere, Trevor Blumas, Connie Ray

Distribuzione: Buena Vista International Italia

Durata: 98'

Origine: Canada/Usa, 2005

 

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