"Licantropia" di Grant Harvey

Il terzo capitolo della saga di "Ginger Snaps" affascina per l'impatto visivo e l'esplorazione delle connessioni che legano carne e legami parentali, tanto da rendere l'intera storia una lotta intestina fra consanguinei e compagni di viaggio.

Arriva in Italia in sordina, nascosto dietro un titolo evocativo e al contempo molto generico: è l'ultimo capitolo della saga di Ginger Snaps, che conclude una interessante trilogia canadese sulle connessioni che legano carne, legami parentali e problemi connessi alla crescita. Il tutto attraverso la lente deformante (eppure lucidissima) dell'Horror licantropico.

Come spesso accade la distribuzione italiana si rivela tanto furba quanto distratta: essendo il secondo capitolo della saga ancora inedito, mentre il primo si è visto in televisione a tarda notte, può sfuggire il legame che lega questo film agli altri e il motivo che situa l'azione nel XIX secolo. La risposta è molto semplice: Licantropia è un prequel che racconta la nascita della maledizione che incombe su Ginger e Brigitte Fitzgerald, le due sorelle interpretate sempre da Katharine Isabelle (Freddy vs Jason) e Emily Perkins. Ovviamente, essendo la vicenda in sé autonoma, il film viene lanciato direttamente in sala, ignorando la sua origine direct-to-video.

Va però riconosciuto alla Eagle di avere operato con lungimiranza, poiché l'impatto visivo assicurato dal regista Grant Harvey è davvero notevole e riesce ad aprire squarci onirici in una vicenda narrativamente molto lineare e ad ossequiare in tal modo quel senso di misticismo evocato a più riprese dal plot. Che è un misticismo legato alla condizione selvaggia dell'America d'epoca, divisa fra le rigide gerarchie imposte dai coloni e la magia esercitata dagli indiani; ma è anche un sentimento legato a quel qualcosa di insondabile che rende eterni e indissolubili i legami di sangue, che spinge due sorelle a restare "per sempre insieme" nonostante una maledizione ancestrale tenti di dividerle o, addirittura, di metterle una contro l'altra. Una maledizione che affoga nel sangue della bestialità carnale, temuta dai coloni (nell'inquietante figura del prete, che subito apostrofa le ragazze come sgualdrine) e che sembra invece compresa dagli indiani.

Questa forza primordiale si incarna negli splendidi paesaggi boschivi ove serpeggia il Wendigo, e ovviamente nei lupi mannari che del film costituiscono però soltanto un'appendice, un ossequio al genere, laddove gli aspetti più interessanti risiedono altrove. Nella forza dei legami, che alla fine determinano le dinamiche che creano rivalità, opposizioni e alleanze all'interno del gruppo e che rendono tutta la storia una lotta intestina fra consanguinei e fra compagni di viaggio. Per questo il film genera una certa inquietudine, ma al contempo esercita un fascino strano, una sorta di ipnosi sullo spettatore, che preferisce lasciarsi trasportare dal flusso delle immagini e dei sentimenti, fino a un finale che di fatto non conclude nulla. Sta allo spettatore comprende che i semi gettati germoglieranno altrove, tanti anni dopo, ricollegando così il film al primo Ginger Snaps.

Titolo originale: Ginger Snaps Back: The Beginning

Regia: Grant Harvey

Sceneggiatura: Stephen Massiccotte, Christina Ray

Interpreti: Katharine Isabelle, Emily Perkins, Nathaniel Arcand

Distribuzione: Eagle Pictures

Durata: 94'

Origine: Canada, 2004

Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
Applausi a ritmo sui titoli di testa
CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova
CANNES 65 - Ovazione in Un Certain Regard
il film di Benoit Delépine e Gustave Kervern accolto da un tripudio
CANNES 65 - John Hillcoat annuncia un nuovo progetto
Triple Nine, poliziesco con Shia LaBeouf  
"Men in Black 3 3D" su "Film Tv"
Cannes, Max von Sydow, Erland Josephson e La guerra e' dichiarata
"Future? Next Exit" alla Scuola Sentieri Selvaggi
venerdì 25 maggio, per scoprire quale cinema sia possibile oggi
Isabelle Huppert nel remake di Suspiria
Diretta da David Gordon Green
Duncan Jones racconta la vita di Ian Fleming
Un biopic sul creatore di James Bond
CANNES 65 - Rupert Everett presidente del Queer Palm?
Possibile successione l'anno prossimo in giuria
Nuovo thriller per Atom Egoyan
Colin Firth e R. Witherspoon nel cast
"La bellezza" di Sorrentino
Annunciato il nuovo film, Servillo protagonista
La Sacher su Twitter
Aperto un canale su progetti e notizie
Le vie del cinema da Cannes a Roma
Dall'8 al 14 giugno nei cinema Eden, Adriano e Giulio Cesare
Addio a Robin Gibb
Se ne va un altro pezzo dei Bee Gees
Concorso Uno spot per Sentieri Selvaggi
per tutti gli ex allievi della scuola di cinema
L'appello di Friuli Film Commission
"Lo scopo, malcelato, è quello di non finanziare il film di Marco Bellocchio"
CANNES 65 - Haneke è in testa
Amour, del regista austriaco, ad oggi, è il film più meritevole secondo la critica
CANNES 65 - Diversi fischi per Kiarostami
Il suo Like Someone In Love in concorso
Il Friuli Venezia Giulia blocca il Fondo Cinema
A rischio il film di Bellocchio
Blanchett e Wasikowska regine del noir
Le attrici in Carol da Highsmith
Centenario nascita Gene Kelly, omaggio Academy
Doppio evento per celebrare l'artista
CANNES 65 - Ufficiale il remake di Suspiria
In estate partono le riprese con la regia di David Gordon Green
CANNES 65 - Tsai Ming-Liang e João Pedro Rodrigues chiudono la Semaine
Con i corti Walker e Manhã de Santo António. VIDEO