"Il Mistero dei Templari", di Jon Turteltaub

L'ennesima operazione sbanca-botteghini targata Jerry Bruckheimer sembra studiata a tavolino per interagire con le suggestioni più ricorrenti degli ultimi anni rispetto al ruolo e all'identità degli Stati Uniti d'America. Un blockbuster efficace dal plot adrenalinico che, pur se non segnerà il suo tempo, da questi tempi si lascia fortemente segnare.

"La produzione de Il mistero dei templari è iniziata sette anni fa. Le coincidenze politiche non c'entrano, si tratta di avventura e curiosità. E' un film da guardare al cinema, non in televisione durante il telegiornale delle otto di sera. " E' l'understatement spiazzante di Turteltaub in conferenza stampa. Eppure l'ennesima operazione sbanca-botteghini targata Jerry Bruckheimer (novello re Mida della produzione: al suo attivo The Rock, Con Air, Armageddon, Fuori in 60 secondi, La maledizione della prima luna ma non dimentichiamo Black Hawk Down né i primi successi come American Gigolo o Flashdance) sembra studiata a tavolino per interagire con le suggestioni più ricorrenti degli ultimi anni rispetto al ruolo e all'identità degli Stati Uniti d'America. Come se il tesoro nazionale, cui si dà una caccia così serrata, non sia semplicemente costituito dalle leggendarie ricchezze nascoste dai Cavalieri Templari in un reticolo di indizi ma dai concetti stessi di libertà, democrazia e ricerca della verità cari ai Padri Fondatori, concetti da riconquistare combattendo l'evidenza quotidiana più minacciosa, riscoprendo il valore celato nelle pieghe della Dichiarazione d'Indipendenza (o persino nei biglietti da un dollaro...) perché qualcuno oggi non saprebbe più leggerla. Il metastorico protagonista Benjamin Franklin Gates, interpretato con disincanto da Nicolas Cage, dovrà infatti lottare contro nemici interni ed esterni, trafugare il documento più sacro del paese, ricostruire un rapporto di fiducia col padre ormai disilluso, credere al tesoro fino alla fine per poter restituirlo all'umanità ma soprattutto per riscattare l'onore della sua famiglia, da generazioni sbeffeggiata come bugiarda e visionaria. Il tutto inserito in un avvolgimento divertito dove i rimandi a cacce al tesoro e rapine sixties style, Ocean e affini, valorizzano l'umanità antieroica dei personaggi e gli elementi di mystery disseminati non creano atmosfere di attese e ripartenze ma punteggiano il gioco di citazioni storiche che l'archeologo Gates e la sparring partner direttrice degli Archivi Nazionali sciorinano tra un indizio e l'altro all'interno dei tòpoi più sacri della storia americana: la Indipendence Hall e la Liberty Bell di Philadelphia, il Lincoln Memorial di Washington, la Trinity Church di New York. Un blockbuster efficace dal plot adrenalinico che, pur se non segnerà il suo tempo, da questi tempi si lascia fortemente segnare.

Titolo originale: National Treasure
Regia: Jon Turteltaub
Interpreti: Nicolas Cage, Diane Kruger, Justin Bartha, Sean Bean, Jon Voight, Harvey Keitel

Distribuzione: Buena Vista International
Durata: 125'
Origine: Usa, 2004

 

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