"The Grudge", di Takashi Shimizu
Prodotto da Sam Raimi, è un horror "astratto", gelido e compulsivo, che ha sbancato il box office, rilanciando un nuovo e affascinante filone che ha il suo "archetipo" in The Ring. La forza del film sta nella struttura a spirale della storia, nel suo continuo sfasamento temporale, nel sovrapporre i personaggi nel loro "contatto" con la casa maledetta

L'horror è pieno di case infestate dai fantasmi. Vuoi per la tradizione ottocentesca del genere, oppure per il fascino che una casa "maledetta" può avere sul regista, sullo scenografo e soprattutto sul pubblico, le case sono diventate sin dalla nascita del genere uno dei luoghi forti dell'orrore. Quasi contrapponendosi a quell'orrore che si manifestava soprattutto in luoghi infernali e bui, oscuri e lontani quanto minacciosi. La casa invece è il "luogo familiare" per eccellenza, il "focolare domestico", il rifugio per antonomasia, dove ci sentiamo al sicuro. Ed è forse proprio su questa illusoria certezza che il genere ha piantato nel tempo le sue radici, affondando il terrore nei meandri delle nostre sicurezze. Ma se un tempo le case infestate dai fantasmi erano dei meravigliosi castelli gotici, con ampi saloni e tendaggi e con il quadro del principe o della principessa che incombeva sui personaggi, negli ultimi decenni le case sconvolte dai meccanismi del terrore sono diventate più "normali". Anzi spesso è proprio la normalità apparente dell'abitazione a suscitare il maggior terrore, perchè il mondo che viene devastato dall'orrore è proprio il nostro, e non quello di qualche immaginario vecchio principe di un'antica dinastia. Poltergeist giocava proprio su questo terreno (gioco di parole: la casa era costruita su di un vecchio cimitero...) le sue carte, e fu un film esplosivo. La casa di Sam Raimi invece trasformava un tranquillo casolare di campagna nel luogo del terrore puro, scatenando la sua fantasia e la sua macchina da presa lungo dei percorsi fino ad allora inimmaginabili.
Ed ecco che quando il produttore americano Roy Lee, che in precedenza aveva scoperto Ringu, trasformandolo nel remake The Ring che ha incassato centinaia di milioni di dollari in tutto il mondo, ebbe l'occasione divedere i due video di Ju-On, diretti da un giovane e sconosciuto regista giapponese, Takashi Shimizu, pensò subito di trovarsi di fronte al film più pauroso che avesse mai visto. "Vidi una copia del film - racconta Lee - e sebbene non fosse sottotitolata era terribilmente pauroso. Non riuscivo togliermi quelle immagini dalla mente". Dopo il successo di The Ring Lee decise subito di investire su Ju-On e incaricò lo sceneggiatore Stephen Susco per dar via alla versione inglese del film. Accadde però che intanto in Asia i due video ebbero un certo successo e che Ichise ne girasse una versione cinematografica. A quel punto il produttore propose a Sam Raimi di vedere il film, convinto che il regista de La casa e Darkman lo avrebbe apprezzato. "Ju-On è uno dei film più paurosi che abbia mai visto" - raccontò Sam Raimi - "Shimizu ha creato delle scene di terrore uniche, il suo stile e il ritmo sono inesorabili, non hai mai il tempo di riprendere il fiato. E' chiaro che ha elevato il genere portandolo ad un altro livello".
Detto e fatto, Raimi decise di produrre il remake americano ma invece di trovare il "solito" talentino hollywoodiano decise di far girare, per la prima volta, un remake di un film giapponese allo stesso regista del film originale, Takashi Shimizu.
Questa scelta ha influito molto sul prodotto finale, che risente, positivamente, dell'incrocio della cultura americana con quella giapponese. Girato in Giappone, da un regista che non parlava una parola di inglese, con un cast prevalentemente americano, The Grudge espande tutti quegli elementi che Ju-On non aveva potuto realizzare a causa del budget limitato.

Il film si apre subito con una sequenza shock, con un cameo dell'attore Bill Pullman. Quello che colpisce è la "familiarità" dei luoghi rappresentati, anche quando la storia si trasferisce nella casa "protagonista" del film. Non è una casa del terrore, con spigolature e cantine, ma una normale casetta a due piani, dove però subito intuiamo che esistono degli anfratti nascosti, ma che non sono solo "fisici", ma piuttosto "metafisici" e veniamo scaraventati presto in un gioco di specchi spazio-temporale che disorienta e inquieta.
Sarah Michelle Gellar interpreta Karen, che studia da assistente sociale in Giappone, accetta di rimpiazzare un'infermiera che un giorno, senza avvisare, non si è presentata al lavoro. Al suo arrivo nell'abitazione trova una signora americana, Emma (Grace Zabriskie) che è completamente catatonica, mentre la casa è in un disordine totale, come devastata da una furia misteriosa. Karen è poi incuriosita da dei rumori che provengono dal piano superiore, dove inizierà una serie di scoperte che la ricacceranno in un vero e proprio incubo, trovandosi ad affrontare il più spaventoso di tutti gli orrori soprannaturali. Come in un buon horror che si rispetti l'antefatto è il "peccato originale" della storia (come in Halloween, ma anche in classici come La maschera del demonio di Bava), ma la vera e propria forza di The Grudge sta nelle struttura assolutamente a spirale della storia, nel suo continuo sfasamento temporale, nel sovrapporre ogni volta i personaggi nel loro "contatto" con la casa maledetta. Queste oscure presenze si materializzano nel volto "fantasmatico" ed emaciato di Kayako (l'attrice Takako Fuji, già interprete nello stesso ruolo nel film originale), il fantasma della donna che tormenta e spinge alla morte tutti coloro che entrano in contatto con la casa. Takako Fuji è sempre illuminata con una luce che ne accentua esclusivamente il volto sbiancato, con i lunghi capelli che le coprono quasi completamente il viso (e in questo il riferimento alla ragazza del video di The Ring appare piuttosto esplicito, affermandosi come un nuovo archetipo dell'orrore moderno). Ma The Grudge, pur nella sua necessità di prodotto hollywoodiano di arrivare a definire la storia e di non lasciarla completamente senza spiegazioni come avviene per gli horror giapponesi, non svilisce la storia definendola entro dei confini comprensibili e chiari. Alla fine, pur in un gioco che ci può apparire logico o quantomeno sensato, The Grudge lascia allo spettatore quella fastidiosa e urticante sensazione di non averci poi capito più di tanto, relegando la storia, il plot in un secondo livello, mentre forti restano impresse delle immagini astratte e potentissime, che ridisegnano il genere del 2000.
The Grudge
Regia: Takashi Shimizu
Sceneggiatura: Stephen Susco
Fotografia: Hideo Yamamoto
Produttori: Sam Raimi, Rob Tapert, Taka Ichise
Interpreti: Sarah Micelle Gellar (Karen), Jason Behr (Doug), Kadee Strickland (Jennifer), Clea Duvall (Jennifer), Bill Pullman (Peter), Takayo Fuji (kayako), Ted Raimi (Alex)
Cerca nel sito

- ben affleck
- Festival di Roma
- marion cotillard
- horror
- cannes 2011
- torino 29
- cinema italiano
- cinema americano
- venezia 68
- brad pitt
- steven spielberg
- james franco
- robert de niro
- cinema UK
- DVD
- torino film festival 28
- cinema giapponese
- david fincher
- oscar
- michael fassbender
- Isabelle Huppert
- cinema orientale
- Kate Winslet
- joaquin phoenix
- Jafar Panahi
- clint eastwood
- cannes 64
- venezia 67
- george clooney
- Corso Salani
- 3D
- matt damon
- leonardo di caprio
- film tratti da libri
- cinema spagnolo
- animazione
- Cannes 65
- cinema francese
- david cronenberg
- nanni moretti
- serie tv
- Martin Scorsese
- Sean Penn
- woody allen
- documentario
- Johnny Depp
- hbo
- jessica chastain
- cinema indipendente
- trailer
News
- Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
- Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
- CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
- Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
- CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
- Applausi a ritmo sui titoli di testa
- CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
- Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova
- CANNES 65 - Ovazione in Un Certain Regard
- il film di Benoit Delépine e Gustave Kervern accolto da un tripudio
- CANNES 65 - John Hillcoat annuncia un nuovo progetto
- Triple Nine, poliziesco con Shia LaBeouf
- "Men in Black 3 3D" su "Film Tv"
- Cannes, Max von Sydow, Erland Josephson e La guerra e' dichiarata
- "Future? Next Exit" alla Scuola Sentieri Selvaggi
- venerdì 25 maggio, per scoprire quale cinema sia possibile oggi
- Isabelle Huppert nel remake di Suspiria
- Diretta da David Gordon Green
- Duncan Jones racconta la vita di Ian Fleming
- Un biopic sul creatore di James Bond
- CANNES 65 - Rupert Everett presidente del Queer Palm?
- Possibile successione l'anno prossimo in giuria
- Nuovo thriller per Atom Egoyan
- Colin Firth e R. Witherspoon nel cast
- "La bellezza" di Sorrentino
- Annunciato il nuovo film, Servillo protagonista
- La Sacher su Twitter
- Aperto un canale su progetti e notizie
- Le vie del cinema da Cannes a Roma
- Dall'8 al 14 giugno nei cinema Eden, Adriano e Giulio Cesare
- Addio a Robin Gibb
- Se ne va un altro pezzo dei Bee Gees
- Concorso Uno spot per Sentieri Selvaggi
- per tutti gli ex allievi della scuola di cinema
- L'appello di Friuli Film Commission
- "Lo scopo, malcelato, è quello di non finanziare il film di Marco Bellocchio"
- CANNES 65 - Haneke è in testa
- Amour, del regista austriaco, ad oggi, è il film più meritevole secondo la critica
- CANNES 65 - Diversi fischi per Kiarostami
- Il suo Like Someone In Love in concorso
- Il Friuli Venezia Giulia blocca il Fondo Cinema
- A rischio il film di Bellocchio
- Blanchett e Wasikowska regine del noir
- Le attrici in Carol da Highsmith
- Centenario nascita Gene Kelly, omaggio Academy
- Doppio evento per celebrare l'artista
- CANNES 65 - Ufficiale il remake di Suspiria
- In estate partono le riprese con la regia di David Gordon Green
- CANNES 65 - Tsai Ming-Liang e João Pedro Rodrigues chiudono la Semaine
- Con i corti Walker e Manhã de Santo António. VIDEO





