I FILM IN TV - Film della settimana: IL VIAGGIO DI CAPITAN FRACASSA di Ettore Scola

Tratto dal libro di Teophile Gautier, il film di Ettore Scola recupera un cinema fatto di fatica e lavoro di artigiani, un cinema che davvero non esiste più e che ancora riesce a trasformare il piacere della storia e della narrazione in piacere della visione. Nella parte di Pulcinella un Troisi indimenticabile. Sabato 30 luglio ore 1:30 su Canale 5.

La filmografia di Ettore Scola induce ad alcune considerazioni: innanzi tutto è un regista che crede nella forza pedagogica del cinema, nella sua efficacia popolare e che i sotterranei o espliciti intenti debbano essere percepiti chiaramente dal pubblico. Scola, peraltro, crede nel cinema come macchina narrativa e moltiplicatrice di storie che meritano di essere narrate, basti pensare a tutta la sua attività di sceneggiatore che va considerata come un tutt'uno con quella di regista. All'interno di queste dinamiche non deve apparire estraneo al suo cinema e alla sua storia di cineasta, che comincia dove inizia a finire il neorealismo, un film come Il viaggio di Capitan Fracassa. Cinema del movimento statico e del tour immobile, tutto girato a Cinecittà, narra del fantastico viaggio della compagnia teatrale alla quale si aggrega per amore il barone di Sigognac che prenderà il nome di Capitan Fracassa. Tratto dal libro di Teophile Gautier è un film che pur con le sue incertezze, le sue lungaggini narrative recupera un cinema fatto di fatica e lavoro di artigiani, un cinema che davvero non esiste più (si concorda con quanto scriveva su questo film il nostro Demetrio Salvi 15 anni fa) e che ancora riesce a trasformare il piacere della storia e della narrazione in piacere della visione, utilizzando il cinema come mezzo spettacolare trasognante che, nello stesso tempo, ci avverte della sua stessa falsità. L'immediatezza del film che si trasforma in popolarità (nel senso di "film per tutti"), deriva proprio da questa artigianalità manifesta, comprensibile proprio perché utilizza e parla la sua stessa lingua.

Non si può trascurare, parlando de Il viaggio di Capitan Fracassa, la figura di Massimo Troisi. Non si pretende di aggiungere nulla di nuovo rispetto a quanto è stato già scritto su questo straordinario personaggio del nostro cinema, ma qui si vuole solo sottolineare la straordinaria sintonia che aveva trovato con Ettore Scola con cui, nella sua breve carriera, è riuscito a girare ben tre film: Che ora è?, Splendor e questo Il viaggio di Capitan Fracassa. Che fosse, probabilmente, proprio quell'idea popolare del cinema che entrambi avevano in testa e che hanno continuamente manifestato attraverso il loro lavoro ad accomunare le loro storie artistiche? Oppure, il che è solo un altro modo per dire quasi la stessa cosa, quel modello di cinema che appartiene al passato, ma che potrebbe avere a che fare anche con quello del presente, e cioè un concetto di cinema come "baracconismo", un'espressione artistica che abbia anche a che fare con la falsità che è anche inverosimiglianza, ma anche capacità narrativa che cattura lo spettatore e che riesce a tradurre in immagini il fiabesco e il reale. Forse per questo la locandina di questo film resta indimenticabile, con Troisi travestito da Pulcinella che sorride soddisfatto: l'immagine, ancora una volta, è più incisiva delle parole e questo Ettore e Massimo l'hanno da sempre capito.

 

IL VIAGGIO DI CAPITAN FRACASSA di Ettore Scola
con Vincent Perez, Massimo Troisi, Ornella Muti, Emmanuelle Beart
Italia/Francia 1990, 125'
Sabato 30 luglio ore 1:30 Canale 5.

 

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