FILM IN TV: "La casa nera" di Wes Craven
Craven realizza un film stratificato di architettura narrativa classica, citazioni, sfondo (ma neanche troppo) socio-politico; a cui aggiunge il tocco che fa grande il cinema di genere - la capacità di sondare efficacemente le inquietudini. Sabato 28 ottobre, ore 01.50 su Italia 1

Un tentativo di furto di monete, progettato per aiutare la famiglia (sfratto e madre malata), finisce in una trappola/incubo per l'adolescente di colore Fool (Brandon Quintin Adams, esordio al cinema con Moonwalker, The mighty ducks, The Sandlot) e i suoi amici del ghetto, interpretati da Ving Rhames (Pulp fiction, Mission: Impossible, Al di là della vita) e Jeremy Roberts (Il tredicesimo piano, The mexican). Craven si diverte, quasi in una sorta di esercizio di stile, con elementi tra i più classici dell'horror. Se vuoi una storia paurosa ambientala in cantina, in fondo a una discesa di scale nel buio (come promette appunto il titolo originale); a questo si aggiunge la capacità del regista di riprendere e torcere in maniera davvero godibile e non troppo scontata oggetti e temi che normalmente sono cari, se non rassicuranti o legati al gioco (qui la casa, la maschera in Scream), con uno sguardo (palese) al gotico delle case maledette e infestate. Intercapedini che mettono i brividi e trabocchetti classici, cani assassini e innocenti elementi dell'abitazione che cambiano di segno...è forse proprio la casa la grande protagonista che lambisce subdolamente le paure (più o meno infantili) dello spettatore: il buio, i corridoi, le scale, gli angoli. Il discorso sottostante non è insistito ed è sociale e semplice, sottoposto alla tipica sublimazione del genere horror. La sceneggiatura, di ritmo piuttosto serrato, alterna il raccapricciante a uno schema narrativo lineare, forse funzionale proprio alla consegna al pubblico di un messaggio che trova la sua potenza in una semplicità estremizzata. Demarcazione netta tra bene e male (i cattivi questa volta sono sadici proprietari di immobili), ostacoli e sviluppi quasi da fiaba, nessun dubbio, deprivazione e ingiustizia che lasciano il posto alla benedizione dell'eroe del caso, il protagonista stesso. Craven realizza così un film stratificato di architettura narrativa classica, citazioni, sfondo (ma neanche troppo, visto il periodo in cui il film venne distribuito) socio-politico; a cui aggiunge il tocco che fa grande il cinema di genere - la capacità di sondare efficacemente le inquietudini proprie e altrui.
Titolo originale: The people under the stairs
Regia: Wes Crafen
Interpreti: Brandon Quintin Adams,
Durata: 102'
Origine: USA, 1991
Sabato 28 ottobre ore 01.50 Italia 1
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