MILLION DOLLAR BABY
SPECIALE MILLION DOLLAR BABY - "Sguardi e sorrisi da ko..." (di Andrea Ravagli, del 03/03/2005)
Il mistero di quegli straordinari sguardi tra Eastwood, Swank e Freeman è insondabile come il monolito kubrickiano che si addentra, sperso, nell'universo. E l'ultimo bacio dell'eutanasica "Maddalena"/Eastwood è come un apostrofo rosso-sangue tra le parole "t'amo". L'unico bacio/apostrofo che conti in quest'ultimo anno (e forse più) di cinema
SPECIALE MILLION DOLLAR BABY - Prima regola ... proteggersi sempre (di Roberto Rosa, del 28/02/2005)
Per Maggie la vita comincia con la boxe e vuole che finisca con questa. Frankie ha plasmato la sua esistenza su un semplice sillogismo: bisogna proteggersi dalla sofferenza, la vita è sofferenza, bisogna proteggersi dalla vita. Entrambi, alla fine, si trovano a riflettere sulla differenza fra vita ed esistenza.
SPECIALE MILLION DOLLAR BABY - I magnifici perdenti di Clint (di Federico Chiacchiari, del 25/02/2005)
Sembrano tutti angeli, i protagonisti del film, tutti combattenti del perdono, pronti a dare tutto pur di ottenere la propria particolarissima redenzione. Angeli, fantasmi e corpi immersi nel dolore. In un film che passo dopo passo ti pone di fronte a domande e interrogativi sulla vita e sulla morte sempre più grandi e "impossibili".
SPECIALE MILLION DOLLAR BABY - "Lo stupore della ragione" (di Leonardo Lardieri, del 25/02/2005)
Lacrime (mal) trattenute sui titoli di coda. Clint Eastwood unisce il cielo e la terra o meglio solleva la terra al cielo. Cinema che lotta per conoscere la ragione del conoscere e libera (per un attimo o per sempre) dal terrore della vita, dall'inautenticità occupante quasi tutto il nostro tempo, misero perché sempre a mancare.
SPECIALE MILLION DOLLAR BABY - "Scia d'amore" (di Michele Moccia, del 22/02/2005)
Dopo le gelide volute di "Mistic River", l'animo si scioglie alle calde lacrime che rigano il volto e alla dolcezza di un bacio che non dimenticheremo più. Qui non c'è bisogno di capire, tutto ciò che si conosce, lo si conosce per amore, e chi non sa amare è condannato ad una caduta senza fine. Quello di Eastwood è vero cinema, anzi vera poesia.
SPECIALE MILLION DOLLAR BABY - "La redenzione negata" (di Simone Emiliani, del 22/02/2005)
Disincantato, malinconico, straziante e sognante, un cinema così denso da lasciare sempre più storditi. Non solo un film sulla boxe, ma un intimo rapporto padri-figli, con frammenti dal cinema noir classico e lampi da road-movie, in cui la morte diventa l'estremo, ultimo atto d'amore.
SPECIALE MILLION DOLLAR BABY - "Era mio padre"... (di Francesco Ruggeri, del 22/02/2005)
Quelle di Eastwood sono le parole più dolci della storia del cinema, sussurrate a chi è già fantasma, dunque folle presenza d'amore che ti chiede la morte, supplicandoti di mentire ancora una volta, ma di farlo bene, guardando negli occhi, ricadendo e rialzandosi, arretrando per poi colpire, come nel mondo perfetto che abbiamo sempre sognato
SPECIALE MILLION DOLLAR BABY -"Una lunga lettera d'amore" (di Demetrio Salvi, del 20/02/2005)
Nessuna limitazione, nessuna semplificazione: nel gioco dei sentimenti, Eastwood preferisce metterne in scena la straziante, dolorosa, appassionata e sincera realtà
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