Il cinema di Jørgen Leth
Si inaugura il 16 giugno, alla presenza del regista, la retrospettiva dedicata all'opera di Jørgen Leth, esponente di primo piano del cinema danese contemporaneo. All'Auditorium del "Goethe Institut" e al Politecnico Fandango di Roma.
Il cinema di Jørgen Leth
Una retrospettiva
Roma, 16-21 giugno 2006
Auditorium del Goethe-Institut Rom - Via Savoia 15, Roma
Il Politecnico Fandango - Via Tiepolo 13a, Roma
Si inaugura il 16 giugno, alla presenza del regista, la retrospettiva dedicata all'opera di Jørgen Leth, esponente di primo piano del cinema danese contemporaneo, considerato da Lars Von Trier il suo maestro. Per la serata di apertura saranno proiettati Det Perfekte Menneske (L'uomo perfetto, 1967) e Notater on Kœrligheden (Appunti sull'amore, 1989), mentre dal pomeriggio del 19 giugno al cinema Politecnico Fandango saranno riproposti in lingua originale con sottotitoli italiani 8 rappresentativi titoli della sua filmografia.
Jørgen Leth ben rappresenta quella cinematografia nordeuropea che non ha mai smesso di stupire con vertici assoluti per intensità di provocazioni o risultati. Documentarista, esploratore assiduo delle possibilità del linguaggio visivo, Leth sfugge alle parole della critica che di volta in volta l'ha definito esteta, profeta, poeta del reale. Oggi, grazie alla collaborazione tra Vivo film, Danish Film Institute, Festival dei Popoli, Il Politecnico Fandango e Goethe-Institut Rom, il pubblico della Capitale potrà conoscere gli episodi salienti della filmografia di Leth, dal cortometraggio di culto Det Perfekte Menneske (L'uomo perfetto, 1967) all'ultimo documentario Jeg er levende (Io sono vivo, 1999), emozionante ritratto del poeta danese Søren Ulrik Thomsen.
Fino ad oggi la fortuna italiana di Leth era circoscritta alla collaborazione con Lars Von Trier, sfociata nella realizzazione di De Fem Benspaend (Le cinque variazioni, 2003). Sfidandolo a rigirare per cinque volte con cinque rigidi vincoli l'amatissimo corto Det Perfekte Menneske, Von Trier ha saldato il debito della generazione di Dogma verso un autore che ha sempre posto l'esigenza della perfezione e il rischio come motori della creazione. Il risultato è un film che resta come grande lezione di cinema e come confronto tra un maestro e un allievo geniali.
La retrospettiva è stata l'evento speciale del 46° Festival dei Popoli di Firenze (2-8 dicembre 2005), la cui giuria è stata presieduta dallo stesso Leth, e da allora sta toccando le principali città italiane, con l'ultima tappa prima della pausa estiva prevista al Cinema Massimo di Torino (21-30 giugno). Vivo film, che sta acquisendo i diritti per la distribuzione italiana tv e home-video degli 8 film in rassegna, è oggi lieta di presentar al pubblico italiano l'opera di uno dei maggiori documentaristi viventi.
JØRGEN LETH
Nota biografica
Nato nel 1937 in Danimarca, ha studiato letteratura e antropologia presso le Università di Aarhus e Copenaghen ed è stato membro fondatore del gruppo di cineasti d'avanguardia ABCinema negli anni '60. La sua carriera si è sviluppata in molteplici direzioni: dalla televisione (dove ha lavorato come commentatore sportivo) alla scrittura di poesie fino al cinema documentario, che rappresenta il suo campo di attività principale. Ha realizzato più di trenta film, presentati e premiati in diversi festival internazionali, tra cui il famoso Det Perfekte Menneske (L'uomo perfetto, 1967), e Haiti uden Titel (Haiti senza titolo, 1996), opera dedicata al profondo rapporto che lo lega all'isola caraibica. Ha fondato una casa di produzione, la Sunset Productions Inc. Insieme con Lars von Trier, tra il 2001 e il 2003, ha collaborato al progetto sfociato poi nel film De Fem Benspaend (Le cinque variazioni, 2003) presentato fuori concorso alla 60° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia e come evento speciale al 44° Festival dei Popoli.
PROGRAMMA
Venerdì 16 giugno - Goethe-Institut Rom, Via Savoia 15
ore 20:30 Serata di apertura
proiezione dei film Det Perfekte Menneske (L'uomo perfetto, 1967) e Notater on Kœrligheden (Appunti sull'amore, 1989) (Dk, 1989, 90', v.o. sott. it.)
Seguirà un incontro del pubblico con Jørgen Leth; è prevista la partecipazione di Fabrizio Grosoli (Vivo film), Guido Chiesa (regista), Bruno Berni (studioso e traduttore di letteratura danese)
INGRESSO GRATUITO
Lunedì 19 giugno - Il Politecnico Fandango, Via Tiepolo 13a
ore 18:30 Livet I Danmark (Vita in Danimarca, Dk, 1972, 37', v.o. sott. it.)
segue 66 Scener fra Amerika (66 Scene dall'America, Dk, 1982, 42', v.o. sott. it.)
ore 20:30 Det Gode og det Onde (Bene e Male, Dk, 1975, 81', v.o. sott. it.)
ore 22:30 Det Perfekte Menneske (L'uomo perfetto, Dk, 1967, 13', v.o. sott. it.)
segue Jeg er Levende (Io sono vivo, 1999, 40')
Martedì 20 giugno - Il Politecnico Fandango
ore 18:30 En Forårsdag i Helvede (Una domenica all'inferno, Dk, 1977, 111', v.o. sott. it.)
ore 20:30 Notater on Kœrligheden (Appunti sull'amore, Dk, 1989, 90', v.o. sott. it.)
ore 22:30 Det Perfekte Menneske (L'uomo perfetto, Dk, 1967, 13', v.o. sott. it.)
segue 66 Scener fra Amerika (66 Scene dall'America, Dk, 1982, 42', v.o. sott. it.)
Mercoledì 21 giugno - Il politecnico Fandango
ore 18:30 Notater on Kœrligheden (Appunti sull'amore, Dk, 1989, 90', v.o. sott. it.)
ore 20:30 Jeg er Levende (Io sono vivo, Dk, 1999, 40', v.o. sott. it.)
ore 21:30 Haiti Uden Titel (Haiti senza titolo, Dk, 1996, 78', v.o. sott. it.)
INGRESSO UNICO PER OGNI GIORNATA
biglietto 5,50 € per i soci; tessera 3,00 €
Info
Vivo film: info@vivofilm.it - tel.: +39 06 80.78.002
Il Politecnico: ilpolitecnico@fandango.it - tel: +39 06 360.042.40
Responsabile della retrospettiva per Vivo film: Francesca Zanza francesca.zanza@vivofilm.it
Ufficio stampa: Barbara Perversi 347 9464485 barbara.perversi@gmail.com
SCHEDE DEI FILM
DET PERFEKTE MENNESKE (L'ESSERE UMANO PERFETTO)
Danimarca, 1968, bn, 35mm, 13'
Regia: Jørgen Leth
Sceneggiatura: Jørgen Leth
Fotografia: Henning Camre, Ole John
Suono: Kaj Gram
Musica: Henning Christansen
Montaggio: Knud Hauge
Interpreti: Claus Nissen, Maiken Algren
Produzione: Laterna Film
Lingua originale: danese
Da questo celebre cortometraggio è partito il progetto per il film
The Five Obstructions realizzato nel 2003 in collaborazione con
Lars Von Trier.
Una stanza bianca, vuota, solo alcuni elementi essenziali per ciascuna sequenza. Un letto, una coperta e un materasso, un tavolo e delle sedie. "Adesso vedremo l'uomo perfetto in azione", sentiamo dire, e la voce di Leth sovrappone parole descrittive o enigmatiche ai piccoli gesti che il film ci mostra: l'uomo si tocca il volto in maniera indagatoria, riempe la pipa, si taglia le unghie, si spoglia, ma compie anche azioni più peculiari: salta come se fosse leggerissimo, schiocca le dita in modo strano, danza con movimenti esagerati e senza musica. Riflette:"Anche oggi ho fatto un'esperienza che spero di poter capire nel giro di pochi giorni".
LIVET I DANMARK (VITA IN DANIMARCA)
Danimarca, 1972, colore, 35mm, 37'
Regia: Jørgen Leth
Fotografia: Henning Camre
Suono: Leif Jensen
Musica: Henning Christiansen
Montaggio: Lars Brydesen
Interpreti: Kristen Bjørnkjær, Jørgen Leth, Svend Åge Madsen, Hans-Jørgen
Nielsen, Peder Pedersen, Jørgen Ryg, Dan Turèll
Produzione: Laterna Film
Lingua originale: danese
Il film vuole dare un'idea dell'aspetto vagamente esotico della Danimarca, dell'immagine un po' stramba dei danesi e di come sono in realtà. Il film presenta quasi 100 danesi, tra i quali un ciclista, un Ministro della Finanza, un attore famoso e 13 donne nubili di una città di provincia, "C'è sempre troppa nebbia, troppa pioggia, troppa melanconia nella maggior parte dei ritratti della Danimarca" dice Jørgen Leth "ma non nel mio film. Vorrei mostrarvi qualche immagine, autentica, chiara e bella di questo strano paese".
DET GODE OG DET ONDE (BENE E MALE)
Danimarca, 1975, bn, 35mm, 81'
Regia: Jørgen Leth
Sceneggiatura: Jørgen Leth
Fotografia: Henning Camre
Suono: Ole Henning Hansen
Musica: Gunnar Møller Pedersen
Montaggio: Franz Ernst
Interpreti: Diana Benneweis, Ove Brusendorff, Bent Christensen, Anne-Mari
Max Hansen, Holger Juul Hansen, Hanna Holm, Bente Jensen, Lars Knutzon,
Ditte Maria, Claus Nissen, Ghita Nørby, Ulf Pilgaard, Jørgen Reenberg, Ole
Ritter, Elona Sjøgren, Dan Turèll e altri
Produzione: Jørgen Leth
Lingua originale: danese
Nel 1999 Lars Von Trier scelse questo film per rappresentare il cinema danese in una serie di festival cinematografici europei per un periodo di tre anni (15 x 15: European Cinema Heritage). Si tratta di un'ampliamento di Det perfekte menneske, Det gode og det onde è uno pseudo-documentario più lungo, più esteso che rappresenta niente meno che la vita. Il flim è composto da scene esteticamente stuzzicanti e contenutisticamente quasi schematiche, girate nel vuoto dello studio cinematografico: facce, corpi e cose. Non c'è una sfumatura psicologica nei personaggi, solamente una serie di schizzi ed esempi estrapolati dal contesto della vita quotidiana.
EN FORÅRSDAG I HELVEDE / (UNA DOMENICA ALL'INFERNO)
Danimarca, 1977, colore, 35mm, 111'
Regia: Jørgen Leth
Sceneggiatura: Jørgen Leth
Suono: Ole Ørsted
Fotografia: Dan Holmberg, Dirk Brüel, Jan Weincke, Paul Constantini et al.
Musica: Gunner Møller Pedersen
Montaggio: Lars Brydesen
Interpreti: Marc Dejeyer, Freddy Maertens, Eddie Merckx, Ole Ritter, Roger
de Vlaeminck et al.
Produzione: Steen Herdel Film
Lingua originale: danese
Con un approccio empatico e allo stesso tempo mitologico, in Una domenica all'inferno, Jorgen Leth ha filmato la celebre Parigi- Roubaix - edizione 1976 -, la più impervia, forse, tra le classiche del Nord. Il risultato è uno dei migliori film sul ciclismo di sempre, in cui il cineasta danese ritrae le imprese di Merckx, Moser e compagni sul terribile pavé. Girando con venti telecamere e un elicottero, Leth è riuscito a mostrare ogni goccia di sudore, ogni caduta, la tensione di ogni affondo dei protagonisti della corsa. Tanto che alla fine del film lo spettatore non avrà forse più voglia di salire su una bicicletta, ma sicuramente avrà visto alcune delle immagini più potenti
mai catturate del mondo del ciclismo.
66 SCENER FRA AMERICA (66 SCENE DALL'AMERICA)
Danimarca, 1982, colore, 35mm, 42'
Regia: Jørgen Leth
Sceneggiatura: Ole John
Fotografia: Dan Holmberg
Suono: Morning Pastorok, Jan Juhler
Musica: Erik Satie (al pianoforte Aldo Ciccolini)
Montaggio: Kristian Levring
Interpreti: Kim Larsen, Andy Warhol
Produzione: John & Leth Film
Lingua originale: danese, inglese
"Un documentario sugli USA di oggi. Si tratta di piccole e grandi impressioni, fatti, cose, persone, pensieri e sensazioni. Paese per noi strano e incomprensibile, ma in cui troviamo uno specchio della nostra cultura, e nei confronti del quale i nostri sogni - che lo si voglia o no - devono affrontare una relazione". Come in un racconto per immagini, 66 Scener fra America ricorda un gruppo di cartoline raccolte durante un viaggio, di fatto è proprio ciò che il film vuol essere: una serie di inquadrature prolungate di quadri, che appaiono come porzioni di realtà più o meno casuali ma che, nell'insieme, ricreano un ritratto degli USA estremamente emblematico.
NOTATER OM KŒ RLIGHEDEN (APPUNTI SULL'AMORE)
Danimarca, 1989, colore/bn, 35mm, 90'
Regia: Jørgen Leth
Sceneggiatura: Jørgen Leth (Ann Bierlich, Jonas Cornell)
Fotografia: Henning Camre, Dan Holmberg
Suono: Per Meinertsen, Per Streit
Musica: Frédéric Chopin, Carl Czerny, H. S. Løvenskiold, W. A. Mozart, Franz
Schubert
Montaggio: Camilla Skousen
Interpreti: Lars Damsgaard, Stina Ekblad, Peter Eszterhás, Edith Guillaume,
Linda Hindberg, Mette-Ida Kirk, Jørgen Leth, Claus Nissen, Jan Nowicki,
Baard Owe, Charlotte Sieling, Hanne Uldal, Arne Villumsen .
Produzione: Jørgen Leth Productions, Columbus Film
Lingua originale: danese
"Ti osservo. Guardo quello che fai. Sempre. In ogni momento. Ti guardo mentre spalmi la marmellata di fragole su una fetta di formaggio. Ti guardo mentre ti strucchi. Ti guardo mentre chiudi gli occhi e ti offri a me. Ti osservo. Voglio capire tutto quello che fai". Jørgen Leth ha realizzato questo film durante un periodo di crisi, e si tratta di un film cupo, molto personale. Il tono è determinato dalla voce di Leth, che accompagna un'inquadratura in cui lui si fa la barba all'inizio del film con la parola "svogliatezza". Gli attori sono utilizzati come strumenti in scene vagamente legate tra loro, quasi come degli appunti, e tutta una serie di temi semplici riemergono da Det gode og det onde, di cui questo film è chiaramente un seguito.
HAÏTI. UDEN TITEL (HAÏTI. SENZA TITOLO)
Danimarca, 1996, colore, 35mm, 78'
Regia: Jørgen Leth
Sceneggiatura: Jørgen Leth
Suono: Jens Danielsen, Dino Raymond Hansen, Majka Bjørnager
Fotografia: Tómas Gislason, Alexander Gruszynski, Dan Holmberg, Jørgen
Leth
Souno: Jens Danielsen
Musica: Hilmar Örn Hilmarsson , Carlos Gardel
Montaggio: Camilla Skousen, Jacob Thuesen
Interpreti: Chantal Regnault, Jean-Bertrand Aristide, Raoul Cédras, Toto
Constant, Franck Romain, Sophie Destin
Produzione: Sunset Productions, The Danish Film Workshop
Lingua originale: danese
Jørgen Leth ha fatto di Haiti la sua seconda casa da tanti anni. Nel suo stile da cinéma verité, scava nel passato e nel presente di Haiti per esplorare la pazza contaminazione di fiction e non fiction, di fantastici riti vudù, miti, misteri e politica senza regole. Nel frattempo Leth resta in allerta, osserva, ascolta, evitando però di cader nella trappola di affermazioni virtuose sulla politica e la società.
JEG ER LEVENDE - SØREN ULRIK THOMSEN, DIGTER (I'M ALIVE. SØREN ULRIK
THOMSEN: A DANISH POET)
Danimarca, 1999, bn, 35mm, 40'
Regia: Jørgen Leth
Sceneggiatura: Jørgen Leth
Fotografia: Dan Holmberg
Suono: Niels Arnt Torp
Musica: Krzysztof Komeda (Tomasz Stanko Septet), Randall Meyers
Montaggio: Camilla Skousen
Interpreti: Søren Ulrik Thomsen
Produzione: Peter Bech Film
Lingua originale: danese
Un'opera positiva, piena di atmosfera, che ritrae il poeta Søren Ulrik Thomsen. Il film riflette l'incontro fruttuoso tra due anime gemelle, entrambe conoscitrici della natura umana e narratrici di
prim'ordine. Insieme aprono ai sensi dello spettatore il proprio mondo di immagini, ritmi e parole. Leth dipinge il suo quadro con l'accompagnamento musicale di un jazz mordibo e melanconico, un quadro non solo della mente del poeta, ma anche della sensibilità dell'uomo.
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